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DAI CONSIGILI UTILI   AI “CONIGLI” INUTILI

Facciamo una premessa. Il top manager Flavio Cattaneo ha ragione a contestare l’astrusa gestione dei parcheggi al porto di Casamicciola. Perchè obiettivamente è imbarazzante che un diportista, chiunque esso sia, possa sbarcare o imbarcare sul suo Yatch senza avere l’opportunità di sistemare la sua auto in un’area di sosta pertinenziale. Al porto di Casamicciola ci sono due parcheggi, due gestioni diverse a meno di duecento metri di distanza. Da una parte comodi abbonamenti mensili ricaricabili, dall’altra monetine per colonnine più o meno (ir)regolari ma certamente fuori dal mondo nell’era delle smart city.

In ogni caso è da manicomio la gestione dicotomica di questo porto isolano che potrebbe essere la gallina dalle uova d’oro per tutti, non solo per il petroliere locale che si sta comprando l’isola un pezzo alla volta con i soldi dei proprietari degli oltre 63mila veicoli che circolano (si fa per dire) sull’isola verde. Ma di questo e tanto altro se ne parlerà. Tanto. E a breve. Per ora diciamo che il sindaco di Casamicciola, Giovan Battista Castagna, farebbe bene a ringraziare pubblicamente il manager di Ntv che su il Mattino non ha criticato ad capocchiam o contestato a vanvera una supposta lesa maestà nei confronti suoi o della sua signora, Sabrina Ferilli,  ma ha evidenziato un disservizio che procura problemi a tutti i diportisti. 

S’io fossi Castagna (immagino sia stato un anno molto difficile per il sindaco di Casamicciola e dunque gli auguro ogni bene) prenderei i consigli del manager lombardo (ex Rai, ex Terna, ex Telecom) e li metterei a frutto. Cioè eliminerei la scemenza del doppio regime tariffario per lo stesso parcheggio, aiuterei i diportisti a pagare in fretta ed eviterei anche il maneggio di soldi ai dipendenti nel parcheggio dove ancora si usano le monetine. S’io fossi il sindaco di Casamicciola troverei il tempo per mandare alla signora Ferilli un fascio di rose a casa (la villa a Zaro), e invierei un bel segnale al marito Flavio Cattaneo. Segnale né di pace (perché non c’è guerra) né di fumo (perché il manager ha storia di uomo di sostanza): gli darei le chiavi della città, pure la cittadinanza onoraria o comunque una attestazione di stima. Così si dà atto anche di una buona pagina di giornalismo de il Mattino con la brava Maria Giovanna Capone. Perché l’intervento del dottor Cattaneo non è stato né pesante, né volgare, né a gamba tesa. Io l’ho letto come una bella vibrata protesta che era anche proposta: voglia di dare buoni consigli quand’anche non richiesti. Perché i problemi di Flavio Cattaneo sono i problemi di qualunque diportista che entra nel porto di Casamicciola. A proposito, ove mai il sindaco Castagna ascoltasse anche il mio assai più modesto consiglio e ove mai davvero dovesse esserci un incontro tra lui e il dottor Cattaneo per insignirlo della cittadinanza o comunque per manifestargli un segno di attenzione, di affetto della comunità casamicciolese, sarebbe bello se potesse chiedergli, in disparte ovviamente, non in pubblico, un ulteriore consiglio. Quale? Chieda al dottor Cattaneo come si fa a far pagare alla società che gestisce Cala degli Aragonesi i 2oomila e passa euro di arretrati per la tassa sui rifiuti. Soldi che Castagna potrebbe impiegare per sistemare il verde e attrezzare meglio anche la Marina di Casamicciola (Cala degli Aragonesi ha fatto un buon lavoro), adeguare i parcheggi, ampliarli, automatizzarli. Un porto è una ricchezza straordinaria in ogni luogo. A Ischia, invece, pare una iattura. Ho molti amici sull’isola, dal carissimo “fratello” Sergio Conte a Nando Macrì a tantissimi altri giovani e meno giovani capitani che in questo momento sono al timone di yatch e mega yatch di ricchi armatori italiani, spagnoli, russi, turchi, libanesi che incrociano nel Mediterraneo o in chissà quali altri mari. Parlo di capitani, di uomini e donne di mare che sono costretti ogni anno a scappare all’estero per lavorare pur essendosi formati qui, a Ischia. Se l’isola avesse porti attrezzati, porti capaci di essere scali importanti nel Mediterraneo, tanti giovani ischitani non sarebbero costretti ad andare all’estero per lavorare, gli yatch li avrebbero sotto casa loro e potrebbero essere la ricchezza dell’isola. Uno yatch che arriva a Ischia, che ormeggia a Ischia, che gira l’isola di Ischia è ricchezza per tutti. E invece i capitani di Ischia spesso con i loro yatch non possono manco passare per la loro isola. Ma qualcuno li ha mai interpellati questi ufficiali, questi capitani di Yatch giovani che lavorano sui sette mari per capire come fare per trasformare Sant’Angelo, Ischia, Casamicciola, Forio, Lacco Ameno non in porticcioli in mano a piccoli ras locali ma polmoni dell’economia isolana? 

Immagini di no, perché c’è chi gode a parlare di occasioni mancate, critiche giuste che ci muovono, pagine di idiozia burocratica e i soliti veleni che alcuni prenditori (sono il contrario degli imprenditori perché depredano il territorio) locali spargono usando il loro cagnolino da riporto sull’isola. Insomma, ogni giorno ha la sua pena, ed oggi la pena era il porto delle nebbie.

Paolo chiarello*giornalista e scrittore

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