POLITICAPRIMO PIANO

Del Deo e il futuro del waterfront: «Come La Croisette di Cannes»

In una lunga intervista a Il Golfo il sindaco di Forio parla dei lavori che stanno interessando l’area portuale del Comune del Torrione e di come la immagina quando le opere saranno terminate. Poi parla dei nuovi assessori, di parcheggi e lancia stoccate alla minoranza. Prima di bocciare, 30 anni dopo, Tangentopoli

L’ultimo risultato conseguito come presidente dell’ANCIM merita una sottolineatura. Si è riusciti a mettere insieme 35 distinte realtà insulari, e la storia anche legata al solo nostro territorio ci insegna che non è mai una cosa facile. Vuol dire che la linea tracciata è stata seguita e condivisa da tutti. Parliamo allora di questa sinergia e soprattutto degli effetti benefici che deriveranno dalla costituzione del nuovo soggetto.

«E’ vero, abbiamo reso possibile quella che apparentemente appariva come una “missione impossibile”, quella cioè di mettere d’accordo 35 municipalità. Eppure alle volte, per quanto possa apparire paradossale, è più facile unire in un progetto un numero così elevato di Comuni piuttosto che 2 o 3. E’ stata costituita, come è noto, la 73esima area interna, all’interno della quale sono state comprese tutte le isole minori».

Quali saranno i vantaggi?

«il primo, quello più significativo, è di essere equiparati alle aree interne ossia essere considerati zone con peculiarità e disagi diversi rispetto alla terraferma. E questi disagi li abbiamo più volte elencati: con l’istituzione dell’area 73 si arriva a un riconoscimento di tali criticità. E’ stato davvero un successo, ripeto, adesso dobbiamo soltanto approfittare di questo risultato e cavalcare l’onda, perché non potranno che venirne fuori benefici per le realtà insulari. Certo, bisognerà lavorare tanto e più di prima perché questo traguardo raggiunto apre ad una serie di possibilità che prima ci erano precluse».

«L’area portuale la vedo simile a Cannes, penso a un lungomare chiuso al traffico nella fascia oraria serale, così da far godere a residenti e turisti un’opera che ha trasformato questa zona di Forio. Dove si è creata un’economia forte e non è un caso che da ogni parte dell’isola si vogliono aprire locali o attività».

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C’è stata la nomina dei due assessori. Dal punto di vista geografico, in molti hanno parlato di operazione “Panzacentrica”. E’ un luogo comune o come definizione ci può stare?

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«Sono illazioni di un giornalismo poco serio, abbiamo sempre guardato a Forio come a un territorio unico e d’altro canto sarebbe davvero assurdo il contrario. Il fatto stesso che si cerchi di mettere bacchetta tra diverse frazioni del Comune di Forio, la dice lunga su un certo modo di fare informazione. E, magari, di dare vigore a una opposizione che non esiste e si limita a fare solo denunce alla Procura ed alla Corte dei Conti piuttosto che fare proposte nell’interesse del paese. Stiamo provando a uscire da una pandemia, davvero le priorità dovrebbero essere altre. Anche perché c’è da essere preoccupati, ad esempio, di quella che sarà l’imminente stagione turistica. In Italia, a mio avviso in maniera assolutamente ingiustificata, il Governo ha deciso di mantenere una serie di restrizioni diversamente da quanto fatto da altri paesi europei ed è chiaro che questo potrebbe portare diversi flussi a scegliere mete diverse dall’Italia per le loro vacanze».

Perché tante precauzioni, a tuo avviso?

«Credo sia chiaro, il governo è consapevole del fatto che abbiamo un sistema sanitario debole e con tante carenze, non all’altezza di un’emergenza del genere. La priorità deve essere quella di tornare a creare occupazione ed economia, soprattutto per i giovani».

