CRONACAPRIMO PIANO

Dalle macerie ad albergo e complesso termale, presentato il progetto del nuovo Pio Monte

ESCLUSIVO - Presso il Comune di Casamicciola a depositare una documentazione copiosa, composta da ben sette faldoni, gli incaricati dello studio di architettura di Massimo Pica Ciamarra: ora tocca alla Commissione Paesaggio dare il nulla osta, Il Golfo vi anticipa tutto

Adesso c’è anche il progetto, e porta una firma d’eccellenza. Parliamo di un architetto di fama internazionale, Massimo Pica Ciamarra, che certo non ha bisogno di presentazioni. E il progetto non è certamente un grafico su un foglio di carta, ma un insieme di sette faldoni sette che solo a leggerli ed a osservarli probabilmente occorrerebbe una settimana. Il progetto in questione, per quelli che non lo avessero capito, è quello relativo al Pio Monte della Misericordia, che presto dovrebbe passare ad una cordata tedesca in grado di cancellare quel pugno nell’occhio dal cuore di Casamicciola e trasformare quella struttura in un resort extralusso o comunque qualcosa di simile. Tempi e scadenze, come ricorderanno i nostri più attenti lettori, erano stati già fissati nel corso di un incontro tra i vertici del Pio Monte e dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovan Battista Castagna, svoltosi qualche tempo fa lontano dai riflettori e cioè all’interno di una saletta dell’Hotel Cristallo. Adesso la documentazione completa è stata depositata presso la sede temporanea del municipio al Capricho e dovrà passare al vaglio della Commissione Paesaggio. C’è tempo fino a luglio per portare a compimento gli adempimenti burocratici ed ovviamente si pigierà il piede sull’acceleratore, anche perché ci troviamo dinanzi a un’opportunità che né la cittadina termale né l’intera isola possono perdersi. Un Pio Monte trasformato in una struttura ricettiva e non solo di altissimo livello è un qualcosa che non potrebbe che apportare benefici al territorio, senza “se” e senza “ma”, specialmente in un momento in cui l’attenzione alla qualità pare  essere diventata un optional.

COSA SERVE PER DIVENTARE “ALBERGO E COMPLESSO TERMALE”

Ovviamente non potremo mai mostrarvi nella sua interezza un progetto in un servizio giornalistico per quanto lungo e articolato come quello che vogliamo sperare abbiate la pazienza di leggere. Ma proveremo a far tutto in maniera estremamente sintetica. In buona sostanza, il restauro e la ristrutturazione del Complesso Termale di proprietà del Pio Monte della Misericordia, per destinarlo a “Albergo e Complesso termale”, funzione analoga a quella originaria, prevedono nell’ordine: restauro e recupero funzionale del manufatto; miglioramento dell’area destinata a giardino pubblico; recupero delle tre corti principali; Recupero delle restanti corti laterali.

Nella sua minuziosa e dettagliata relazione, l’architetto Pica Ciamarra ricorda anche che il complesso del Pio Monte della Misericordia è costituito da tre parti edificate distinte, collegate con continuità da due percorsi che attraversano l’area da nord a sud. Le parti edificate si distinguono, da nord a sud, in un edificio principale e di maggiore rappresentatività che affaccia sulla via Marina con alle spalle tre ampi cortili sui quali affacciano i primi due fabbricati del secondo complesso edificato formato da un sistema di quattro padiglioni, con cortili interni, posizionati lungo l’asse est ovest e collegati da un corpo centrale. L’insieme a sud termina con un edificio destinato agli “impianti termali” dove giungevano le acque provenienti dalla fonte del Gurgitello. Poi ci sono anche tre aree esterne al complesso delle Terme: un’area libera a sud caratterizzata dall’antico portale; un’area libera ad ovest oggi destinata a giardino pubblico con una ricca vegetazione formata da pini; un’area recintata ad est occupata da costruzioni abusive.

Lo studio eseguito spiega ancora che l’edificio, caratterizzato da muri che chiudono i cortili a est e ovest, ha quindi fronte ed ingresso principale a nord dalla strada litoranea. Ad ovest una strada pubblica, via del Pio Monte della Misericordia, confina con il giardino con parco giochi bambini, esterno al complesso edificato ma interno alla proprietà del Pio Monte, e poi con il piccolo edificio di “ingresso” allo spazio fra il complesso a padiglioni e l’edificio “impianti termali”.  Si evidenzia, ove mai ce ne fosse bisogno, testualmente che “lo stato di conservazione è precario per lunghi anni di abbandono, furti e atti di vandalismo. Solo l’edificio fronte mare, benché fortemente degradato, presenta ancora tracce evidenti dei decori originari sia nella parte ‘ingresso’ che nella parte ‘oratorio’, con una notevole ricchezza di cornici intorno a porte e finestre, lesene verticali e cornici più significative ai soffitti.

