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De Siano non ci sta: «Basta calunnie, abbiamo a che fare con dei mascalzoni»

Conferenza stampa fiume del senatore e candidato a sindaco di Lacco Ameno che non risparmia accuse a Giacomo Pascale ed ai suoi. Nel mirino finiscono anche i presidenti di seggio delle sezioni 3 e 4 e Francesco Del Deo. L’affondo: «Qualcuno ha creato le condizioni per coltivare i suoi interessi personali a scapito della comunità». E partono le denunce all’autorità giudiziaria

Adesso si fa sul serio, adesso non si può più mollare nemmeno un centimetro. Forse per questo Domenico De Siano, senatore della Repubblica ma soprattutto candidato a sindaco di una Lacco Ameno che il prossimo 4 ottobre vivrà uno storico ballottaggio dopo l’incredibile esito delle elezioni amministrative di domenica scorsa, ha tolto il freno a meno con il quale fin qui aveva condotto la sua campagna. Nella quale c’era stato spazio per la proposta, la progettualità, ma non si erano raccolte le provocazioni e le accuse provenienti dal fronte opposto. Ieri no, ieri la scena è cambiata e De Siano non se l’è sentita più di passare per l’agnello sacrificale. Per la serie, non è che da questo lato ci sono tutti criminali e dall’altra solo stinchi di santo. E così l’appuntamento di ieri mattina con i cronisti ha visto anche per la prima volta alzare i toni e soprattutto lanciare accuse mirate e specifiche agli avversari. Alcune delle quali, invero, oltremodo “imbarazzanti”, al punto che laddove confermate certamente non crediamo possano passare inosservate e finire in archivio come se nulla fosse.

«E’ doveroso questo appuntamento – ha esordito il senatore – per fare un momento di chiarezza rispetto alle calunnie e alle bugie che in maniera scientifica i nostri avversari anche nelle ultime ore stanno mettendo in evidenza. Ma per noi il paese viene prima di ogni cosa, Lacco Ameno va liberata da determinati personaggi che non hanno diritto di venire a scalfire il civile vivere democratico della nostra comunità. Perché questo è esattamente quanto sta succedendo a Lacco Ameno». De Siano non tira il freno a mano e spiega che da almeno due anni si sta lavorando per impedire un confronto democratico e annuncia una serie di considerazione. In primis nel mirino finisce l’operato dell’amministrazione guidata da Pascale ed in particolare un paio di mosse: «Attraverso il campo della pianta organica – spiega l’aspirante sindaco – lui creava le condizioni per attuare una serie di operazioni finalizzate ai suoi interessi elettorali: Pascale sapeva che si sarebbe andato al voto, che le persone oneste che stavano con lui non volevano speculazioni e lo avrebbero mandato a casa».

E così il focus si sposta sulle stabilizzazioni di Barbieri, Legrottaglie e Galano. Poi arriva la stoccata a un professionista con il quale già in un recente passato De Siano era stato poco tenero e cioè Gaetano Grasso: «E’ un santo quell’ingegnere – ha ironizzato – viene tutte le mattine gratis da San Giorgio a Cremano, lo metteremo vicino a Santa Restituta. Ovviamente quando è andato via è rimasto il genero, non ricordo nemmeno come si chiama». Insomma, De Siano non ha dubbi: «Insomma, hanno creato le condizioni perché la macchina amministrativa rispondesse ai loro “desiderata”. E la cosa più assurda è che vengo accusato di essere il dominus di tutto quello che succede a Lacco Ameno, ma io non metto piede in municipio dal 2014 e non ho aperto bocca, anche perché se lo avessi fatto nemmeno mi avrebbero preso in considerazione. Sono bugiardi e mascalzoni».

Ma non finisce qui, De Siano ricorda come ditte e somme urgenze degli ultimi anni siano stati sempre vinti dalla stessa persona, ditte diverse ma operai analoghi («tra l’altro mai di Lacco Ameno ma che venivano sempre fuori… anche da Forio»). Nel mirino finiscono anche le consulenze ai professionisti e De Siano parla di «candidati di scambio: qualcuno prende gli incarichi e poi si verifica questo, basta guardare cosa è successo con l’architetto Tufano. Se vogliono mi andassero a querelare, magari giudicasse un tribunale». Poi si entra nel vivo e si passa al recente spoglio di martedì, quello che di fatto si è concluso solo a sera inoltrata: «il presidente della sezione 3 l’avvocato Sergio Trani unitamente a Giovanni Castagna (posso dirlo perché ci sono gli atti che lo documentano) si sono visti riconoscere cifre per circa quarantamila euro che non gli sarebbero assolutamente spettate, si è trattato un cadeau. Mai fatto una denuncia prima d’ora, stavolta sono stato costretto a rivolgermi all’autorità giudiziaria, non credo sia giusto rubare al Comune di Lacco Ameno in maniera spudorata i soldi dei cittadini».

