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Debito Evi, Basentini chiede un tavolo tecnico in Regione

Il presidente del CdA ha formulato la sua richiesta per affrontare il delicato problema del pesante debito finanziario che l’azienda idrica vanta nei confronti di Acqua Campania per l’acquisto delle forniture. Trasmessa una lunga e articolata nota al presidente Fico e all’assessore all’Ambiente Pecoraro.

Il Presidente dell’EVI spa, dott. Mario Basentini, ha chiesto ufficialmente alla Regione Campania l’istituzione di un tavolo tecnico-istituzionale per la discussione del rilevante problema del debito finanziario che l’azienda idrica ischitana ha verso “Acqua Campania” per l’acquisto delle forniture idriche.

Il Presidente Basentini ha inviato una lunga ed articolata missiva al Presidente della Regione, Roberto Fico, all’assessora all’Ambiente, avv. Pecoraro, al presidente del consiglio regionale, Massimiliano Manfredi, al presidente dell’Ente Idrico Campano, Luca Mascolo, nonché alla Direzione Regionale del Ciclo Integrato delle Acque, ai sindaci dell’isola d’Ischia ed al Commissario Prefettizio di Lacco Ameno, nella quale si afferma che il consiglio di amministrazione dell’EVI, “all’atto del suo insediamento nel febbraio 2024, si è trovato a dover gestire una ingente criticità finanziaria derivante dalla presenza di una esposizione debitoria pregressa verso Acqua Campania S.p.A., per l’acquisto della materia acqua, causata anche dalla notevole perdita di fatturato dovuta alla pandemia da Covid ed ai terribili eventi distruttivi – terremoto e frana alluvionale – verificatisi negli ultimi anni sull’isola d’Ischia”.

E dunque, continua la missiva, “al fine di assicurare la continuità del servizio ed individuare una soluzione in grado di minimizzare i disagi alla collettività, in seguito ad una fitta interlocuzione con i competenti Uffici regionali è stata prospettata dalla scrivente Società una ipotesi di regolazione del debito individuata nel solco degli obblighi normativi cui devono sottostare le società di diritto privato a controllo pubblico, ai sensi del D.lgs. 175/2016 (‘TUSP’), e delle prescrizioni in tema di adeguati assetti organizzativi e crisi d’impresa, di cui al D.lgs. 14/2019 (‘CCII’)”. Questo percorso, “ipotizzato sin dal febbraio 2024 (d’intesa con la Direzione Regionale competente), al fine di risultare immediatamente meritevole, ha previsto, in primis, il mantenimento dell’esposizione ai livelli pregressi e, contestualmente, il rientro dell’esposizione accumulata, tant’è che EVI S.p.A. sta regolarmente adempiendo, dal 1º trimestre 2024, al pagamento di quanto dovuto ad Acqua Campania per l’acquisto della materia acqua”.

Tuttavia, prosegue il documento, la strada scelta non è stata priva di asperità ed inciampi, perché le tariffe idriche sono rigidamente regolamentate e quindi prive della flessibilità necessaria per superare situazioni strutturate e risalenti nel tempo ed anche perché vi è un’indeterminatezza che sussiste nel settore del Servizio Idrico Integrato in Campania, in piena ristrutturazione, come previsto dalle normative: circostanza che comporta la possibile estinzione della gestione dell’EVI, gestione che sarà molto probabilmente assunta, in un futuro prossimo, da un nuovo soggetto extraisolano. Inoltre l’EVI è titolare di una concessione che, in ogni caso, scadrà nel 2030.

Il nodo delle tariffe rigidamente regolamentate e dunque prive della flessibilità necessaria per superare situazioni strutturate e risalenti nel tempo

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Infine, il presidente Basentini rileva che “la soluzione prospettata da E.V.I. SpA rientra tra gli strumenti giuridici previsti dal  Decreto Legislativo n. 14 del 12 gennaio 2019 (il ‘Codice dell’Insolvenza’ o ‘CCII’), in attuazione della Direttiva UE 2019/1023 riguardante i quadri di ristrutturazione preventiva, l’esdebitazione e le interdizioni, e le misure volte ad aumentare l’efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza ed esdebitazione (la ‘Direttiva sull’Insolvenza’)” e che “i precedenti casi di gestione di crisi d’impresa da parte della Regione Campania hanno comportato rinunce a crediti in misura ben superiore, in termini finanziari, rispetto alla proposta formulata da E.V.I. SpA”.

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In altre parole, la Regione è venuta incontro a debitori gravati da fardelli molto più pesanti degli otto milioni di euro del gestore ischitano. Per tutti questi motivi, l’EVI chiede “la disponibilità ad attivare un Tavolo tecnico-istituzionale congiunto, finalizzato ad agevolare gli approfondimenti e le soluzioni del caso da parte degli organi di indirizzo politico e degli uffici preposti, così da assicurare la continuità aziendale di E.V.I. SpA, la salvaguardia del servizio pubblico gestito e la difesa dei livelli occupazionali”.

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