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Deficit di Ischia Ambiente, il processo slitta ancora

ISCHIA. Ancora un nulla di fatto nel processo che vede coinvolti due dirigenti della società partecipata Ischia Ambiente e quattro dirigenti comunali. Il trasferimento del dottor Rescigno, presidente del collegio c della Quarta sezione penale del Tribunale di Napoli, ha imposto il rinvio del processo al prossimo giugno, quando con una nuova composizione del collegio si dovrebbe dare il via alle deposizioni dei testimoni.  I sei imputati, Luciano Bazzoli, Silvano Arcamone, Ciro Cenatiempo, Gaetano Grasso, Antonio Bernasconi e Marco Raia, sono chiamati a difendersi dalle accuse di abuso d’ufficio e falso ideologico, nell’emissione di alcuni provvedimenti diretti secondo l’accusa a ripianare impropriamente il deficit della società. Gli episodi contestati risalgono agli anni 2010 e 2011. Tra tre mesi, dunque, si comincerà a dipanare la complicata matassa per la quale sono in ballo cifre importanti, nell’ordine di alcune centinaia di migliaia di euro, con la difesa chiamata a dimostrare che tali somme non erano state liquidate in modo illegittimo, bensì a titolo di spettanze per i servizi che erano stati effettivamente realizzati, nell’ambito del rapporto tra il Comune di via Iasolino e la società partecipata, di cui l’ente detiene la totalità delle quote. In sostanza, secondo i difensori, non è esistito alcun illegittimo vantaggio per la società, né alcun detrimento per il Comune, affermazione che si basa sul rapporto tra le due entità, il cui scopo primario è la gestione dei rifiuti e dei servizi cimiteriali, oltre che dei compiti manutentivi di giardini e strade. Il dibattimento sarà dunque estremamente tecnico, come accade ogni volta che si discute di presunti reati contro la pubblica amministrazione, con l’accusa convinta del fatto che le operazioni contestate fossero un paravento per “sistemare” il bilancio secondo le normative vigenti, mentre la difesa cercherà di dimostrare la correttezza e regolarità dell’operato della partecipata.

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