CRONACA

D’Abundo: «Forio è sporca, che fine hanno fatto i cestini? »

Lungo le strade del paese mancano i cestini. Il consigliere di minoranza chiede al sindaco più raccoglitori di immondizia, e l’opposizione tuona: «Del Deo ci accusa di terrorismo psicologico, ma Forio è oggettivamente sporca»

Trovare un cestino a Forio è una vera impresa, anzi una caccia al tesoro. E a disegnare la mappa dei punti, ben pochi, dove è possibile individuare i preziosi “canestri” forieri di pulizia,  dove poter gettare una carta o qualsiasi altro genere di rifiuti, ci ha pensato il consigliere di minoranza Dino D’Abundo che denuncia: “Forio è diventata un gabinetto e la responsabilità è tutta dell’amministrazione”. In effetti, basta fare una passeggiata lungo le arterie principali del comune turrita per rendersi conto di quanto siano rari i contenitori dove turisti e residenti dovrebbero avere la possibilità di riporre qualsiasi tipo di scarto, in modo da contribuire a mantenere pulito il territorio. E invece da Piazzale dei Marinai a Citara ci sono appena 3 cestini, sottolinea D’Abundo, solo tre contenitori per centinaia e centinaia di metri. Non si ha modo di riporre la confezione di un gelato, l’involucro di una caramella un pacchetto di sigarette o qualsiasi altro rifiuto si produca in cammino mentre si ammira il meraviglioso panorama che offre Forio.

Da Citara a Panza la musica non cambia: se ne trovano appena 2. “Su 4 chilometri di strada – sottolinea Dino D’Abundo, ci sono appena 5 cestini in tutto. A questo punto chiunque faccia una passeggiata a Forio ha solo due possibilità, se non ha la fortuna di scorgere all’orizzonte il contenitore dei rifiuti: riporre in tasca o in borsa gli oggetti che vorrebbe gettare o lasciarsi andare alla tentazione di liberarsene nel mondo più semplice possibile, gettando per terra e lasciando così che Forio, lentamente, venga avvolta da un vortice di degrado che proprio non è tollerabile per un comune a vocazione turistica, che dovrebbe fare della pulizia il primo pilastro su cui fondare ogni offerta che miri all’ospitalità. E di persone poco consceziose, che gettano senza ritegno carte e quant’altro in strada, non ne mancano. C’è chi lo farebbe anche se avesse cestini a pochi metri da sè, figuriamoci se dopo una lunga passeggiata non gili si dà nemmeno l’occasione, per una volta, di essere rispettoso del territorio.

“Forio è sporca. La Borbonica ancora di più. Anche dal porto di Forio andando verso la spiaggia di San Francesco i cestini latitano, ne ho contati appena tre. Vogliamo provare a fare turismo, ma in queste condizioni non è possibile – sottolinea D’Abundo – e se questa amministrazione non è in grado nemmeno di fornire le basi per tenere pulito il territorio che ammnistra dovrebbe avede la decenza di andare a casa e lasciare spazio a chi ha un po’ più a cuore il futuro di Forio.

Durante l’ultimo consiglio comunale il consigliere D’Abundo, appoggiato dagli altri membri dell’opposizione che non sono riusciti per poi non troppi voti di distacco a “conquistare” gli uffici del Green Flash, ha proposto di aumentare i cestini da installare sul territorio di Forio, un piccolo passo per rendere più pulito il territorio. Il sindaco Francesco Del Deo continua a sostenere che vorrebbe far diventare Forio una sorta di Capri, ma se non riusciamo nemmeno a tenere pulito il territorio con con gli accessori più basilari, quando mai potremmo arrivare a modelli così ambiziosi?” Si chiede, perplesso, il consigliere D’Abundo. Quando facciamo notare queste cose – conclude il consigliere che ha sostenuto la candidatura a primo cittadino di Forio di Stani Verde, veniamo accusati di fare violenza psicologica, ma questi che sottolineiamo sono dati di fatto sotto gli occhi di tutti. Basta fare una passeggiata per rendersi conto di come il paese sia allo sbando e come consiglieri d’opposizione abbiamo il dovere di vigilare per fare in modo che le cose funzionino, per il bene dei cittadini, per il bene di Forio.

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