POLITICA

Del Deo prepara lo sbarco a Ischia

Incontro in un albergo del centro tra una rappresentanza del mondo imprenditoriale e associazionistico e alcuni esponenti del centro destra ischitano col sindaco di Forio accompagnato dal vice Mario Savio. Tante le incognite, tra cui le dimissioni che dovrebbe rassegnare il “Papa” a Forio. Eppure c’è chi scommette che non sia una semplice suggestione

Partiamo da un presupposto, che è premessa fondamentale. Noi siamo e restiamo convinti (e magari a stretto giro chiederemo lumi all’interessato) e che una roba del genere nella migliore delle ipotesi possa rappresentare poco più di una suggestione estiva, e pure abbiamo usato un eufemismo. Ma un cronista, nel raccontare i fatti, non deve mai affidarsi all’intuito o a quelle che possono essere considerazioni e sensazioni personali, ma raccontare i fatti per come sono accaduti. E la sintesi di quello che stiamo per spiegare sotto certi aspetti può apparire pura fantapolitica. L’attuale sindaco di Forio (e presidente dell’ANCIM, l’associazione che riunisce le isole minori italiane) Francesco Del Deo starebbe pensando di provare lo “sbarco” ad Ischia nel 2022, quando sono in programma le elezioni amministrative per il rinnovo del consiglio comunale e l’elezione del sindaco. Prima di soffermarci su tutti quelli che possono essere i paletti e le valutazioni del caso, andiamo dritti al punto. Nei giorni immediatamente precedenti al Ferragosto, in un albergo non lontano dal centro di Ischia, c’è stato uno “strano” incontro, ovviamente organizzato a pianificato a tavolino e nient’affatto casuale. Tra i presenti alcuni imprenditori ischitani e rappresentanti della società civile, alcuni esponenti di area centro-destra e soprattutto, udite udite, il sindaco foriano Francesco Del Deo accompagnato dal suo vice Mario Savio.

L’incontro, stando alle poche indiscrezioni trapelate, sarebbe durato almeno un paio d’ore e l’oggetto della discussione è stato rappresentato quasi esclusivamente dall’appuntamento con le urne in programma a Ischia nel 2022. E quello che è più strano è che Del Deo, a fronte di un progetto condiviso e quantomeno non perdente in partenza, non disdegnerebbe di provare a fare il salto della quaglia da Forio a Ischia, fatto che non vanta precedenti nella storia di casa nostra. Magari difficile non da ipotizzare, ma quanto meno da credere. Il “Papa” foriano, infatti, per poter tentare la scalata alla poltrona più ambita del palazzo municipale di via Iasolino, dovrebbe necessariamente dimettersi da sindaco di Forio, e personalmente una cosa del genere non riusciamo proprio a immaginarcela. Anche se all’interno della maggioranza non mancano coloro – e il vice Mario Savio sarebbe tra questi – che ritengono l’attuale amministrazione talmente granitica e radicata nel paese che potrebbe tranquillamente rivincere le elezioni dopo l’inevitabile parentesi col commissario prefettizio.

Ma chi dovrebbe sostenere Del Deo e soprattutto chi c’è dietro un’operazione del genere, atteso che al primo cittadino del Comune del Torrione crediamo (e non pensiamo di sbagliarci) che in autonomia difficilmente sarebbe venuta un’idea del gtenere? Verrebbe da pensare, ma le nostre non possono che essere supposizioni, che dopo l’ennesimo allargamento della maggioranza nella ampia squadra di governo che assiste il sindaco Enzo Ferrandino possa esserci qualche malcontento. Che però, per forza di cose, non emerge in superficie anche perché come ripetuto fino alla noia allo stato dell’arte mancano uomini e progetto per riuscire a costruire un’alternativa quanto meno credibile. E allora qualcuno potrebbe aver pensato a Del Deo per smuovere un po’ le acque e provare a monetizzare al massimo – a un anno dalle elezioni – la propria fedeltà alla causa. A meno che non si voglia interpretare la mira espansionistica del buon Francesco rispondente a quel progetto che lo vede da tempo impegnato insieme al suo “fido” Giacomo Pascale in quell’operazione espansionistica al di là dell’asse Forio-Lacco Ameno, che fin qui per la verità non ha sortito alcun risultato. Con i due sindaci, peraltro, lontani anni luce dal senatoe Domenico De Siano e per questo motivo – quasi per conseguenza – vicini all’europarlamentare del Pd Giosi Ferrandino. Il quale a sua volta, al di là delle dichiarazioni di circostanza, non ha mai digerito il fatto di essere stato messo all’angolo prima e completamente escluso dalla maggioranza poi dal suo omonimo, che pure aveva contribuito a far candidare prima ed eleggere sindaco poi. Ma al netto di tutto quanto esposto, non ci vorrà molto a capire se il sasso lanciato nello stagno rappresenta una “fiammella” destinata a spegnersi subito o se la campagna elettorale ischitana si appresta a partire nella maniera più clamorosa. Anche perché la domanda che ci si pone è davvero un’altra: siamo certi che in municipio si navighi tutta nella stessa direzione? Forse potrebbe bastare poco a rendersene conto. Forse, appunto.

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