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CRONACA

Dalla Spagna a Ischia, il ritorno a casa di Linda è un’odissea

Tra aerei cancellati e mancanza totale di informazioni ora sta bene, si è denunciata al Comune, è isolata nel piano superiore di casa sua e l’Asl la chiama tutti i giorni

Linda è in quarantena, chiusa nel piano superiore della sua casa ischitana. A ripensare all’odissea vissuta per rientrare a Ischia le sembra quasi un brutto sogno, tra decreti che cambiavano, voli cancellati e altri negati senza motivo. Linda è una ballerina ischitana spesso in giro per workshop, audizioni o lavori vari. A novembre era stata in tour in 9 città tedesche per la messa in scena di 13 repliche di un assolo con cui l’anno scorso ha vinto, insieme alla sua coreografa Beatrice Bodini, il primo premio alla competizione mondiale tenutasi a Stoccarda, quando ancora non si parlava di covid19.

Quando è iniziata tutta questa storia che sta tenendo con il fiato sospeso il mondo Linda era Barcellona, in Spagna, e il 13 marzo sarebbe dovuta rientrare in Italia. «Già da gennaio si girava al nord Italia con il disinfettante a portata di mano. Tuttavia la situazione non era stata ancora definita bene, non se ne capiva la gravità e sia per motivi professionali che per motivi economici io e le mie amiche abbiamo deciso di partire lo stesso». Con lei a Barcellona c’erano infatti tre ballerine e un’amica ischitana. «Il 10 marzo un amico ci informò che al tg avevano annunciato che la Spagna, da quel giorno, avrebbe annullato le connessioni da e per l’Italia. Il nostro volo Ryanair sarebbe stato venerdì 13. Quando abbiamo trovato conferma sul loro sito in meno di 5 minuti abbiamo fatto le valige, e siamo partite verso l’aeroporto di Barcellona El-Prat, con l’intento di farci spostare dal volo di venerdì 13 a quello che avevamo trovato già online per quella sera, verso Roma Fiumicino alle 21.40. Arrivate in aeroporto intorno alle 15, ci dirigiamo all’ufficio dell’assistenza di Ryanair, ancora fortunatamente vuoto e senza fila. Allo sportello dell’assistenza troviamo 3 persone, tutti molto giovani, con zero voglia di aiutare e fare qualcosa per la situazione. Parliamo con una di loro chiedendo di modificare il volo e ci dice che il volo delle 21.40 era già pieno».

Le ragazze sono determinate a rientrare, ma dalla compagnia ricevono notizie incerte e frammentarie: i primi a essere confusi sono proprio loro. «L’altra compagnia che vola verso l’Italia è la Vueling, ma anche il loro volo per quella sera verso Roma era pieno. Decidiamo allora di patire l’indomani alle 6,30, come ci avevano suggerito, ma solo tre di noi riescono a modificare on line il volo con 40 euro di differenza». Alla quarta, rivoltasi all’ufficio assistenza per problemi di rete diranno che il volo è stato cancellato. «Stavamo per andare nel panico. All’ufficio e ci dicono che quello che possono fare è metterci in una lista di attesa per quel volo delle 21.40 e se qualcuno avesse rinunciato, saremmo andate noi. Ma solo due di noi riescono a fare il biglietto: d’un tratto ci viene detto che il volo è al completo, ci sono solo due posti e noi eravamo in quattro. In più se avessimo deciso di non partire non ci avrebbero rimborsato neppure i biglietti». Nonostante le ragazze non siano nuove in fatto di viaggi, la rabbia dinanzi a tutta quell’incertezza è tanta e la notte sembra essere davvero molto lunga. «Una di noi aveva urgenza a tornare in Italia e allora decide di partire, mentre per l’altro biglietto non c’è stato nulla da fare per il rimborso. Dal volo la nostra amica ci ha mandato una foto: era vuoto, mentre a noi avevano detto che era al completo. Non ci potevamo credere». Le ragazze, quindi, vengono lasciate a terra e il volo parte da Barcellona quasi vuoto. «Decidiamo di fermarci a un fast food per ricaricare i telefonini e con i soldi che ci erano rimasti di provare a tornare in Italia attraverso un altro stato. Quindi pensiamo subito a Monaco, perchè se non fossimo riuscite a partire avremmo avuto un appoggio a casa di mio fratello. Quindi compriamo un volo delle 6:30 il giorno dopo da Barcellona a Monaco, 70 euro, e decidiamo di passare la notte in aeroporto.

Il nostro piano era arrivare a Monaco, andare alla stazione e prendere il primo treno per Roma. Fortunatamente abbiamo pensato di comprare in quel momento la tratta da Monaco a Roma, ma scopriamo che i treni sono stati sospesi. Lo scoraggiamento non ha preso il sopravvento e, cercando un aereo, ne troviamo uno per l’indomani per 50 euro circa». Quell’aereo era l’unica chance per le ragazze per tornare in Italia. «Trascorsa la notte il nostro gate era l’unico aperto. D’improvviso annunciano una cancellazione per un volo diretto a Catania e le persone che provano a spostarsi sul nostro volo per Fiumicino pagano il biglietto chi 250 chi 330 euro. Impressionante. Se l’avessimo comprato il giorno dopo anche online, non l’avremmo pagato meno di 200 euro. Fin quando l’aereo non ha spiccato il volo non potevo crederci. Stavamo rientrando a casa». Una volta a Fiumicino alle ragazze è stato effettuato il controllo della temperatura poi, dotate di guanti e mascherine, hanno fatto ritorno alla propria abitazione denunciandosi ai Comuni di appartenenza. «L’Asl mi telefona tutti i giorni per sapere se sto bene. Ormai è quasi una settimana che sono a Ischia e va tutto bene. Abbiamo fatto tanta attenzione, per noi e per i nostri familiari. Trascorro le giornate nel piano superiore di casa, senza contatti con nessuno, mia madre mi porta il pranzo e la cena sulle scale. Intanto passo il tempo a studiare e ad allenarmi a giorni alterni in attesa che si possa tornare alla vita di sempre».

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