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De Natale ammette: «Ero perplesso, ora invece c’è una logica»

Non ha bisogno di presentazioni, dell’Osservatorio Vesuviano è stato anche direttore e sicuramente nel settore ha esperienza da vendere. Quando nel pomeriggio di ieri il “domino” di considerazioni di esperti e autorevoli esponenti del settore ha trovato conferma, con la nuova localizzazione del terremoto – ben più vicina di quanto fosse stata pronosticata in prima e pure in seconda battuta – non abbiamo resistito alla tentazione di contattarlo. Giuseppe De Natale è attualmente in ferie, eppure per l’osservatorio era passato proprio nella giornata di ieri. E gli chiediamo qualche considerazione sulle nuove “rivelazioni”. Lui, inizialmente, risponde così: «Non posso esprimere giudizi precisi, vede io non sono al lavoro attualmente. Ma concordo pienamente con quest’ultima ricostruzione, che reputo decisamente più confacente ai fatti per come si sono svolti. Confermo che l’epicentro era proprio sotto Casamicciola».

Gli facciamo notare che questo nuovo assetto cambia l’ordine naturale delle cose e lui non si nasconde dicendo che «dovranno fare un passo indietro tutti coloro che si erano avventurati in affermazioni a questo punto evidentemente repentine e frettolose. Si è detto di tutto e di più…». Poi, di fronte alle nostre perplessità, spiega: «Certo ci sono state diverse variazioni: la prima, la seconda, poi la terza. Io onestamente non le so dire perché non ero al lavoro, ma non le nascondo che sono rimasto un po’ sorpreso». Arriviamo poi alla domanda clou e dunque al sodo: dottore, che idea si è fatto di tre versioni diverse e per giunta così divergenti tra loro? «Mi coglie impreparato, dovrebbe chiederlo a qualcun altro. Ma l’ultima ipotesi formulata in ordine di tempo mi pare la più logica, la prima localizzazione era obiettivamente difficile, la seconda in mare appena meno. Lei sta parlando con colui che ha sistemato le prime stazioni sull’isola, e ricordo bene che la sismicità storicamente si è sempre concentrata a Casamicciola. Non avevo i dati, ma ero comunque perplesso. Oggi sono tornato a Napoli per delle verifiche, mi trovo perfettamente con questa localizzazione ma lo dimostrano anche i danni: la cittadina termale ha riportato danni seri, il resto dell’isola quasi nulla. Questo dimostra che l’evento è a bassissima profondità ed ha come epicentro l’abitato più colpito, ma personalmente non ho elementi per capire come mai ci sia voluto qualche giorno per chiudere il cerchio. Ma adesso la localizzazione, adesso, segue davvero la logica delle cose».

Gaetano Ferrandino

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