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De Luca, lo sceriffo in prima linea

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca sta gestendo l’emergenza del Virus Covid-19 da buon padre di famiglia e, in maniera ferma, detta regole e, in pochi giorni, mette in campo una straordinaria task force a tutela della salute dei cittadini

Uomo di polso, uomo vincente. E’ Vincenzo De Luca Presidente della Regione Campania, uomo delle emergenze: chiaro, efficace, pratico, reattivo.  E’ l’uomo del fare senza troppe chiacchiere. E’ senz’altro l’artefice, insieme alla Protezione Civile di Napoli, guidata con mano matura da Roberta Santaniello, dell’ottima gestione e del successo, almeno per l’aspetto organizzativo, dell’emergenza Coronavirus. La sua voce determinata, rimbomba oramai nella nostra mente in questa settimana “rossa”. Le azioni visionarie e i provvedimenti di De Luca hanno anticipato in più occasioni, decisioni che, dopo qualche giorno, sono state prese dal Governo. Lo tsunami “coronavirus” lo sta gestendo in maniera esemplare, ammirevole.

Chi lo ha conosciuto ai tempi del terremoto sull’isola di Ischia lo definisce «l’uomo della praticità, con un caratteraccio» ma come diceva il giornalista Indro Montanelli «chi ha carattere, ha un brutto carattere».

E’ al comando di un’armata: De Luca dispone delle parole giuste per organizzare eserciti, far alzare in volo elicotteri, bloccare porti, espropriare zone, mettere in riga quella minoranza dei napoletanacci che anche i napoletani stessi non sopportano e non vogliono. All’età di 71 anni sta dimostrando ai giovani che la vita è una sfida continua, che bisogna affrontare con capacità, forza, abnegazione e coraggio. Forse, è una dimostrazione che vuole dare anche a se stesso. Non si risparmia e pretende lo stesso non solo dai collaboratori ma tutti coloro che lavorano per lui e con lui.  E in polemica spesso con Luigi Di Maio, con Matteo Salvini e con il sindaco Luigi De Magistris (a proposto che fine ha fatto Giggino in questo momento di emergenza?) ma la sua politica del fare e i risultati raggiunti, non permettono a nessuno di mettersi contro.

De Luca è dovunque con ogni governo perché lui sta dimostrando di fare politica per la sua Regione. ‘Mercenario’ dell’efficienza, guarda a una sola bandiera: quella tricolore e quella della sua gente. Genio ingombrante, gestisce fondi, appalti, concorsi, emergenze senza troppe carte bollate. È l’uomo troppo distante da quest’Italia ‘pseudo burocratica’ vista finora. Ed è per questo che De Luca si tira dietro invidie, stizze, avversioni e rancori. Ma lui tira diritto e i suoi collaboratori dietro a lui: perché la squadra la Regione è una e non si abbandona. Un’emergenza dietro l’altra. Polemiche e critiche fanno parte del gioco.

La sua tenacia, la sua fermezza gli fanno tirare fuori dal ‘cilindro’ le decisione più incredibili, più efficaci che fanno sgranare gli occhi anche ai politici più scaltri: «Seguite le indicazioni, cambiate stile di vita, non uscite, state a casa, non dovete passeggiare. Solo così l’emergenza la risolveremo», continua a ripetere. Così sarà! Grazie Presidente, Il buon Fiorello direbbe «c’è del deluchismo».

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