«C’è carenza di parcheggi sul territorio e non a caso lavoriamo ad una serie di progetti per realizzare strutture interrate nel cuore del paese. Pensiamo ad aree anche periferiche da collegare al centro attraverso un servizio navetta. Con Barano e Serrara Fontana abbiamo realizzato un partnenariato per chiedere 15 milioni alla Città Metropolitana»

Tornando alle nomine dei nuovi assessori, c’è stata una dichiarazione rilasciata da Christian Castaldi al nostro giornale che ha fatto un po’ discutere, nella quale lo stesso lasciava intendere tra le righe che forse per Panza non era stato fatto tutto quanto si doveva, che le problematiche della zona non fossero state affrontare in maniera così incisiva. Che interpretazione dare alle parole del neo assessore?

«Parto da una premessa, e ribadisco una volta di più che qui non si è trattato di fare due assessori a Panza piuttosto che a Forio o a Monterone o allo Scentone, la prossima volta le cose potrebbero andare diversamente. Stiamo adottando quel principio di rotazione tra gli assessori che ha caratterizzato il nostro operato pure nel corso del mio primo mandato da sindaco, anche per dare modo a diverse figure che fanno parte della coalizione di poter vivere una significativa esperienza formativa. Queste rotazioni, tra l’altro, proseguiranno e lo voglio dire a chiare lettere. Tornando alle parole di Christian, ho chiesto spiegazioni: mi ha detto che era di corsa verso l’aliscafo quando fu raggiunto telefonicamente dal cronista ma non intendeva esternare quel concetto, non si sarebbe mai permesso di dire che non era stato fatto un buon lavoro a Panza. Tra l’altro posso asserire da sindaco che Annamaria Miragliuolo è stata sempre molto presente sul territorio e le iniziative e i lavori pubblici certo non sono mancati. Ma basta con la leggenda del consigliere o assessore che si interessa solo di una porzione del territorio, bisogna avere una visione d’insieme e con il sottoscritto è esattamente quello che si sta verificando».

Stiamo chiacchierando nei pressi dell’area portuale, e ci troviamo a pochi metri da una serie di lavori che sono in corso di svolgimento. Ma come immagina Francesco Del Deo il waterfront del domani?

«Io immagino un waterfront come La Croisette che sta a Cannes, penso a un lungomare temporaneamente chiuso al traffico nella fascia oraria serale. Questo consentirebbe sia ai cittadini dell’isola d’Ischia che ai turisti di poter godere di un’opera che ha letteralmente trasformato questa zona di Forio. Dove, mi piace ricordarlo, si è creata un’economia molto forte e non è un caso che da ogni parte dell’isola si vogliono aprire locali o attività in quel di Forio. Ci siamo affidati a professionisti qualificati per la realizzazione del progetto sul quale si è naturalmente molto discusso, ma questo tutto sommato fa parte del gioco. Quello che proprio non si riesce a digerire, sono le continue denunce della minoranza, che prosegue in una politica che danneggia cittadini e territorio. Guarda, stiamo portando a compimento un’opera che coloro chi mi hanno preceduto in 20 anni non sono nemmeno riusciti a mettere su carta e credo che questo sia un dato di fatto inoppugnabile. Ma sai qual è la cosa più paradossale?».

Quale?

«Che persone che in un recente passato hanno seduto tra i banchi della maggioranza avallando determinate scelte, sono coloro che più degli altri si permettono di contestare quanto si sta facendo a Forio. Un atteggiamento incoerente che a mio avviso porterà molti di loro a non sedere più tra i banchi del consiglio comunale, non credo sia difficile ipotizzare che alle prossime elezioni spariranno completamente».

«Ci sono persone che in un recente passato hanno seduto tra i banchi della maggioranza avallando determinate scelte, che oggi contestano quanto si sta facendo a Forio. Un atteggiamento che porterà molti a non sedere più in consiglio comunale, credo che alle prossime elezioni spariranno completamente»

E’ giusto dire che a Forio, più che nel resto dell’isola, se esiste un grosso problema è quello legato alla carenza di parcheggi?

