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Dal 2017 al 2024, tutte le tappe di sette anni di sisma

Dalle 20.57 del 21 agosto 2017 fino ai giorni nostri, ecco tutti gli incroci salienti che hanno caratterizzato la storia più e meno recente di Casamicciola. Dallo stato di emergenza poi sfumato passando per l’arrivo di Carlo Schilardi poi sostituito dall’attuale commissario Giovanni Legnini, per quantificare poi le risorse per rimettere in sesto il territorio isolano, stimate in oltre 1 miliardo di euro

Alle 20:57:51 del 21 agosto del 2017 l’evento principale che segna il terremoto di Ischia. Poco prima delle 21,00. La scossa avvertita da Forio fino a Napoli. La magnitudo come le localizzazioni, errate, determinata all’inizio non rendono il quadro del disastro. Con il passare delle ore arrivano le notizie delle vittime, dei feriti, di una nonna ed una madre, dei tre bambini di una famiglia dispersi sotto le macerie della loro casa. Saranno trovati e in poche ore salvi e il quadro cambia. A morire, due donne, Mariella Romanini, 65 anni, maceratese, ex infermiera ischitana di adozione, madre e nonna e Lina Balestrieri, 59 anni, madre di 6 figli di cui 2 adottati. In totale, 42 feriti e oltre 2mila gli sfollati. Solo quattro giorni dopo, l’Ingv determina la magnitudo a 4,0, con epicentro a circa in prossimità di località Majo e ipocentro a 1,73 km di profondità. Cinque secondi in cui la terra trema, sprofonda, inghiotte, provocando danni ingenti in un’area abbastanza limitata.

La bassa profondità ipocentrale, spiegheranno poi gli esperti, ha determinato una intensità equivalente a quella di un terremoto di magnitudo 6. I danni prodotti, oltre che a una generale scarsa resistenza degli edifici, sono attribuibili a un ‘effetto di sito’, che ha provocato amplificazioni locali. Storia iconica. Nei giorni seguenti l’Agenzia Spaziale Italiana ha evidenziato un abbassamento del suolo attorno l’area epicentrale fino ad un massimo di 4 cm.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri il 22 agosto 2017, dichiarò, lo stato di eccezionale rischio di compromissione degli interessi primari. Bisogna aspettare il 29 agosto 2017 perché con delibera del consiglio dei ministri si dichiari lo stato di emergenza. L’architetto Giuseppe Grimaldi fu nominato commissario e negli anni di reggenza mise su piani per rimodulazione ed interventi da 36 milioni di euro. Il 28 settembre 2018 viene approvato il decreto-legge 109, chiamato Decreto Genova, che prevedeva anche lo stanziamento di circa 60 milioni di euro per la ricostruzione. Con la nomina già registrata di Carlo Schilardi come commissario straordinario alla ricostruzione. Per quasi un anno Ischia ha avuto due commissari. Il 3 marzo 2019 il commissario straordinario, prefetto Carlo Schilardi, che resta in carica fino al dicembre 2021 affiancato da Invitalia, avrà acceso ai fondi statali destinati agli sfollati. Trovare alloggio ai 2.302 evacuati (le stime di Schilardi dicono 2500) è costato quasi 19.337.808 in sei anni, cui vanno aggiunti 4.624.721 euro per gli hotel che li hanno ospitati all’inizio, per un totale di 14.293.625 euro. Gli immobili inagibili indicati erano 1.068. 

Nel gennaio 2022 Giovanni Legnini, già commissario per il Centro Italia viene nominato anche per la ricostruzione di Ischia. Il 26 novembre 2022 una slavina di fango uccide 12 persone al Celario di Casamicciola sopra il Majo e la zona del sisma 2017. L’avvocato Giovanni Legnini è nominato Commissario delegato a seguito degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi. Fino al 31 dicembre 2024  si occuperà anche di quello. Gli interventi  dureranno fino al 2027. Legnini ha reso pubblico un rapporto di 140 pagine su entrambe le ricostruzioni sisma-frana. 

A sei anni dal sisma (oggi avremo le stime dei sette anni) sono solo 309 le revoche delle inagibilità a fronte di 1171 edifici con danni da sisma solo 23 hanno ottenuto contributi pubblici.  Gli edifici inagibili al 15 agosto 2023 sono 839 in tutto il cratere. In itinere 65 pratiche e 774 gli edifici cui avviare pratiche di ricostruzione. 200 le delocalizzazioni degli edifici ubicati in aree arischio, presuntivamente stimate.  

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 Il fabbisogno finanziario necessario a completare gli interventi di ricostruzione pubblica e privata è stimato in euro 1.260.000.000. Il totale stanziato per gli investimenti in conto capitale per la ricostruzione ammonta ad euro 347.879.203,40. Gli ulteriori finanziamenti necessari al completamento della ricostruzione post sisma e post frana per gli anni futuri sono pari a circa euro 912.000.000.

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