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Dalla polvere agli altari, le “sette vite” di Giosi: e adesso ecco i nuovi scenari

È una nuova primavera, quella che si appresta a vivere Giosi Ferrandino. Dopo quella funesta in cui l’isola si risvegliò come subito dopo un incubo, con l’arresto del suo sindaco per presunte tangenti sulla metanizzazione ad Ischia. Giorni, settimane, trascorse in un clima a dir poco surreale, con i riflettori delle televisioni regionali, nazionali e addirittura internazionali accesi sull’isola. Lo scandalo, così fu definito, della CPL Concordia sbarcò addirittura anche in Oriente. Fu un momento drammatico, con la permanenza dell’ex sindaco a Poggioreale, le dimissioni da primo cittadino presentate e poi revocate sul filo della sirena prima del ritorno a casa e l’inizio di un iter giudiziario che – per quelle che sono le italiche abitudini – in fondo è durato anche poco (anche grazie alla sua testardaggine ed ostinazione ed al brillante lavoro dei suoi difensori). E che oggi vede completamente cancellato, smantellato, un quadro accusatorio che fin dall’inizio aveva mostrato più di qualche crepa. Ma è evidente che questa sentenza, al netto della circostanza più significativa che è quella della completa riabilitazione di Giosi, ha una valenza anche squisitamente politica, tanto a livello locale quanto nazionale.

Partiamo da quello che succede lontano dai confini isolani. Dopo una festa lampo e spontanea e sorrisi incontenibili, la gioia per l’assoluzione è stata davvero tantissima, Ferrandino non ha perso tempo e dal tribunale si è subito precipitato alla Stazione Centrale di Napoli dove ad attenderlo c’era un treno diretto a Roma. Perché oggi l’ingegnere ha un appuntamento importante, quello con i vertici del partito. Dopo tanta “sfiga”, non si può negare che Giosi sia tornato ad essere anche un uomo fortunato, perché la sentenza di assoluzione è arrivata in zona Cesarini. La sua certificata “verginità”, adesso, metterà in condizione Matteo Renzi ed i vertici del Partito Democratico di poter spostare qualche pedina da Bruxelles (i nomi caldi sono sempre gli stessi, quelli di Pina Picierno ed Andrea Cozzolino) e favorire il suo ingresso all’Europarlamento, che finalmente appare a un tiro di schioppo. Con le liste per le elezioni politiche che si chiudono il 29 gennaio, sarebbe bastato che i giudici emettessero la sentenza anche con una settimana di ritardo per rendere impossibile ogni discorso chiudendo così le porte in faccia a Ferrandino. E’ anche questo il motivo per il quale Giosi ieri pomeriggio ha lasciato il tribunale con una certe fretta e rilasciando soltanto alcune dichiarazioni: in questo momento meglio chiudere il cerchio e chiarire una questione di prioritaria importanza, per tutto il resto ci sarà tempo. Perché è chiaro che adesso anche il percorso politico dell’esponente del Pd, che fino a ieri sembrava aver subito una brusca frenata, può subire un’improvvisa accelerazione.

Attenzione, però, non crediate che la questione non riguardi pure Ischia. Perché anche nell’agone politico più striminzito e meno autorevole di casa nostra la “doppietta” messa a segno da Giosi Ferrandino in una settimana (ingresso di Maurizio De Luise nel civico consesso e assoluzione dall’inchiesta sulla metanizzazione) ha fatto salire alle stelle le sue quotazioni. Enzo Ferrandino, una volta eletto sindaco, ha avuto il pallino tra le mani, come si dice in gergo… il match point. Avrebbe dovuto vestire i panni del leader, facendo in modo che i compagni d’avventura dimenticassero il loro padre putativo che a un certo punto pareva avviato sul viale del tramonto. Ma il neo primo cittadino non ha avuto lo spessore e il carisma di imporsi ed oscurare il suo predecessore commettendo così l’errore esiziale, quello di tenere “in vita” un’ombra decisamente scomoda. E a questo punto, diciamocelo in tutta sincerità, immaginiamo che Enzo accenderà un cero al Santo di turno nella speranza che Giosi possa davvero approdare a Strasburgo: se questo accade, e i presupposti ci sono tutti, allora potrà continuare a dormire sonni tranquilli. Ma se per una qualsivoglia congiuntura negativa, che allo stato dell’arte in ogni caso non si intravede, le cose dovessero andare diversamente, è chiaro che le ripercussioni ci sarebbero anche nel palazzo municipale di via Iasolino. Dove il due volte sindaco d’Ischia, a quel punto, potrebbe pensare di muovere truppe e stringere accordi per mandare a casa l’attuale fascia tricolore e magari riproporsi all’elettorato. Già nel corso dell’anno solare 2018. Facendolo in fretta, perché magari coglierebbe tutti di sorpresa e soprattutto si ritroverebbe nella comoda condizione di non avere davanti a se (se ci riflettete un solo secondo capirete che non stiamo affatto ipotizzando uno scenario folle o surreale) nessun avversario e dunque di trovarsi pure la strada spianata.

Una cosa è certa, al tirar delle somme. Giosi Ferrandino dimostra una volta di più di essere come i gatti ed avere così “sette vite”. Quando quel famoso 30 marzo 2015 scattarono le manette alle prime luci dell’alba, in molti pensarono che per il professionista ischitano fosse arrivata l’ora del canto del cigno. E in tanti, evidentemente, fecero lo stesso pensiero quando si avviò stancamente e senza mordente verso la fine del suo secondo mandato a Ischia, per cedere il passo al suo vice, Enzo Ferrandino, che cercò peraltro fino alla fine di rimpiazzare con qualcun altro senza però riuscirci. Adesso però la ruota è nuovamente girata. La fortuna, in fondo, aiuta gli audaci. O almeno così si dice.

Gaetano Ferrandino

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