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CRONACA

Decreto Sostegni: le misure per imprese, lavoro e famiglie 

Scostamento di 32 miliardi in 5 aree di intervento. L'obiettivo del Governo è «dare più soldi possibile il più velocemente possibile»

E’ pari a 32 miliardi lo scostamento (di cui 11 per imprese e professionisti, 5 per il piano vaccini, 8 per il lavoro e per la lotta alla povertà) organizzati in 5 aree di intervento: imprese e partite iva, lavoro, salute e sicurezza, enti territoriali, trasporto e scuola. Cancellate le cartelle esattoriali 2000-2010 per i redditi fino a 30 mila euro. Questi i punti principali dell’atteso decreto presentato venerdì 19 marzo in conferenza stampa. Obiettivo del Governo: «dare più soldi possibile il più velocemente possibile». 

Novità del decreto e struttura 

Decreto Sostegno

I capisaldi del nuovo decreto sono tre: sostegno alle imprese; sostegno al lavoro e lotta contro le povertà.  Il decreto è strutturato in 5 aree di intervento: 

Contributo a fondo perduto per tutte le partite iva per un totale di 11 miliardi (su una platea di 5,7 milioni di soggetti, 3 milioni riceveranno fondi pari a circa 3.700 Euro a soggetto); Sostegno al lavoro e contrasto alla povertà, cui sono destinati 8 miliardi; Salute e sicurezza, per le quali sono stati stanziati 5 miliardi: la posta principale è prevista per l’acquisto di vaccini e farmaci (2, 8 miliardi), il resto per i fondi per la logistica, il fondo per la produzione di vaccini in Italia, l’ intervento per coinvolgere i medici di base nella vaccinazione, l’intervento per le farmacie e i covid hospital; Enti decentrati: il decreto ha stanziato fondi finalizzati a compensare comuni, province ed enti territoriali per la perdita di gettito e per sostenere il trasporto pubblico locale; Per quest’ultimo settore sono stati stanziati 800 milioni di Euro anche allo scopo di incrementare le corse e garantire un miglior raccordo con gli orari delle scuole; Istruzione, cultura, sostegno alle filiere agricole, e altri settori con crisi particolari, sono oggetto di attenzione nell’ultima parte del decreto. In particolare, alla scuola vanno 150 milioni di Euro per garantire da adesso fino a giugno la continuità in sicurezza dell’attività didattica in presenza, ed altri 150 milioni per consentire attività di potenziamento delle competenze ed il recupero della socialità dei ragazzi nel periodo successivo alla fine dell’anno scolastico. 

L’obiettivo complessivo del decreto nella visione del Governo è «dare più soldi possibile e più velocemente possibile», e infatti lo stesso Draghi ha sottolineato due novità rilevanti rispetto ai “ristori” disposti dal precedente Governo: l’abbandono dei codici Ateco, che avevano lasciato fuori tante partite iva e la velocità nei pagamenti. 

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Per accelerare i tempi di erogazione dei contributi, l’agenzia delle entrate ha messo a disposizione una piattaforma telematica, e i pagamenti inizieranno già dall’8 aprile prossimo. 

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La platea dei beneficiari 

Decreto Sostegno

Le imprese, i professionisti ed i lavoratori autonomi, con fatturato annuo sotto i 10 milioni di Euro, saranno destinatari di un contributo a fondo perduto per riparare le perdite subite nel 2020. Misure ad hoc sono state varate per fronteggiare la crisi delle grandi imprese. 

Il fondo lavoratori autonomi consentirà l’esonero contributivo. 

Nei confronti dei meno abbienti o di chi ha perso il posto di lavoro è stato esteso il reddito di emergenza, ampliando la platea dei destinatari ed innalzando gli importi stanziati. Incrementato di 100 milioni il fondo a sostegno del terzo settore, e di 10 milioni il fondo per il reddito di ultima istanza dei professionisti. Per i lavoratori a tempo determinato è stata prevista la possibilità di un ulteriore rinnovo di 12 mesi dei contratti in scadenza. 

Condono fiscale 

Le cartelle esattoriali fino a 5 mila Euro (che equivalgono ad un netto di 2500 Euro oltre sanzioni e interessi), relative al periodo 2000-2010 saranno cancellate per quanti hanno un reddito inferiore alle 30 mila Euro annue. Si tratta in realtà di una misura che annulla crediti che lo Stato non è riuscito finora a recuperare. Questa incapacità nel recupero delle cartelle esattoriali, (ha rilevato in conferenza stampa il Presidente Draghi) impone una riforma del meccanismo di riscossione, per evitare che in futuro continuino ad accumularsi milioni di cartelle per crediti fiscali dello Stato che non possono essere incassati. 

Fondo perduto a imprese e professionisti Non si chiamano più ristori, ma “sostegni”, i contributi a fondo perduto previsti dal Governo per imprese e partite iva. Le nuove regole tracciate dal decreto per riparare le perdite causate dal Covid sono le seguenti: 

condizione: perdita nel 2020 del fatturato e dei corrispettivi pari almeno al 30% rispetto al 2019; parametro di calcolo: si calcola la media della perdita mensile di fatturato e corrispettivi tra l’anno 2019 e l’anno 2020, moltiplicandola per 2; importi per fasce: l’ammontare dell’indennizzo è del 60% per le imprese sotto i 100 mila Euro, del 50% per quelle tra 100 e 400 mila Euro, del 40% tra 400 mila e 1 milione di Euro, del 30% tra 1 e 5 milioni, del 20% tra 5 e 10 milioni; limite di fatturato: sostegni per le imprese fino ad un fatturato annuo di 10 milioni di Euro; contributo massimo: l’indennizzo non potrà in ogni caso superare i 150 mila euro; contributo minimo: l’indennizzo non potrà essere inferiore a 1000 Euro per le persone fisiche e 2000 Euro per le persone giuridiche; 

beneficiari: non ci sono limiti legati ai codici Ateco. 

Blocco dei licenziamenti e cassa integrazione 

Decreto Sostegno

Sul fronte del lavoro, in considerazione del perdurare della crisi e del prolungarsi dell’epidemia, al fine di evitare l’impatto sociale ed economico di un boom di licenziamenti, il Governo ha rinnovato la proroga della cassa integrazione ed il blocco dei licenziamenti. 

Proroga della cassa integrazione: per la cassa integrazione ordinaria: previste altre 13 settimane tra il 1 aprile ed il 30 giugno;  per la cassa integrazione in deroga: ulteriori 28 settimane tra il 1 aprile ed il 31 dicembre. Blocco dei licenziamenti: fino a giugno per le imprese che beneficiano della cassa integrazione ordinaria e fino ad ottobre per quelle in cassa integrazione in deroga. 

Reddito di emergenza e reddito di cittadinanza 

Venendo agli Interventi per il contrasto alla povertà, sono state previste altre 3 mensilità (da marzo a maggio) per il reddito di emergenza. È stato anche rifinanziato il reddito di cittadinanza per 1 miliardo di Euro, aggiungendo alla vecchia disciplina una novità, finalizzata a non disincentivare chi trova lavoro. Secondo la nuova disposizione normativa, infatti, quando uno dei componenti del nucleo familiare stipula un contratto a tempo determinato che provoca l’aumento del reddito del nucleo familiare oltre il limite previsto per il beneficio, il reddito di cittadinanza resta sospeso fino al massimo di 6 mesi, senza necessità, al termine del periodo di sospensione, di riavviare le pratiche per la concessione del beneficio. 

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