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Decreto sisma, De Siano promette battaglia: e anche Schilardi non ci sta

Il provvedimento approvato alla Camera e che contiene le misure urgenti per l’accelerazione e il completamento delle ricostruzioni nei Comuni colpiti dal terremoto proprio non piace

Semplificazione e accelerazione della ricostruzione privata e norme specifiche per il sisma che ha colpito l’Emilia e l’isola di Ischia. Questi i principali punti del decreto legge 123/2019 ovvero del ‘Decreto Sisma’ approvato alla Camera e che contiene le misure urgenti per l’accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori dell’Italia centrale e dell’isola di Ischia colpiti da eventi sismici. Il testo ha ottenuto 281 voti favorevoli e nessun contrario e passa ora all’esame del Senato dove arriverà ufficialmente martedì.

Prima ci sarà l’esame e la discussione nelle commissioni e poi il definitivo voto a Palazzo Madama dove deve essere votato e convertito in legge entro il 23 dicembre. Il testo del decreto martedì sarà all’esame del senatore di Lacco Ameno Domenico de Siano. “Presenterò degli emendamenti per eliminare un’eventuale ingiustizia presente nel testo approvato alla Camera. È palese che non è possibile che il nostro ordinamento con una legge possa prevedere che i terremotati di Catania e Campobasso possano ottenere i fondi anche per gli immobili condonati e sull’isola di Ischia no. Mi sembra ovvio. Ma non solo è questo il punto da emendare”, assicura De Siano. Il riferimento del senatore di Forza Italia è al decreto legge del 18 aprile 2019 numero32, convertito nella legge numero 55 del 14 aprile 2019 n. 55 ovvero quello relativo al sisma di Catania e di Campobasso. All’articolo 12 comma 7, la norma recita: “Nel caso in cui, sul bene oggetto di richiesta di contributo, sia pendente una domanda di sanatoria, il procedimento per la concessione dei contributi è sospeso nelle more dell’esame delle istanze di sanatoria e l’erogazione dei contributi è subordinata all’accoglimento di detta istanza”. Per il terremoto ischitano, invece, il famigerato articolo 25 della legge 109, ovvero della norma che ha legiferato sul sisma che ha colpito l’isola nel 2017, prevede che i terremotati non abbiano diritto ad alcun finanziamento relativo alla parte condonata del proprio immobile ancorché legittimata.

Il senatore forzista non le manda a dire: «Presenterò degli emendamenti per eliminare un’eventuale ingiustizia presente nel testo approvato alla Camera. È palese che non è possibile che il nostro ordinamento con una legge possa prevedere che i terremotati di Catania e Campobasso possano ottenere i fondi anche per gli immobili condonati e sull’isola di Ischia no» 

La battaglia di De Siano sarà su questo punto e non solo. “Non bisogna stravolgere l’impegno del precedente Governo che con il decreto emergenze anche noto come decreto Ischia conferì un forte potere al commissario straordinario per avviare in modo celere la ricostruzione”. Già lo scorso anno quando il decreto arrivò nelle aule parlamentari i senatori ed onorevoli campani di Forza Italia decisero di votare in maniera opposta rispetto alle indicazioni di partito. “La verità è che abbiamo rivendicato un torto che da anni subiscono i cittadini della Campania”, ci conferma De Siano che assicura: “È una battaglia di giustizia. A noi interessa solo che in maniera concreta, seria, e puntuale venga affrontato il tema del terremoto di Ischia. Al di là dei colori politici e degli annunci sui social”.

Proteste anche dal commissario straordinario per la ricostruzione Carlo Schilardi che nella giornata di ieri ha inviato “una protesta formale nonché delle osservazioni ai parlamentari locali che a più riprese si sono occupati del sisma di Ischia, al vicepresidente della giunta regionale Fulvio Buonabitacola ed anche all’ex sottosegretario e senatore Vito Crimi”. Il punto contestato è la concessione dei contributi per gli immobili condonati. “Alla luce del testo che riguarda il sisma di Catania e Campobasso – ha ribadito Schilardi – non si può che pensare che la disciplina per Ischia sia del tutto penalizzante e contraria a logica, atteso che un cittadino che ha ottenuto e pagato il condono non è più in condizione contraria a legge”. Il prefetto è ottimista.

“In Senato sicuramente ci saranno degli emendamenti”. Nessuna novità eclatante per ciò che riguarda la pianificazione del territorio in quanto la ricostruzione può continuare in base all’ordinanza numero 7 ovvero quella relativa alla ricostruzione cosiddetta pesante. “La Regione avrà un ruolo centrale per ciò che riguarda l’attività pianificatoria. In ogni caso l’iter per la redazione dei piani urbanistici comunali sono stati avviati ed affidati alla facoltà di architettura dell’università Federico II”.

Nel contempo l’ufficio del commissariato straordinario per la ricostruzione ha effettuato uno studio che ha stabilito quali sono le abitazioni che possono essere ricostruite dove sono e quali quelle che devono essere dislocate in altri posti. Tra le novità del decreto sisma, da segnalare anche lo slittamento dei termini per chi vive ancora in albergo. Gli sfollati che vivono ancora in albergo, infatti, avranno tempo fino al 30 aprile 2020 (a differenza del termine precedente che era previsto per il 31 dicembre 2019) per lasciare gli hotel e trasferirsi in abitazioni ed ottenere il contributo di autonoma sistemazione.

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