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De Siano e Giosi? Sbagliano nella forma e anche nella sostanza

 

Facendo parte di quella merce rara di lettori assidui di giornali ( categoria – a quanto pare – in via di estinzione) vorrei fare alcune considerazioni a margine del Convegno UDC-Pegaso sul Turismo, di cui molto si è scritto. Il Golfo ha ben evidenziato una serie di incongruenze dei grandi assenti ( Ferrandino- De Siano). C’è, però, da aggiungere qualche aspetto rimasto in ombra, che non attiene alla forma ( mancata interlocuzione e presenza) ma anche alla sostanza ( l’accusa di non tenere da conto l’isola, con investimenti adeguati, negli eventi ed iniziative promozionali turistiche). Le accuse a De Luca e all’Assessore regionale al Turismo sono state  essenzialmente due: scarsa attenzione per Ischia e visione salernocentrica ( quasi la metà dei fondi complessivi, investiti nel turismo, dirottati a Salerno) e mancato finanziamento della Festa agli scogli di S.Anna. Ora, chiedo

a Giosi Ferrandino, Domenico De Siano e Maria Grazia Di Scala se hanno cognizione delle linee direttive del POC 2014-2020 e se, a suo tempo, hanno proposto correzioni di linea. Perché appare evidente che si vuole andare verso “ la creazione di Poli turistici, verso la rigenerazione urbana e la creazione di percorsi integrati che uniscano il tradizionale patrimonio naturale a visite al centro storico a e a siti culturali, coinvolgendo le diverse filiere di prodotti ( termale, enogastronomica, ambientale, religiosa ecc.) con la partecipazione delle comunità locali”. Ischia ha tenuto conto di ciò? Ha fatto qualcosa per proporre “ percorsi integrati”, coinvolgendo le diverse filiere di prodotti? Ischia non è nemmeno capace di coinvolgere tutti e sei Comuni nella Festa di S.Anna! La scelta di porre alla base della Festa 2016 il “ mito” al di là del valore culturale generale, dell’impegno della direttrice artistica e dell’assessore Criscuolo, questo tema si inseriva nella logica della programmazione turistica regionale? A quale “ percorso integrato” mirava? Forse la sottolineatura

del forte spirito religioso originario della Festa avrebbe rappresentato meglio l’integrazione “ ambiente-religione-tradizione”. Oppure avremmo potuto sottolineare, nella domanda di finanziamento, che il “ mito” è elemento comune a tutta l’area flegrea, tanto che potremmo chiamare “ Costa del mito” tutto il tratto da Pozzuoli, a Miseno, a Monte di Procida.

Come si può evincere dalla delibera della Giunta regionale n.485 del 6/9/2016, relativa al “ Programma di eventi giugno 2016-gennaio 2017” con la quale si integravano i fondi da distribuire, erano stati presentati alla Regione 117 progetti per la sezione “ Eventi di rilevanza nazionale ed internazionale” e 122 progetti per la sezione “ iniziative promozionali sul territorio regionale. Complessivamente risultavano stanziati 6.000.000 di euro per gli “Eventi” e 1.750.000 euro per “ iniziative promozionali”. Possiamo dire che la Festa di S.Anna sia di portata nazionale o internazionale? Per quanto bella, tradizionale e consolidata sia, è difficile sostenerlo. Esistono in Italia molte manifestazioni che esaltano la tradizione,la storia  e la cultura di paesi, ma per molte di esse c’è un contributo consistente dell’imprenditoria locale e di una significativa partecipazione dell’ente comunale. Perché Ischia si aspetta sempre e solo dalla Regione i contributi? Per il fatto che produciamo il 40% del Pil regionale? E in rapporto al Pil prodotto, quanto investiamo noi stessi in cultura e infrastrutture turistiche? C’ è un dato schiacciante a sfavore dell’isola: sapete, ad esempio, quanto ha previsto il Comune d’Ischia per il 2017 e il 2018, nel bilancio pluriennale previsionale, a favore della “ Tutela e valorizzazione dei beni a attività culturali”? Ve lo dico io: 24.250 euro all’anno! Un’inezia. Lo sapete che una recente indagine statistica di Openpolis ( Associazione indipendente che lavora sugli open data) ha stilato una classifica nazionale in base al rapporto tra gli investimenti culturali e il numero degli abitanti e che i Comuni isolani risultano agli ultimi posti degli 8.000 Comuni italiani? Ci sono Comuni, anche piccoli, come Guardia dei Lombardi, Padula, Nusco, Contursi Terme, Telese Terme che viaggiano ad un rapporto di 100 e fino a 300 euro pro-capite investiti in cultura. Il Comune d’Ischia investe poco più di 1 euro pro-capite! E abbiamo il

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coraggiodi protestare contro la Regione per gli eventi non finanziati? La conclusione è che De Siano e Ferrandino non solo sbagliano nella forma nei rapporti con la Regione, rifiutando interlocuzioni e confronti, ma sbagliano anche nella sostanza, non essendo capaci di incominciare a investire essi stessi cifre adeguate per turismo e cultura, non essendo capaci di lavorare nella scia degli obiettivi programmatici regionali che vanno sempre più verso i “ Poli turistici”, verso le integrazioni territoriali e di filiera. Siamo 6 Comuni che si uniscono solo nei protocolli d’intesa e, per il resto, divisi su tutto.

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