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De Siano & Co., sarà processo per l’affaire-rifiuti

Di Francesco Ferrandino

NAPOLI. Era in una certa misura prevedibile l’esito di questa udienza preliminare, ma qualche elemento di sorpresa non è comunque mancato. Parliamo dell’inchiesta sui presunti appalti pilotati per la raccolta e gestione dei rifiuti tra Forio, Lacco Ameno e Monte di Procida: ieri il giudice Gallo, dopo aver ascoltato attentamente la fine delle conclusioni formulate dalle difese dei tredici indagati, ha deciso di rinviare tutti a giudizio con l’accusa di corruzione e turbativa d’asta, tranne l’ex segretaria comunale Giulia Di Matteo, che prestò servizio in tutti e tre i comuni coinvolti nell’inchiesta. La Di Matteo, difesa dall’avvocato Bucci De Santis, è stata infatti prosciolta per non aver commesso il fatto. Abbiamo parlato di tredici indagati, perché il quattordicesimo, il dott. Oscar Rumolo, come si ricorderà si è visto stralciare per il momento la sua posizione in seguito a un difetto di notifica. Per tutti gli altri si aprono dunque le porte del processo, che verrà celebrato innanzi alla quarta sezione del Tribunale di Napoli,  collegio C, presieduto dal giudice Rescigno, con a latere i magistrati Tammaro e Tafuri. Processo dunque per i protagonisti isolani della vicenda: il senatore De Siano, il dirigente del comune di Forio Enzo Rando,  l’ex sindaco di Lacco Ameno Tuta Irace e l’ex assessore foriano Enzo Di Maio, oltre naturalmente all’imprenditore Vittorio Ciummo, patron della Ego Eco, la società di raccolta e gestione rifiuti attorno alla quale ruota l’inchiesta deflagrata lo scorso 15 gennaio.

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