POLITICAPRIMO PIANO

Delitto e castigo

L’ingresso di Di Vaia nella giunta di Ischia chiude il cerchio: ecco perché la scelta di Enzo Ferrandino (ampiamente annunciata da mesi) è caduta sull’ex vicesindaco. Non solo valutazioni di opportunità ma anche perseguire la linea di continuare a “punire” chi in campagna elettorale non aveva rispettato gli ordini di scuderia

Adesso, piaccia o meno, i giochi sono definitivamente fatti. E, tra il prima e il dopo, come da consolidato copione c’è chi ride e chi invece mastica amaro. A Ischia il sindaco Enzo Ferrandino ha finalmente chiuso l’equivoco legato al tassello mancante in giunta colmandolo con l’ultima nomina. Nessun colpo di scena, tutt’altro: il designato è stato l’ex vicesindaco Luigi Di Vaia che in odore di assessorato c’era praticamente dall’indomani delle elezioni amministrative dello scorso primavera. C’è voluto quasi il tempo di una gestazione, ma l’epilogo era quello più scontato. Che però, attenzione, non significa assolutamente più logico.

Ma quali saranno adesso le ripercussioni e gli stati d’animo? Sfuma definitivamente il sogno – in primis dei Bambeniello’s ai quali pure a settembre era stato promesso un posto al sole, cioè un ingresso in giunta. Ma da fine estate ne è passata di acqua sotto i ponti e alla fine Enzo ha fatto prevalere il senso di non abbuonare lo “sgarro” a suo avviso compiuto dalla squadra di Nuova Isolaverde. L’ordine di scuderia era perentorio, Ciro Ferrandino doveva entrare in consiglio senza se e senza ma. Evidentemente il fatto che Mariarosaria Pinto – spinta in maniera fortissima anche dal marito Peppe Silvitelli – se la sia giocata fino all’ultimo rischiando di lasciare il commercialista fuori dai giochi, è un qualcosa che non è stato digerito dal sindaco che alla fine ha presentato il conto. D’altronde la linea del Ferrandino è chiara, non premiare chi non rispetta le disposizioni calate dall’alto. Non è un caso che fuori dalla spartizione siano rimasti anche i Balestrieri, colpevoli del reato di lesa maestà ossia essersi accalappiati i voti dell’ex presidente del civico consesso Ottorino Mattera. Tra l’altro all’interno della lista c’è anche una evidente spaccatura col duo composto da Giustina Mattera e Amedeo Brandi, che adesso reclamano con una certa insistenza quello che ritengono gli spetti di diritto. Ma una cosa è certa, rispetto agli Sciupatiello’s Antonio Mazzella incasserà qualcosa. Non sappiamo ancora cosa, ma andrà così, statene pur certi.

Intanto il gruppo sciarappino incassa il secondo assessore in quota azzurra (evento più unico che raro nella storia recente del Comune di Ischia) e molti sostengono che questa é l’unica promessa post elettorale che il Sindaco avrebbe rispettato. Ma in fondo – sostengono i bene informati o i maligni (fate un po’ voi) il vero motivo per cui Enzo ha scelto Gigi Di Vaia, con deleghe sembrerebbe al turismo e agli spettacoli, non sarebbe altro che il frutto del ragionamento del primo cittadino di volere in Consiglio la sua amica di cene Carolina Monti, ritenendo il Di Vaia  meno affidabile dopo l’abbandono della lista enziana. Insomma, nonostante una maggioranza così bulgara che più bulgara non si può meglio prevenire che curare. A proposito, chapeau a Massimo Trofa, Paolo Ferrandino e Gianni Elia che riescono nell’impresa ardua (stile Mission Impossible alla Tom Cruise) di far rientrare Franco Fermo nella sede comunale di via Iasolino e ciò li rende abbastanza soddisfatti tali da renderli praticamente disinteressati alla partita che si giocava nell’ultimazione della composizione dello scacchiere giunta. A proposito di “punizioni”, anche Massimo Trofa e Carmen Criscuolo pagano l’ordine di arrivo non conforme ai dettami del primo cittadino con Feliciana Di Meglio che, nonostante l’aiuto non é riuscita a piazzarsi terza. In quel caso la Criscuolo secondo voci di corridoio sarebbe stata costretta a dimettersi per fare spazio in consiglio alla commercialista baranese. 

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Luigi Boccanfuso

La grande fortuna di enzo ferrandino è stata quella di ritrovarsi intorno un folto numero di “politicanti” ostaggi dell’incubo del bisogno personale e/o dei loro familiari.
In altra epoca avrebbe “visto i sorci verdi”.
Per questo motivo è opinione diffusa degli osservatori attenti che “fa il gallo ncoppa’ a’ munnezza” !!
Piuttosto spiegasse ai cittadini perché non sono mai iniziati i lavori alla Riva Destra e perché questa strada di grande importanza turistica versa sempre di più nel degrado totale.
Eppure basterebbe prendere esempio e scopiazzare la riqualificazione del lungomare di Forio…

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