LA DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CHE SI ANDRANNO A ESEGUIRE

Ovviamente la parte più interessante, e che non è facile riassumere sinteticamente, è quella in cui c’è la descrizione dell’intervento. Il complesso, tra l’altro, ha una superficie di circa 57.000 metri ed è sottoposto a tutela da parte della Sovrintendenza ai Beni Archeologici di Napoli. Il progetto prevede interventi rientranti nelle tipologie del “restauro e risanamento conservativo”. Pertanto alcune opere saranno demolite; le finestre saranno ripristinate. Particolare attenzione è data alla tecnologia di ricostruzione delle pareti (muratura in tufo con intelaiatura metallica di rinforzo) ed alle capriate in legno e ferro. Il progetto è impostato nell’ottica del “restauro” con demolizione degli elementi realizzati abusivamente e introduzione di tecnologie idonee in grado di adeguare la struttura alle esigenze impiantistiche, di sicurezza, all’eliminazione delle barriere architettoniche per destinarla a “Albergo e Complesso termale”, funzione analoga a quella originaria. Il progetto – così come pensato dallo studio dell’architetto Pica Ciamarra – reinterpreta l’immagine originaria del complesso utilizzando le tracce ancora presenti (cornici e lesene, decori di pareti e controsoffitti nell’edificio fronte mare, caratteri del piano seminterrato e dell’edificio impianti) e tutto il materiale iconografico di archivio: grafici originari relativi alle strutture metalliche ed in legno (capriate, struttura di rinforzo delle murature) fotografie storiche dei diversi ambienti (oratorio, dormitori, refettori, sale per i bagni) per riproporre, in tutti gli spazi esterni ed in buona parte di quelli interni un’immagine sostanzialmente coerente con i caratteri originari del complesso per i materiali di finitura (intonaco generalizzato, salvo un basamento in pietra, di cui esiste una debole traccia, nell’edificio fronte mare, ringhiere dei balconi, porte interne in legno, davanzali in pietra).

Sotto il profilo tipologico, il progetto mantiene la logica originaria, tipica degli edifici coevi e con analoga destinazione, di un sistema di padiglioni legati ad una struttura centrale “prevalente” con lunghi percorsi di collegamento. I grandi spazi dell’edificio fronte mare conservano dimensioni e forma originaria, con destinazioni d’uso coerenti. Sotto il profilo funzionale, il complesso si riorganizza in due elementi distinti anche se reciprocamente connessi: sotto il profilo ambientale, le corti principali saranno caratterizzate da aspetti funzionali diversi tra loro. In particolare la corte prossima al giardino pubblico dialogherà con lo stesso mediante l’inserimento di nuova vegetazione arborea.

LA CORTE CENTRALE DIVENTERA’ LUOGO DELL’ACQUA

La corte centrale è quella che presenta l’elemento di maggiore caratterizzazione del nuovo impianto. Un tempo completamente verde, oggi impegnato soltanto da qualche albero nella parte più a sud, questo spazio diventa luogo dell’acqua (ovviamente termale) organizzato in vasche a quote diverse e a temperature diverse: un percorso curativo di grande interesse e fascino, anche se chiuso in un paesaggio interno. La terza corte attualmente si presenta completamente pavimentata con qualche elemento arboreo, il progetto prevede il mantenimento di tale sistema e – giocando sui salti di quota esistenti – permette la realizzazione di una piccola cavea. La corte di maggiore interesse, per l’organizzazione di un sistema di acque termali in movimento fra vasche a temperatura diversa, è quella centrale fra il complesso a monte e le parti sulla via Marina. Questa corte presenta notevoli vantaggi in rapporto ad un’installazione di questo tipo. La prima è determinata dalla quota in rapporto al costruito circostante, che consentirebbe di costruire le vasche / filtro delle piscine circostanti con accessibilità diretta dal piano seminterrato. Il sistema delle vasche avrà quote differenziate, passando da elementi più bassi verso l’edificio sulla litoranea a quote più alte verso la parte alberghiera / termale. Siamo consapevoli che, soprattutto se almeno per una volta avete passeggiato dentro le rovine del Pio Monte, quello che avete appena letto può apparire come un libro dei sogni. Ebbene, se l’italica burocrazia non ci mette lo zampino, presto potrebbe diventare tutto realtà. E cambiare il volto di Casamicciola e con esso, evidentemente, dell’isola intera. Che dire, incrociamo le dita…

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Un commento

  1. Bel progetto, ma i soldi per il restauro chi ce li mette?
    Peppino Mazzella parlava di 70/80 milioni di euro secondo i calcoli di Pica Ciamarra..

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