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Dalla California e dall’Argentina per rendere omaggio al Santo concittadino

di  Michele Lubrano

Padri, madri e figli nati in quelle “terre Assaje Luntane” arrivati a Ischia per la festa di San Giovan Giuseppe della Croce

Ci sono tutti o quasi, gli ischitani d’America e d’Argentina. Sono giunti in  notevole numero da Los Angeles e da San Pedro di California, da New Jersey, da New York, da Mar del Plata, Rosario e Buenos Aires in Argentina. Sono padri, madri, figli nati in quelle terre, che rispondendo al richiamo struggente della nostalgia per il proprio paese di origine, sono arrivati in questi giorni ad Ischia soprattutto per la festa di San Giovan Giuseppe, il Santo concittadino che venerano e festeggiano al pari di noi nel proprio paese di residenza lontani dalla loro isola. Questa mattina si ritroveranno tutti alla messa del Cardinale Montenegro nelle chiesa dello Spirito Santo in Ischia Ponte in festa, ed alla intronizzazione della settecentesca statua lignea di San Giovan Giuseppe della Croce. Gli ischitani di San Pedro di California hanno festeggiato San Giovan Giuseppe, come avviene ogni anno, il 15 agosto scorso, con messa solenne, processione della vecchia statua del Santo inghirlandato, vecchia di ben 111 anni, risalente al 1905, quando costruirono la prima Mary Star e dinner finale. Ad occuparsene attivamente è la Federazione Cattolica locale. Il suo presidente, l’ischitano Neal Di Leva, in questi giorni a Ischia con la moglie Anna, collaborato dagli aderenti alla Federazione, anche quest’anno ha rinnovato  le tradizioni a cui tutti gli ischitani devoti del Santo sono legati, all’interno e fuori della loro chiesa madre La Mary Star, dove solitamente  si incontrano, familiarizzano e pregano San Giovan Giuseppe per tutte le cose buone che la provvidenza manda. In pratica l’occasione consente  a molti di loro di incontrarsi ed abbracciarsi, essendo abbastanza lunghe le distanze fra loro dove abitano, per vedersi con una maggiore frequenza.  A San Pedro di California, se mettete piede nella grande Chiesa dei pescatori dedicata a Maria Stella del Mare “ Stella Maris” o se volete “Mary Star”, vi accorgete che nella prima cappella, entrando  sulla sinistra, ad disopra di un altarino ricolmo di lumi di cera sempre accesi, campeggia e fa bella mostra di sé, una gradevole statua di San Giovan Giuseppe della Croce bianca,  fatta di autentico e lucente marmo di Massa Carrara. Davanti a questa statua, dall’1982 ad oggi, si sono inginocchiati, unici nella storia della Diocesi isolana, due Vescovi di Ischia in carica ed in visita agli ischitani emigrati della California, i defunti Mons. Diego Parodi e Mons. Filippo Strofaldi. Diversa è la storia di un’atra statua, quella inghirlandata che viene portata in processione, quasi ad altezza d’uomo,  che ha la pretesa di somigliare per colore e fattezze, a quella di  Ischia, senza dubbio con scarso successo. Non importa, sempre la statua del Santo è !. Solo che è di riserva, ed è conservata molto gelosamente, in forma privata in casa dei suoceri del presidente della Federazione Cattolica  Nel di Leva. Guai a chi non mostra rispetto e devozione per la statua di riserva, o meglio della processione. Perde immediatamente il saluto dei proprietari garanti. Tutto questo a San Pedro di California. A Mar del Plata in Argentina dove la comunità degli ischitani è più numerosa, i festeggiamenti in onore di  San Giovan Giuseppe della Croce  sono più intensi e spettacolari.  Il 5 marzo è avvertito con la stessa emozione e senso della tradizione di come lo si vive qui a Ischia. E’ un giorno molto atteso  per tutti, mamme, padri e figli anche di seconda generazione instradata per altro, al culto del Santo dall’insegnamento dei vecchi genitori, emigrati in epoca lontana.   Partecipano al novenario di marzo nella  chiesa del Porto, la Sagrada Familia e organizzano la  grande processione per le vie del paese  il 15 agosto giorno in cui si ricorda la nascita (1654) di Carlo Gaetano Calosirto.  Insomma il culto del Santo lo vivono appieno  rimanendo fedeli alle due importanti date dell’anno, 5 marzo (1734) giorno della morte di San Giovan Giuseppe e il 15 agosto, giorno della sua nascita.  La partecipazione della comunità è compatta anche se è divisa per appartenenza di fede ad altri tre Santi, Sa Giorgio, San Rocco e la Madonna di  Montevergine dello Schiappone. La qual cosa si spiega per il fatto che gli ischitani residenti in Mar del Plata, in maggioranza sono di Barano, del Testaccio e del Vatoliere dove all’origine si venerano i suddetti Santi. A volte ci scappa anche la competizione fra i quattro comitati che operano distintamente, ciascuno per il proprio Santo. Quando si tratta invece del Santo Concittadino San Giovan Giuseppe della Croce Patrono di tutta l’isola d’Ischia, allora fra tutti gli isolani residenti in Mar del Plata , scatta lo spirito unitario, e insieme si stringono intorno a San Giovan Giuseppe e gli tributano onori e lodi alla loro maniera, come solo un emigrante lontano dalla propria terra, con l’animo pervaso dalla  nostalgia, sa fare. Animatore della Comunità degli ischitani e presidente del Comitato di San Giovan Giuseppe a Mar del Plata è Alfonso Vottola che insieme ai compaesani Pasquale Baldino, Franco Rossi, Carmelina  Cigliano,Vincenzo Migliaccio e Vincenzo Taliercio, tiene sempre accesa la fiaccola della devozione verso San Giovan Giuseppe con incontri di preghiera, inziative umanitarie e promozioni religiose. Gli da ma forte, uno straordinario sacerdote di origini baranesi, Don Miguel Cacciutto, di recente nominato parroco  della chiesa La Sagrada Familia dove si veneresA Giovan Giuseppe della Croce.

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