«Questa è una innegabile carenza, frutto anche del fatto che una politica dei parcheggi non è mai stata fatta nel corso degli anni se non dei decenni. Proprio in questi giorni, come amministrazione comunale, candideremo a finanziamento un il parcheggio interrato posto sul lungomare (mi riferisco all’area ubicata all’ingresso di Forio, dove insiste la fioriera spartitraffico). Analoga iniziativa adotteremo per un altro parcheggio da realizzarsi sotto al Soccorso, cercando di creare poi aree nelle zone periferiche da collegare con delle navette anche allo scopo di alleggerire tutto il traffico che poi si riversa in centro. Siamo al lavoro e stiamo studiando varie possibilità e soluzioni. La verità è che il numero di immatricolazioni di autovetture sull’isola è cresciuto in modo esponenziale, a mio avviso questo fenomeno ha subito una brusca accelerazione anche nel momento storico in cui l’Eav Bus ha cominciato a non funzionare più come accadeva in passato. Già non riusciamo a gestire il traffico nel periodo di bassa stagione, figuriamoci poi in quello estivo dove davvero alle volte per percorrere il tratto di strada che va da Ischia a Forio si rischia di impiegare anche un’ora. Ma su questa problematica occorre un’azione sinergica tra tutti i sindaci, non a caso con Barano e Serrara Fontana abbiamo fatto un partenariato per candidare alla Città Metropolitana la realizzazione di tre parcheggi per un importo complessivo di 15 milioni di euro. Ma sono consapevole del fatto che serve ben altro e non a caso stiamo pensando a un’opera su due piani anche nell’area dove insiste il mercato e un’altra nella zona di San Vito».

«Tangentopoli? Bastava punire i pochi responsabili, invece per ammazzare il topo abbiamo affondato la nave. Non è un caso che il debito pubblico del nostro paese si è addirittura triplicato da quando è finita la Prima Repubblica. E allora mi chiedo: è sempre colpa di quelli che c’erano prima? Ovviamente no, dai professori siamo passati ai portaborse»

Sono passati trent’anni da Tangentopoli, che causò la fine della Prima Repubblica e la nascita della Seconda. Oggi in molti sostengono che in questo passaggio l’Italia ci abbia rimesso piuttosto che guadagnato. Una considerazione che ti trova d’accordo e perché?

Forio, Italy – August 16, 2015: Full Parking lot near the port of Forio, Ischia

«L’Italia ci ha rimesso e spiego il perché. Prima c’erano i professori, una volta decapitati loro sono arrivati i portaborse con tutto quello che ne è conseguito. Mani Pulite cancellò letteralmente una classe politica e dirigente, alla fine poi tantissime di quelle persone sono state assolte per non aver commesso il fatto e parlo di una percentuale altissima. Allora la verità è che per punire una minoranza (con alcuni partiti, come quello comunista, che non fu nemmeno sfiorato…) si sparò nel mucchio. Si è parlato di “tesoretti” accumulati dai politici e ancora oggi potrei citarteli uno ad uno, ma in realtà di trattava di sistemi che servivano a mantenere i partiti. Certo, il sistema era sbagliato perché tutto avrebbe dovuto essere gestito in modo trasparente, ma le finalità erano nella stragrande maggioranza dei casi chiare e indubitabili. Oggi tra l’altro, se mi è consentito fare questo passaggio, quella situazione è peggiorata e si è incancrenita rispetto ad allora. Guarda, il vero “tesoro” all’epoca era il potere che ogni politico deteneva ed esercitava e noi ancora stiamo pagando quel disastro. Bastava punire i pochi responsabili, invece per ammazzare il topo abbiamo affondato la nave. Non è un caso che il debito pubblico del nostro paese si è addirittura triplicato da quando è finita la Prima Repubblica. E allora mi chiedo: è sempre colpa di quelli che c’erano prima?».

E la risposta?

«E’ ovviamente no, le responsabilità vanno ricercate tra coloro che successivamente hanno governato il nostro paese. La verità è che da quelle macerie non si è più creata una classe politica, i partiti non esistono più, le ideologie pure. Una volta in tv apparivano i big e le seconde linee e il cittadino li riconosceva immediatamente e senza esitazione. Oggi compaiono personaggi sconosciuti, se non esce il nome e lo pseudo partito al quale appartengono nemmeno riusciamo a capire di chi si tratta. Ecco come si è ridotto il nostro paese, e preferisco non allargarmi nel discorso altrimenti potremmo scrivere una Treccani su quella pagina di storia».

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