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Dal vangelo secondo Paolo: «Volemose bene nel nome di Enzo»

DI GAETANO FERRANDINO

 

Partiamo dal Consiglio comunale di martedì scorso e dalle dimissione del sindaco Enzo Ferrandino. Analizzando il tutto a mente fredda, la decisione maturata dal primo cittadino era davvero a tuo avviso l’unica percorribile e se sì perché?

«Si, a mio parere,  al punto in cui eravamo arrivati, con l’attrito creatosi con una componente della maggioranza,  quella di rivolgersi alle forze consiliari che siedono nel civico consesso per cercare una valida alternativa con persone che abbiano voglia di impegnarsi per il paese, credo fosse l’unica strada percorribile. Tutto quello che è poi attualmente in divenire, sono situazioni che porteranno a soluzioni che ne sono certo miglioreranno anche l’agibilità e la funzionalità dell’amministrazione comunale».

 

Le opzioni, adesso, per formare una nuova maggioranza, sono tante: chiudere con una parte della minoranza, farlo con l’intera componente che attualmente siede all’opposizione . Ricorrere a Sorrentino, Mazzela e Trofa, consentirebbe di avere i numeri anche se forse la soluzione sarebbe un po’ anomala. Allo stato dell’arte, fermo restando che in politica è tutto possibile, è giusto dire che la soluzione più difficilmente praticabile sia quella di un recupero con la componente della maggioranza che ha sfiduciato il sindaco?

«In politica nulla è impossibile, per cui credo che, al di là dello strappo violento e dell’atteggiamento fuori luogo che quella componente della maggioranza ha manifestato, il recupero sia ancora possibile.  Tra le parole e i fatti, c’è sempre la possibilità di trovare la giusta sintesi che vada nella direzione di quando, da candidati, ognuno andava proponendo al paese il proprio impegno per risolvere i problemi» .

 

Che effetto fa a Paolo Ferrandino pensare che potrebbe ritrovarsi Domenico De Siano in maggioranza?

«Non avrei nulla in contrario dinanzi a questa prospettiva. In fondo, io sono di centro destra ed è stato soltanto perché avevo già militato nell’ultima tornata amministrativa con l’attuale squadra politica di maggioranza, che mi sono schierato in maniera diversa rispetto al mio solito orientamento politico. Certo, non dimentico di essere stato molto critico circa l’impegno e i risultati che Domenico De Siano ha prodotto per l’isola nei suoi vari incarichi politici ricoperti a livello regionale e nazionale. Ma non avrei alcun problema a vederlo parte integrante della maggioranza. Tuttavia, resta il fatto che a mio parere questa è una soluzione poco praticabile. Se il sindaco però riterrà opportuna percorrere questa strada ne prenderò atto e mi metterò in ogni caso a disposizione».

 

Sarebbe forse più facilmente percorribile e logico un riavvicinamento con Gianluca Trani, essendo quest’ ultimo figlio originario di questa coalizione?

«Al di là delle ipotesi che si possono formulare, alla fine credo che ognuno di quelli che in questo momento sta dando la propria disponibilità a dare sostegno a Enzo Ferrandino,  debba  abbandonare l’idea, peraltro scorretta anche nei confronti dei cittadini, di dire “mettiamoci insieme” per poi alla prima occasione mandare tutti a casa per ritentare la strada della sindacatura. Ovunque si  annidi un’idea del genere, questa deve essere immediatamente eliminata, al fine di non dare corpo a quella che potrebbe essere l’intenzione di pochi di tagliare dalle fondamenta la maggioranza».

 

In Consiglio Comunale Enzo Ferrandino ha parlato di “fuoco amico”. E’ chiaro che il riferimento fosse a Giosi Ferrandino, come ormai è altrettanto chiaro che tra i due è in atto un vero e proprio braccio di ferro.

«Questo mi rammarica, perché a parte il fatto che nell’atteggiamento di alcuni amici potrei leggere un pensiero che va nella direzione di cui tu stai parlando, in verità non capisco  proprio quale potrebbe essere l’interesse di Giosi a crearsi una marea di nemici visto che ritengo che la sua carriera  politica certo non si fermi qui e dunque necessiti anche del sostegno di Ischia. Lo stesso discorso naturalmente vale per Enzo: non credo voglia inimicarsi qualcuno, in fondo siamo tutti figli della stessa stagione politica».

 

Mettiamola così: a nessuno conviene,  però intanto la strada della lite la stanno percorrendo entrambi in egual misura, non ti pare?

«Io mi auguro che tutto questo sia solo frutto di una lettura sbagliata degli ultimi avvenimenti. Spero vivamente che sia così e che si possa soprattutto trovare un’intesa che tranquillizzi gli animi e chiarisca quelli che possono essere stati malintesi o disguidi.  Enzo e Giosi sono due persone intelligenti e non credo che si mettano a fare una guerra a distanza per i propri interessi personali. Ma soprattutto ritengo che a prescindere da quali possano essere gli obbiettivi in ballo, il tutto non debba andare a discapito del paese».

