CRONACA

De Luca conferma: «Scuole ancora chiuse. La zona rossa? Sembra rosè»

Il presidente della giunta regionale conferma le indiscrezioni nella consueta diretta facebook del venerdì: «Proroga della chiusura per continuare lo screening». E poi ancora accuse a De Magistris e non solo…

Scuola, chiusure, zona rossa, ministri e sanità. Tutti inevitabilmente legati dal filo conduttore del Coronavirus. Questi gli argomenti che ha trattato nel corso della consueta diretta social il presidente della giunta regionale della Campania Vincenzo De Luca. Da un paio di settimane non ci sono più toni alzati, ma frecciate dirette e la voglia di puntualizzare il lavoro fatto dall’inizio della pandemia ad oggi.

E così nelle grinfie di Vincenzo De Luca ieri sono finiti alcuni ministri del Governo Conte ed il ‘solito’ sindaco di Napoli Luigi De Magistris. «In Campania non c’è nessuno che sta litigando. C’è soltanto a Napoli un imbecille che litiga da solo e fa sciacallaggio per farsi pubblicità e per nascondere la propria nullità amministrativa e il fatto che non abbia fatto nulla per affrontare il virus». «Qui – ha ribadito De Luca – litiga solo uno. Bisogna avere il coraggio di dire la verità e rispettare chi passa il tempo a lavorare». Tra gli attaccati finisce anche il ministro alla Salute Roberto Speranza, ed i ministri 5 Stelle che lo hanno attaccato nelle scorse settimane, Vincenzo Spadafora e Luigi Di Maio.

Terapie intensive occupate al 29%

«La zona rossa della Campania è servita a placare l’ondata di sciacallaggio politico e mediatica – ha attaccato il governatore – Ancora oggi la Regione non ha avuto conoscenza della relazione degli ispettori invitati la scorsa settimana. Quelle stesse relazioni che sono arrivate prima ai giornali che a noi. Così come le regioni non sono informate sul criterio adottato dal governo per fissare l’indice di contagiosità del cittadino positivo (Rt). Ci sono cose che non sono trasparenti e chiarezza, noi pretendiamo chiarezza». Le ‘cose’ di cui parla De Luca sono relativi ai numeri di alcune regioni che «hanno positivi ed un tasso di contagiosità (Rt) molto basso, ma per me c’è qualcosa che non quadra. Perché se c’è un tasso Rt basso, non capisco come ci siano tanti ricoveri in terapia intensiva. I dati sostanziali dovrebbero corrispondere. Ci sono tante cose che devono essere chiarite». E, ha spiegato, «la Campania è stata, è e rimarrà su una linea di trasparenza. La Campania è una casa di vetro». De Luca ‘spulcia’ anche i numeri delle Terapie intensive: «In Campania, stando ai dati di giovedì, c’erano 194 persone nelle Terapie intensive che erano occupate al 29%, mentre negli ospedali è occupato il 48% dei posti dedicati al Covid. Mentre in Lombardia abbiamo 915 pazienti nelle Terapie Intensive, in Piedimonte 390, nel Lazio 329, in Veneto 279, in Emilia Romagna 244, in Toscana 287, in Sicilia 240 ed in Puglia 200».

«Zona rossa? No, zona rosé…»

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I dati, quelli dei contagi, iniziano a far ben sperare. «Nell’ultima settimana si è abbassato il tasso di positivi rispetto ai tamponi dal 16 al 15% – ha sottolineato il presidente della Regione – Ma il governo non c’entra nulla, valgono le misure prese da noi nelle scorse settimane». Anche perché, aggiunge, «hanno istituto una zona rossa che, a parte qualche chiusura di negozi, qualcuno può dire seriamente che c’è la zona rossa? Diciamo che c’è la zona rosé…». E sull’ipotesi di riapertura nel periodo natalizio, il ‘De Luca pensiero è chiaro: «Se alleggeriamo la tensione, avremo una nuova ondata a gennaio con una fiammata di decessi».

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Scuole, il 24 novembre non si riaprirà

De Luca ha, poi, affrontato il delicato tema dell’apertura delle scuole, considerando la possibile riapertura per il 24 novembre per l’infanzia e le prime classi delle elementari. «Quando abbiamo chiuso le scuole è successo il finimondo – ha affermato De Luca -In questo momento, invece, abbiamo un’ondata di richieste per non aprire, perché in genitori sono sinceramente preoccupati. La riapertura per il 24 novembre era una previsione, ma non apriremo nulla se non avremo certezze dal punto di vista epidemiologico. Abbiamo scelto una linea di tutela dei bambini e delle loro famiglie. Non voglio anticiparvi nulla, ma è probabile che non si riapra il 24 novembre e non lo faremo se non avremo certezze dal punto di vista sanitario. Andremo avanti con lo screening oltre la data prefissata, ci sarà una proroga della data».

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