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De Siano e Ferrandino: i grandi sconfitti

Non se lo aspettava. Non in queste proporzioni. Non nel suo fortino e con lui in prima linea. Stiamo parlando di Domenico De Siano, il vero sconfitto. Perché il dato è chiaro: il M5S stravince anche a Ischia, il senatore lacchese uscente sarà rieletto perché in un collegio blindatissimo, ma il risultato di una sua sconfitta è molto evidente e molto netta.

Sull’isola d’Ischia, infatti, Forza Italia alla Camera ha preso 8.350 voti  (2603 Ischia,  1112 Casamicciola, 2105 Forio,  1312 Barano, 788 Lacco Ameno,  430 Serrara Fontana) mentre nel 2013 prese 12.282 voti (1858 Ischia,  1504 Casamicciola,  3618 Forio,  3506 Barano, 1074 Lacco Ameno, 722  Serrara Fontana) quasi 4 mila voti in meno rispetto al 2013.

Al Senato Forza Italia registra 8.390 voti ( 2591 Ischia, 1098 Casamicciola,  2070 Forio, 1410 Barano, 783 Lacco Ameno,  438 Serrara Fontana)  contro gli 11.149 del 2013 (1655 Ischia, 1436 Casamicciola, 2940 Forio, 3430 Barano, 1060 Lacco Ameno, 628 Serrara Fontana). Addirittura nella sua Lacco Ameno il senatore De Siano perde numerose preferenze (nel 2018 1060 voti contro gli attuali 783).

Così il suo fortino sembra del tutto vaporizzato, dimezzato e Domenico De Siano si prepara a una resa dei conti che potrebbe costare la sua “testa” a coordinatore campano.

Molti sono già contro di lui a partire dal coordinatore provinciale di Caserta e consigliere regionale, Gianpiero Zinzi, che già un mese fa chiedeva, insieme a Nunzia De Girolamo, le dimissioni di De Siano reo di aver modificato, con un colpo basso, le liste poche ore prima della presentazione.

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«Sono prevalse logiche di simpatie e di antipatie personali a discapito del radicamento, del lavoro, della rappresentatività. È indispensabile — spiegava un mese fa Giampiero Zinzi — che in una regione chiave come la Campania, Forza Italia venga guidata da una classe politica seria che sia realmente dirigente e che non intenda il partito come un giocattolo da utilizzare a proprio piacimento ignorando quelle che sono le esigenze dei cittadini e del Paese. L’affermazione di Forza Italia passa anche e soprattutto attraverso la rifondazione del quadro dirigente regionale. A questo punto, De Siano faccia per una volta una scelta onesta e saggia: si dimetta».

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Ma se De Siano piange, Giosi Ferrandino non ride. E, in effetti, pesante è la sconfitta, anche a ischia, del Pd renziano che vede protagonista – seppur da dietro le quinte –  Ferrandino.

Il coordinatore di Forza Italia perde il 30%, nonostante il vento di destra che ha portato ottimi risultati alla Lega, e il Pd smarrisce un 45% di elettori. In testa alla classifica il Movimento 5 Stelle, artefice di una trasformazione pirotecnica, avvenuta in campagna elettorale, da movimento anti-sistema a partito del sistema, «pilastro», dice nella notte il ministro in pectore della Giustizia Alfonso Bonafede, come dicevano al posto suo trenta o quaranta anni fa i democristiani nelle serate elettorali: siamo l’architrave del sistema politico.  La soglia del trenta per cento, in settant’anni di storia elettorale, è stata raggiunta solo da quattro formazioni: Dc, Pci, Pdl e Pd-Ulivo e basta questo per dire dell’impresa del Movimento post-grillino e del suo leader napoletano Luigi Di Maio.

Ma torniamo alla nostra isola. La Lega di Salvini prende al Senato quasi 1.400 voti (solo a Ischia  addirittura 502, a Barano 231 voti) e alla Camera 1.436 preferenze (Ischia 545 e Forio 375). Un successo del leader leghista che ha trasformato il Carroccio in forza nazionale. Salvini, a Ischia, è l’altro grande vincitore.

Con questo voto Ischia ha detto basta a un certo centrosinistra e a un certo centrodestra. È un voto di protesta e di rottura, è un voto inequivocabile contro De Siano ed è in linea con quello che ha espresso l’elettorato italiano. Il coordinatore di Forza Italia viene già da un forte sconfitta alle comunali di Ischia, nel giugno 2017, dove entra in consiglio, all’opposizione, con appena 334 preferenze, trascinato, raccontano in molti, dalla più votata Giustina Mattera.

Ma dobbiamo dirla tutta. Certamente questo voto è dettato dalla volontà, da parte degli italiani, di poter finalmente distruggere (pensano) tutto e ricominciare daccapo e quelli che, stufi dei partiti, vogliono dare un’occasione al Movimento di governare.  Basti pensare che gli elettori sono talmente nauseati che, nonostante i disastri della Raggi e dell’Appendino, hanno ‘stravotato’ i Cinque Stelle; il che dà la misura di quanto possano essere stanchi.

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