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Dalla Siria a Ischia, una nuova casa per la famiglia Kababji

Di Isabella Puca

Ischia – “Ischia ascolta, accogli, ama”. L’invito che papa Giovanni Paolo II fece all’isola in festa per il suo arrivo, quel 5 maggio 2002, che non sembra mai essere così lontano è ancora vivo nell’aria e sembra essersi realizzato nell’esperienza che Kaire, il giornale della diocesi, riporta oggi in prima pagina. Parliamo della famiglia  Kababji, Adib, Feryal, Yaacoub, Rawaa, Marline: padre, madre e tre figli (due sorelle e un fratello);  una famiglia cattolica che scappa dalle persecuzioni cristiane nella loro terra. Loro arrivano da Al Hasaka, una delle città siriane più martoriate dalla guerra civile e sono approdati sulla nostra isola giovedì scorso insieme ad altri 76 siriani atterrati all’aeroporto romano di Fiumicino. Lì hanno lasciato i loro averi, la loro casa, la loro vita che per fortuna ha potuto prendere una piega diversa. I primi ad averli accolti per portarli sull’isola sono stati i volontari Raffaele Esposito e Massimo Eroico che, giunti a Roma, hanno accompagnato la famiglia Kababji sull’isola; ora la loro casa è qui.  «La diocesi di Ischia – ha dichiarato Lorenzo Russo, direttore di Kaire– non può permettersi di stare lì a guardare. Non vuole farlo. Ed è per questo che il vescovo, monsignor Pietro Lagnese, ha fortemente voluto che diventasse Chiesa che accoglie, la Chiesa in uscita del Papa, la Chiesa che non ha orari di apertura e chiusura o preferenze di persone. Lagnese ha sempre sottolineato la cultura dell’accoglienza, dell’amore e attenzione soprattutto verso chi è in difficoltà. Il centro accoglienza Caritas di Forio Giovanni Paolo II ne è punto di riferimento per tutti, a tal senso». Adib, Feryal, Yaacoub, Rawaa e Marline Kababji inizieranno a innestare nel terreno ischitano nuove radici, per loro è riservato un appartamento diocesano situato alle spalle della Chiesa del Buon Pastore, una casa in perfette condizioni grazie all’aiuto dei volontari e delle tante famiglie che si sono adoperate per accoglierli nel migliore dei modi, iniziando così quel processo d’integrazione che li aiuterà a continuare a vivere seppur lontani dalla loro casa. «Hanno i volti stanchi, non per il viaggio in aereo che dalla Siria li ha portati in Italia, ma per l’orrore di aver vissuto nella propria città esperienze di guerra, e vedere scene di morte, violenza, persecuzioni ovunque. Se sono qui a Ischia, e quindi sono ancora vivi, devono sentirsi davvero fortunati. Perché tanti loro parenti e amici non ce l’hanno fatta. E tanti di loro non solo muoiono in Siria, ma anche nel viaggio verso una terra più fortunata e sicura». Per loro verrà attivato presto un corso per imparare l’italiano, per ora parlano infatti solo arabo e inglese, «si attiveranno tutti i percorsi necessari – dichiara ancora Russo – per garantire loro un inserimento nelle comunità locali. La diocesi di Ischia, ancora una volta vuole essere esempio concreto di Chiesa che sa ascoltare, accogliere, amare». I nuovi arrivati a Fiumicino, compresa la nuova famiglia ischitana, si aggiungeranno ai 200 già giunti in Italia dal febbraio scorso grazie ad un accordo tra il ministero degli Esteri, la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (Fcei) e Tavola Valdese.  Parliamo di “corridoi umanitari”,  un progetto-pilota, il primo di questo genere in Europa, che ha come principali obiettivi: evitare i viaggi con i barconi nel Mediterraneo, che hanno già provocato un numero altissimo di morti, tra cui molti bambini; impedire lo sfruttamento dei trafficanti di uomini che fanno affari con chi fugge dalle guerre; concedere a persone in “condizioni di vulnerabilità” (ad esempio, oltre a vittime di persecuzioni, torture e violenze, famiglie con bambini, anziani, malati, persone con disabilità) un ingresso legale sul territorio italiano con visto umanitario e la possibilità di presentare successivamente domanda di asilo. Un progetto che prevede l’arrivo in Italia di un migliaio di persone in due anni, non solo dal Libano, ma anche dal Marocco e dall’Etiopia.

 

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