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Decreto sisma e fondi per condonati, “schiaffo” a Ischia

Approvato alla Camera dei Deputati con 281 voti favorevoli e nessun contrario la norma che reca disposizioni urgenti per la ricostruzione: ma quello che vale a Catania e Campobasso non è esteso ai nostri concittadini

Approvato alla Camera dei deputati con 281 voti favorevoli e nessun voto contrario il decreto sisma. La norma che reca disposizioni urgenti per l’accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici passa ora all’esame del Senato. L’approvazione ha portato con sé molteplici polemiche. A promettere battaglia è il sindaco di Casamicciola Giovan Battista Castagna.

“Se al Senato non ci saranno delle modifiche a questo decreto, sono pronto a riconsegnare la fascia”. Il sindaco è netto: “Adesso basta. Se ai nostri concittadini sarà riservato un trattamento differente rispetto a quello di altri terremotati, sono davvero pronto a lasciare la fascia tricolore”. Il riferimento di Castagna è al decreto legge del 18 aprile 2019 numero32, convertito nella legge numero 55 del 14 aprile 2019 n. 55 ovvero quello relativo al sisma di Catania e di Campobasso. All’articolo 12 comma 7, la norma recita: “Nel caso in cui, sul bene oggetto di richiesta di contributo, sia pendente una domanda di sanatoria, il procedimento per la concessione dei contributi è sospeso nelle more dell’esame delle istanze di sanatoria e l’erogazione dei contributi è subordinata all’accoglimento di detta istanza”.

Durissimo il sindaco di Casamicciola, Giovan Battista Castagna: «Non è possibile, non voglio crederci. Qualora dal voto a Palazzo Madama non dovesse esserci alcuna modifica sono pronto davvero ad andare dal Prefetto e consegnare la fascia: Non mi sentirei più italiano e non saprei che ai miei concittadini. Ma sono sicuro che questo non succederà»

Per il terremoto ischitano, invece, il famigerato articolo 25 della legge 109, ovvero della norma che ha legiferato sul sisma che ha colpito l’isola nel 2017, prevede che i terremotati non abbiano diritto ad alcun finanziamento relativo alla parte condonata del proprio immobile ancorché legittimata. “A Catania e Campobasso, invece, la norma dice l’esatto contrario”, ci conferma il sindaco di Casamicciola Giovan Battista Castagna che promette battaglia in Senato. “Stiamo contattando tutti i senatori della Campania affinché durante il voto presso il Senato della Repubblica sia corretto questo paradosso”. “Alla luce del testo sul sisma siciliano e molisano non si può che pensare che la disciplina per Ischia sia del tutto penalizzante e contraria a logica, atteso che un cittadino che ha ottenuto e pagato il condono non è più in condizione contraria a legge”, assicura. “Dopo che ho letto questa norma mi sono chiesto se anche l’isola di Ischia fosse parte della Repubblica Italiana. Siamo anche noi cittadini italiani? Leggendo questa norma davvero me lo chiedo. Catania e Campobasso hanno diritti diversi rispetto ai cittadini di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio?”. Giovan Battista Castagna è combattivo e pronto a dare battaglia: “Ma credo che non ci debba essere bisogno di alcuna battaglia perché il Senato deve approvare l’emendamento che mette sullo stesso piano i terremotati di Casamicciola, Forio e Lacco Ameno con quelli di Catania e Campobasso. Non è possibile adottare due pesi e due misure per lo stesso argomento”. Come un mantra il sindaco ripete in continuazione: “è un paradosso. Si danno soldi per le case condonate a Catania e Campobasso e non si danno soldi per le case condonate sulla nostra isola. Non è possibile. Non voglio crederci”.

Qualora dal voto a Palazzo Madama non dovesse esserci alcuna modifica “Sono pronto davvero ad andare dal Prefetto e consegnare la fascia”, assicura Castagna. “Non mi sentirei più italiano e non saprei che cosa dire ai miei concittadini”. E chiosa: “Ma sono sicuro che questo non succederà”. Mentre dall’isola si promette battaglia in Senato, dalla politica romana arriva un plauso al decreto. “Non esistono differenze geografiche di fronte ai terremoti. Con il decreto Sisma mettiamo in campo agevolazioni e misure per far ripartire territori splendidi del nostro Paese come l’Isola di Ischia, che rischiava di essere distrutta due volte, prima dal sisma del 2017 e poi da lunghe attese e burocrazia inutile, vedendo sfiorire la sua naturale vocazione turistica”. Così l’onorevole Salvatore Micillo del Movimento 5 stelle ha commentato dopo il voto in aula. E continuando: “Finalmente ora possiamo dire di avere gli strumenti per la ricostruzione anche del tessuto economico e sociale di questi territori. Con gli emendamenti a mia prima firma abbiamo corretto alcune storture per rendere più snelle le procedure per le imprese che materialmente curano le ricostruzioni e il recupero degli immobili privati distrutti o danneggiati dagli eventi sismici. Abbiamo stabilito che le somme di denaro di cui dispone il commissario straordinario per far fronte alle necessità delle popolazioni colpite da eventi sismici, una volta raggiunta la finalità vengano utilizzate per altri scopi.

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E che dire delle persone alloggiate presso strutture alberghiere? Troviamo per loro nuove sistemazioni con la concessione di un contributo per l’acquisto di una nuova casa o un affitto dignitoso”. Apprezzamenti anche dal Pd. I deputati Piero De Luca, Raffaele Topo e Paolo Siani hanno proposto due emendamenti “decisivi per il futuro di Ischia, relativi al piano di ricostruzione e ai ristori alle aziende colpite dal terremoto”. “Grazie alla nostra azione parlamentare – hanno detto – sono state approvate importanti norme per avviare davvero la ricostruzione nell’isola, bloccata da due anni e tre mesi. Finalmente è stata prevista, in particolare, una normativa puntuale per la redazione e l’approvazione del Piano di ricostruzione, volta a valorizzare il ruolo della Regione come previsto per il dopo sisma 2016 nel centro Italia, in accordo con il ministero dei Beni culturali e i comuni interessati. Non tutto è risolto. Restano ingenti problemi aperti, come la gestione delle sistemazioni abitative nel periodo non breve della fase di ricostruzione e, più in generale, la questione del rilancio economico e produttivo dei territori colpiti nell’agosto 2017. Ecco perché continueremo a tenere alta l’attenzione sul punto anche nella prossima Legge di Bilancio, per provare ad aumentare le risorse destinate alla ricostruzione e al sostegno delle imprese danneggiate”. Il testo è stato approvato dopo le polemiche cominciate lunedì quando la Camera era deserta in occasione della discussione generale del decreto e dopo che ieri mattina un deputato della Lega aveva fatto una proposta di matrimonio alla fidanzata interrompendo i lavori.

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