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Decreto semplificazioni, niente superbonus per gli alberghi

Luca D’Ambra «Sono deluso. Questa poteva essere una buona occasione per tutti gli albergatori. Confidiamo che il governo possa integrare il provvedimento in parlamento restando al nostro fianco»

Superbonus più facile per i condomini ma niente estensione agli alberghi. Questo uno degli ultimi ritocchi al decreto per il Recovery, che contiene le semplificazioni per accelerare la realizzazione dei progetti e la governance dell’intero Piano di ripresa e Resilienza. Tra le modifiche principali quelle sui subappalti: la soglia sale al 50% fino al 31 ottobre, con maggiori tutele per i lavoratori.

L’amarezza della Federalberghi nazionale: «La delusione c’è. Confidiamo che durante l’iter del decreto semplificazioni si rimetta mano all’esclusione della misura chiesta per il nostro comparto che, in condizioni ottimali, produce il 13% del PIL nazionale»

Uno dei capitoli in bilico fino alla fine, accanto al contestato pacchetto sugli appalti, è stato quello degli incentivi per le ristrutturazioni green e antisismiche degli edifici. Le regole per l’accesso finora hanno rallentato la richiesta dello sconto fiscale (2 miliardi su 18 stanziati) e una semplificazione era attesa da proprietari e professionisti. Per fare partire i lavori basterà quindi la comunicazione di inizio lavori (Cila), come per le ristrutturazioni straordinarie, e non servirà più la doppia conformità. Niente da fare invece per gli alberghi, misura troppo costosa, almeno in questa fase. Una estensione arriva invece per case di cura, caserme, ospedali e ospizi. Sono delusi gli albergatori. «Sono deluso. Pare che siamo vicini alla possibilità di applicare il superbonus anche per gli alberghi». Così esordisce il presidente di Federalberghi Ischia e Procida Luca D’Ambra. «Il Superbonus avrebbe rappresentato una buona occasione per tutti gli albergatori per poter ristrutturare le proprie strutture». «Speriamo – conclude D’Ambra – che il parlamento venga in soccorso degli albergatori e possa introdurre questa misura».

«Le indiscrezioni relative alla possibilità che il superbonus venisse esteso anche agli hotel avevano creato un’aspettativa che rimane disattesa. La delusione c’è. Confidiamo che durante l’iter del decreto semplificazioni si rimetta mano all’esclusione della misura chiesta per il nostro comparto che, in condizioni ottimali, produce il 13% del PIL nazionale». È la nota della Federalberghi a commento della decisione espressa in Consiglio dei ministri di escludere gli hotel dall’utilizzo della misura del superbonus, quella cioè che finanzia la riqualificazione ambientale e antisismica degli edifici. «Confidiamo – prosegue la nota – che il provvedimento possa essere integrato dal Parlamento in chiave estensiva per gli attuali e vigenti crediti di imposta del nostro settore». «Sappiamo che il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, è al nostro fianco. Per questo l’auspicio è che la pragmaticità, cifra di questo Governo, venga applicata con criterio di priorità al comparto in assoluto più danneggiato e letteralmente messo in ginocchio dalle conseguenze della pandemia».

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