Domenico De Siano tocca poi quella che ritiene essere un’altra nota dolente: «Nel Comune di Lacco Ameno nell’ultimo anno sono state rilasciate addirittura 240 residenze, siamo arrivati ad avere 4.001 aventi diritto al voto. Io e alcuni componenti della mia squadra, che facciamo campagna elettorali da una vita, ci guardavamo in faccia e ci chiedevamo: ma questo chi è? Ma dove viene? Pensate che è venuto un signore con la scheda elettorale in mano e mi ha chiesto: “Scusat, aggia vutà: è chist u Lacc Amen?”. Il livello che ha toccato la nostra comunità è osceno, non possiamo permettere che la comunità finisca in mano a queste “macchiette”». E poi ancora ombre sugli spin doctor avversari ultra pagati e sui rappresentanti di lista che avrebbero percepito addirittura 300 euro per svolgere la propria attività: «Ci guardiamo in faccia – spiega il senatore – e non capiamo tutti questi soldi da dove escano». Poi si massa a quanto successo martedì sera all’esterno dei seggi e qui De Siano spara a zero su Pascale: «Ha fatto una buffonata da clown – attacca – davvero degna di lui, scagliandosi in maniera volgare contro un ragazzo e aizzando le persone contro un ragazzo alimentando odio e cattiveria. E’ giunta l’ora di dire la verità e non fandonie. A Lacco Ameno ci sono quattro sezioni elettorali e i presidenti vengono nominati dalla Corte di Appello, non certo da qualcun altro. Così sono stati scelti Morgera, Anatrella, Trani e Calise. Bene, si è detto di tutto del presidente della prima sezione che ha avuto un comportamento inappuntabile: la sua unica colpa era quella che lui e la sua famiglia hanno un rapporto di lavoro consolidato con le nostre aziende. Quel mascalzone e bugiardo (Pascale, ndr) ha voluto strumentalizzare questa cosa, ma la verità è che i problemi non ci sono stati nelle sezioni 1 e 2, dove lo spoglio è filato liscio e le operazioni concluse abbastanza celermente, quanto esclusivamente nella 3 e nella 4, dove i presidenti erano Sergio Trani e Giacomo Calise che non sono collegati a me, sostenitori della nostra lista, amici e parenti di qualche nostro candidato ma parte organica della lista avversaria e ci sono le prove». E nell’istante immediatamente successivo il senatore mostra una foto in cui Calise discute il venerdì con Pascale e un’altra in cui si nota Trani che partecipa alla stesura della campagna elettorale della lista “Il Faro”. Nulla di illecito, sottolinea De Siano, «ma sono amici loro e lì sono accaduti i problemi».

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De Siano spiega come il riconteggio non era possibile per regolamento e poi ritorna ad affondare il colpo: «Il fatto grave, e che ritengo possa avere anche profili di rilevanza penale – è che il presidente della Terza Sezione, durante le operazioni di stesura del verbale lascia il seggio e si fa accompagnare in municipio. Qui si chiude nell’ufficio elettorale insieme al responsabile, la dottoressa Galano, con il comandante dei vigili e… con Francesco Del Deo. Ma sapete dirmi a che titolo? Poi ritornano, riconteggiano e vogliono prendersela con il presidente della prima sezione». Poi De Siano ipotizza ombre e scenari non propriamente chiari: «E’ chiaro che non è Pascale il protagonista della campagna elettorale, o meglio non è l’unico – spiega – qui si sta lavorando per far mettere a qualcuno dall’esterno sulla città, altro che Gomorra come hanno scritto loro. Questo è un disegno di cui il candidato sindaco è solo parte integrante. Ripeto, Lacco Ameno sta perdendo sovranità diventando subordinata a Forio. Ma si è mai visto un sindaco come Del Deo che partecipa h24 alla campagna elettorale della lista avversaria? Si chiude in ufficio col comandante dei vigili, ma perché tutto questo interesse di un sindaco e della sua giunta per i fatti nostri? Ah già, parliamo di un signore che ad agosto ha appaltato la gestione della nettezza urbana per sette anni e guarda caso il presidente della commissione era Alessandro Delle Grottaglie». Poi rincarando la dose, il senatore fa pure il profeta: «Se questi signori dovessero vincere le elezioni farebbero due cose, segnatevele pure: appalto dei rifiuti per sette anni ed analoga assegnazione per il servizio di pubblica illuminazione. E posso anche dirvi le ditte che vinceranno, non ho assolutamente difficoltà: ormai è tutto pianificato, ma sono convinto che i cittadini e le forze sane del paese capiranno che qui è in gioco il futuro di tutti noi. Dobbiamo evitare che questi mascalzoni mettano le mani sulla nostra comunità».

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Quando arriva il momento del botta e risposta coi giornalisti, De Siano usa termini ancora più duri: «La verità è che qui abbiamo a che fare con dei ladri, e attenzione: la parola ladri non mi è assolutamente sfuggita». Nello stesso tempo viene smentito anche il fermo operato a carico di determinati soggetti da parte della polizia municipale o della polizia e in particolare il presunto coinvolgimento in questa vicenda del candidato consigliere Carmine Monti. Poi l’appello ai cittadini lacchesi ad avere uno scatto d’orgoglio per il bene del proprio paese: «Vorremmo giocarci questa partita ad armi pari e correttamente, ovviamente nella speranza che ci sia consentito». Lo abbiamo detto prima, lo ribadiamo adesso: e il 4 ottobre è ancora decisamente lontano.

Foto Franco Trani

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Un commento

  1. L’unico commento che io possa fare è quello che mi diceva sempre mio nonno. Non dimenticare mai che la migliore difesa è l’attacco. Chi ha orecchie intenda.

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