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Decreto Sostegni, Caredda: «Una vittoria a metà per gli stagionali del turismo» 

Il coordinatore per Ischia dell’Associazione Nazionale Lavoratori Stagionali spiega le misure previste dal nuovo decreto e chi ha diritto all’indennità 

«Il decreto sostegni rappresenta il continuo del decreto ristori e per gli stagionali la situazione non certo è delle migliori». A dirlo Ferdinando Caredda, coordinatore per Ischia dell’Ansl – dell’Associazione Nazionale Lavoratori Stagionali – che spiega: «Per gli stagionali c’è un aiuto concreto da parte del Governo anche se non riguarda indistintamente tutti i lavoratori».  Precedentemente il bonus era di 3mila euro (mille per ogni mese di gennaio, febbraio e marzo), mentre oggi abbiamo una riduzione dell’indennità a 2400 euro.

A chi spetta l’indennità di 2400 euro

decreto sostegni

Possono accedere al bonus coloro che sono lavoratori dipendenti stagionali del settore del turismo e degli stabilimenti termali e che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del decreto, che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo, non titolari di pensione né di rapporto di lavoro dipendente né di NASpI. La medesima indennità è riconosciuta ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, non titolari di pensione né di rapporto di lavoro dipendente né di NASpI. Inoltre l’indennità è riconosciuta anche ai lavoratori dipendenti stagionali e lavoratori in somministrazione appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del presente decreto e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo ed ai lavoratori intermittenti che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del decreto. L’indennità di 2.400 euro è riconosciuta anche ai lavoratori dipendenti a tempo determinato del settore del turismo e degli stabilimenti termali in possesso cumulativamente della titolarità nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del decreto di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, di durata complessiva pari ad almeno trenta giornate; titolarità nell’anno 2018 di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato o stagionale nel medesimo settore  di durata complessiva pari ad almeno trenta giornate e assenza di titolarità, alla data di entrata in vigore del decreto, di pensione e di rapporto di lavoro dipendente.

Nei giorni scorsi Caredda in qualità di delegato per l’isola di Ischia dell’associazione Nazionale Lavoratori Stagionali ha un incontro con l’assessore al Turismo del Comune di Sorrento: «Al tavolo porteremo le nostre proposte per gli stagionali»

Caredda: «Occorre una riforma degli ammortizzatori sociali per gli stagionali»

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«Saranno tanti i lavoratori che hanno diritto all’indennità prevista dal Decreto sostegno, ma anche tanti, così come in passato, che restano tagliati fuori», spiega Ferdinando Caredda coordinatore per Ischia dell’Ansl – dell’Associazione Nazionale Lavoratori Stagionali.

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«Questo decreto – incalza – rappresenta la continuazione di quelli precedenti. Chi non ha avuto diritto in passato al bonus, non ne ha diritto nemmeno oggi con il nuovo decreto. Manca la proroga Naspi, anche se viene potenziato il reddito di cittadinanza e di emergenza aumentando il tetto Isee». Del decreto Sostegni e delle altre misure oggi Caredda ne ha discusso nei giorni scorsi con l’assessore al Turismo del Comune di Sorrento. L’ordine del giorno del tavolo di incontro era la proposta di misure concrete per gli stagionali. «Portiamo avanti – ci spiega – la proposta della riforma degli ammortizzatori sociali. Per ogni giorno di lavoro deve essere prevista una giornata di disoccupazione con un minimo di 30 giorni lavorativi nell’ultimo anno» «Nel contempo, però, – conclude Caredda – bisogna anche potenziare i centri per l’impiego per il potenziamento delle politiche attive del lavoro».

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