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CRONACA

De Luca: «Ripresa forte dei contagi, è il momento di prendere decisioni»

Il Presidente della Regione Campania ha fatto il consueto punto del venerdì sull'emergenza epidemiologica sul territorio. Nella diretta spazio anche ai vaccini ed al nuovo governo

«Vi terremo informati nelle prossime ore su ciò che riterremo di dover fare». Con queste parole il presidente della giunta regionale della Campania Vincenzo De Luca ha concluso il tradizionale messaggio in diretta del venerdì pomeriggio. Sotto la lente di ingrandimento sono finiti il numero dei contagi, i vaccini, le scuole ed anche il governo.

Il presidente non annuncia nuove decisioni sulla scuola che saranno prese «all’esito delle valutazioni dell’Unità di Crisi con cui è previsto un confronto in giornata».

La ripresa dei contagi ed il nodo scuole

«Era inevitabile che si arrivasse ad una ripresa di contagio forte – ha spiegato De Luca – Registriamo da una settimana un tasso di positivi preoccupante, viaggiamo da qualche giorno sui 1500 positivi con un tasso di contagio del 10% e 103 sintomatici. Dopo settimane di zona gialla, siccome nessuno ha messo in piedi i controlli indispensabili, registriamo una ripresa di contagi. I canali principali di diffusione del contagio sono due: la movida, con assembramenti nelle strade e nelle piazze di migliaia di ragazzi e ragazze senza mascherina, e la riapertura delle scuole. Chiediamo al Governo misure nazionali chiare e non le mezze misure delle zone che non hanno risolto il problema di contenere il contagio ed hanno stressato l’Italia. Dobbiamo fare un discorso difficile ma di verità. Quando ci sono comportamenti irresponsabili non riprendiamo a vivere ma allunghiamo il calvario dell’epidemia». In dieci giorni di apertura delle scuole, dal 25 gennaio al 4 febbraio, in Campania sono 2.280 i positivi nel mondo della scuola, tra docenti, non docenti, studenti. «Vedremo oggi cosa deciderà l’Unità di crisi ma è del tutto evidente che questa situazione non la possiamo reggere», ha aggiunto dicendo di parlare da «padre di famiglia». «Questi i dati nel dettaglio: nella fascia d’età 0-5 anni si registrano 573 casi positivi; fascia 6-10 anni, 617 casi positivi; fascia 11-13 anni, 351 positivi; fascia 14-19 anni, 739 casi», ha spiegato. Sulla scuola «avevamo segnalato alcune questioni segnalate da genitori e docenti. Siamo andati avanti in queste settimane avendo una pressione da parte del Ministro della Pubblica Istruzione (Lucia Azzolina nda) sui dirigenti scolastici per fare aprire sempre e comunque ed a prescindere. La priorità assoluta è tutelare la vita e la salute dei nostri figli. Su questo dovremmo essere tutti d’accordo».

La questione vaccini

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Sui vaccini De Luca è stato chiaro. «Per uscire dalla pandemia dobbiamo vaccinare il 70% dei cittadini italiani. La Campania ha avuto nel mese di febbraio 277mila dosi tra Pfitzer e Moderna e 107mila da Astrazeneca. Se tutto va bene avremo in un mese 180mila persone vaccinate. Dovremmo vaccinare 4,6 milioni di cittadini in Campania. Con questi impiegheremo tutto il 2021, il 2022 e parte del 2023. Evitiamo di dire stupidaggini ai nostri cittadini, dicendo cose che vengono smentite una settimana dopo. Questi sono i numeri. Non angosciamoci ma questa è la realtà con la quale dobbiamo fare i conti.

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Attendiamo che ci sia un incremento nelle forniture di vaccini».

Il nascituro governo di Mario Draghi

Poi una lunga sottolineatura del momento politico. La nomina di Mario Draghi, per il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, «è stato un colpo d’ala da parte di Mattarella». Definisce Draghi una «personalità di rilievo e di rispetto sul piano internazionale» grazie al quale si «respira aria nuova da quando ha cominciato a parlare». «Aria di sobrietà dopo un decennio di demagogia fatta di supponenza e incompetenza», aggiunge.

«Si è conclusa la stagione del governo Conte 2, abbiamo viste cose che noi umani neanche avremmo immaginato di vedere» ha proseguito De Luca. «Ultima di queste meraviglie è stata vista quando è stato portato un tavolino spoglio, mi sembrava con vernice un pò scrostata – ha detto – si è immaginato che volessero far vedere che almeno un banco buono c’era in Italia. Poi con il passare dei minuti si è pensato volessero fare un barbecue in piazza Colonna. Abbiamo aspettato invano Casalino con grembiulino e sporta di verdure, ma poi è arrivato Conte che ha fatto un discorso breve con il quale si è auto attribuito la funzione di Mitterrand italiano cioè di federatore delle forze progressiste». «Un compito arduo – ha aggiunto – nel breve discorso ha fatto un’affermazione impegnativa ‘ci sono e ci sarò’. Ci ha minacciato chiaramente, avrebbe detto Peppino a Totò nel ristorante a Milano. Battute a parte se riuscirà a essere federatore avrà fatto un lavoro importante per la democrazia italiana».

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