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Decreto, chiusa la “maratona”, ma i sindaci isolani sparano sul Pd

ISCHIA. Le “barricate” dell’opposizione in Parlamento contro il decreto Ischia non sono naturalmente piaciute ai sindaci isolani. Anzi, i toni usati dai deputati ostili al provvedimenti hanno provocato diverse reazioni tra i primi cittadini, che hanno stigmatizzato la strumentalizzazione del famoso articolo 25, che riguarderebbe un numero molto limitato di istanze di sanatoria, ma che nella “narrazione” delle opposizione si è trasformata in un condono “tombale” o addirittura in una riapertura dei termini, quasi che si volesse concedere a scatola chiusa un titolo edilizio alle ventottomila istanze dei cittadini isolani.  Superficialità, calcolo politico, strumentalizzazione ideologica: sono alcuni dei motivi che secondo i sindaci sono stati posti alla base dell’attacco portato dal Pd e dal resto dell’opposizione verso il decreto. Al di là delle sfumature, che leggete nei vari pareri raccolti, emerge la delusione ma anche una punta di sorpresa per le contestazioni svoltesi nell’aula di Montecitorio.  Intanto ieri alla Camera si è sostanzialmente conclusa la maratona per la discussione sugli emendamenti, con il parere del Governo analogo a quello del relatore, cioè entrambi contrari alle 23 proposte emendative, fatta eccezione per quelli approvati in Commissione.

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