 

In tutta sincerità e dando per scontato che Enzo superi la crisi politica, credi davvero che questa amministrazione possa avere lunga vita?

«Credo che ci siano i numeri per poterlo fare. Mi auguro che alla fine prevalga l’impegno, preso con gli elettori, di lavorare per il paese e non di operare per le proprie prospettive personali. Credo che nei consiglieri dell’attuale maggioranza sia ancora vivo il forte sentimento di agire per il bene di Ischia e non per una strategia di destabilizzazione. Lo stesso sentimento che penso abbia anche l’opposizione. D’altronde poi, credo che nessuno voglia rischiare di doversi rimettere di nuovo in gioco, andando a nuove elezioni, in quanti per gli stessi consiglieri diventerebbe molto difficile poter rientrare nuovamente tra i banchi del consiglio comunale. Questo è un privilegio ed un onore che ci è stato conferito e che credo nessuno voglia gettare alle ortiche solo per favorire il programma di qualche personaggio in particolare».

 

Negli ultimi giorni sta montando una nuova polemica: Enzo Ferrandino durante il consiglio comunale di martedì scorso aveva annunciato che per solidarietà nei suoi confronti si sarebbero dimessi anche gli assessori. Tuttavia molti sottolineano che a protocollo di queste dimissioni non vi sia tracci alcuna…

«Noi  le dimissioni le abbiamo consegnate nelle mani  del sindaco lo stesso giorno del civico consesso. Poi lui ne  ha fatto e ne farà l’uso che crede, ma in ogni caso che le dimissioni ci  siano state o meno poco importa.  Tanto, senza trovare una quadratura entro i venti giorni i giochi finirebbero in ogni caso senza un sindaco e con lo scioglimento del consiglio comunale… ».

 

Hai mai pensato in questi giorni che Enzo potrebbe riuscire a non far quadrare il cerchio entro il termine dei venti giorni previsto dalla legge?
«Non ci ho mai pensato, in verità. Ma se così dovesse essere non  sarà certamente colpa sua. Se lui infatti ha fatto quello che ha fatto è stato soprattutto per cercare di riguadagnare l’incisività  necessaria all’amministrazione per risolvere le problematiche del paese. Rimanere ingessati per capriccio o per altre cose che non abbiano niente a che fare con l’interesse del  territorio era controproducente. Reputo, quindi,  che  Enzo  abbia fatto benissimo a cercare di trovare chiarezza al fine di mettersi nelle condizioni di poter amministrare con più facilità».

 

Secondo te la genesi di tutti i mali, resta, come d’altronde pensano anche altri addetti ai lavori, il non aver formato una Giunta politico fin dall’inizio?

«Sicuramente, se si fosse creata una giunta politica dall’inizio, oggi non saremmo in questa situazione. In questi dodici mesi, infatti, si sono venute a create tante situazioni tra i vari gruppi consiliari che alla fine far quadrare il tutto è diventato complicato. Tuttavia, ricordo a me stesso che al tirar delle somme la soluzione era stata trovata, e tutti parevano soddisfatti, nonostante la lunga attesa e nonostante la modifica di alcune componenti consiliari. Credo quindi che ad averci portato dove siamo ora, sia stata una cattiva interpretazione sulle modalità  di applicazione di questa soluzione e sui tempi per permettere ad ognuno di questi gruppi di avere la giusta visibilità. Ma ormai è inutile piangere sul latte versato».

 

Antonello Sorrentino e Antonio Mazzella in maggioranza non sarebbero un controsenso?

«Non vedo  persone con connotazioni politiche alternative a quella che è oggi l’appartenenza dei consiglieri di maggioranza. Anche come fatto di liste, per lo meno la maggioranza si è caratterizzata con criteri specifici e una coalizione caratterizzata da una connotazione “civica” e anche dall’altra parte, anche se è confluita una lista di centro destra, mi pare di capire che il leit motiv è stato analogo. Insomma siamo davanti ad anime moderate e tutte molto compatibili con quelle che sono le nostre origini e il nostro portato politico quindi non vedo alcun controsenso. Anzi credo che sarebbero che Sorrentino e Mazzella potrebbero essere molto utili all’amministrazione».  

 

Proviamo a farti vestire per un secondo i panni da profeta. Enzo risolverà la situazione a avrà una nuova maggioranza composta da…?

«Da tutti quelli che daranno la propria disponibilità. Per quanto mi riguarda mi auguro che ci sia un chiarimento e un recupero di quello che era la componente iniziale, la priorità resta questa».

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