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De profundis Colombaia, l’icona della mala gestio made in Ischia

Sapevamo tutto, anche perché chi è cronista di lungo corso – e dunque un po’ in là con gli anni – ricorda alla perfezione quali ombre, sospetti e voci di mala gestio siano sempre state accostate attorno alla Colombaia. E così ecco che gli ottocentomila euro di debiti, tutto sommato, si spiegano e riescono pure a non fare eccessivamente rumore: italiche cose, in fondo, e anche la nostra isola negli ultimi anni ha saputo dare diversi esempi di come si adegui ad un sistema che definire marcio è poco. Questa è una storiaccia, inutile negarselo, che tra l’altro è finita anche nelle aule di tribunale: perché secondo un’attività investigativa, sulla cui giustezza (vale la pena di ricordarlo) dovranno pronunciarsi i giudici emettendo una sentenza fino alla quale tutti sono da ritenersi innocenti, a un certo punto presso quella Fondazione ognuno avrebbe fatto quello che voleva. Anche pagarsi i lavori presso la propria abitazione, anche se uno a cose del genere proprio non vorrebbe credere.

Ma i guai partono da lontano, da molto lontano. Raccontano, per intenderci, che i comunisti si mangiano i bambini ma secondo alcune leggende popolari successe che quando questi approdarono al governo del Comune del Torrione si mangiarono proprio La Colombaia. E così, secondo leggende popolari, mentre Luchino Visconti si rivoltava nella tomba, si svolgevano costose trasferte e si affidavano incarichi e consulenze come se non ci fosse un domani. Difficile capire se e quanto abbiano pesato questi disastri e quanto chi è arrivato dopo non sia riuscito a porre un freno o un rimedio (o addirittura abbia preferito proseguire sullo stesso solco), fatto sta che si è arrivati a un punto di non ritorno. Anche la nave più sicura, a furia di imbarcare acqua, finisce con l’affondare. Dispiace soltanto che il canto del cigno sia arrivato con la parola “estinzione” legata a quello che rappresenta uno dei fiori all’occhiello della nostra terra. Avrebbe dovuto essere motivo e modello di attrazione turistica, garantire reddito e magari pure occupazione, ha prodotto soltanto un mare di debiti. E un insopportabile senso di vergogna. Anche questa è Ischia.

Gaetano Ferrandino

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