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Demolizioni a Barano, l’ira dell’opposizione: «Ungaro spieghi il criterio adottato»

dalla Redazione

BARANO. Eccola, l’opposizione. Che riscopre, con Aniello Di Meglio, un certo spirito combattivo su un tema cardine del confronto politico: l’abusivismo edilizio e le ordinanze di demolizione. Come riportato in esclusiva nell’edizione di lunedì, a Barano ballano quasi 300 tra RESA e inottemperanza dell’ordinanza di demolizione. Entro la fine del mese, la Procura pretende che tutti i fascicoli siano chiusi. Tradotto in altre parole, si va incontro all’ennesimo autunno di passione, fatto di demolizioni e tensioni sociali. A Barano però stanno cercando un’altra strada: acquisire gli immobili destinati alla demolizione a patrimonio comunale. Un escamotage per salvare il salvabile. «Ma con quale criterio si sta procedendo?» si domanda il capogruppo d’opposizione.

A gestire le procedure, infatti, c’è l’ingegnere Ungaro, Responsabile dell’UTC «scelto personalmente da sindaco Paolino Buono – spiega Di Meglio – che ne ha curato il colloquio orale in soli pochissimi minuti». Ed è lui ad essere diventato il bersaglio, probabilmente suo malgrado, delle attenzioni dell’opposizione baranese. «Sono stati identificati i primi casi di costruzione da acquisire al patrimonio pubblico senza alcun tipo di criterio e metodologia apparente – attacca Di Meglio – quasi che il comune volesse dare una lezione agli abusivisti ed un segnale a chi continua a costruire».

Ma c’è di più, e Aniello Di Meglio lo spiega. Perché la sua non è semplice polemica politica, ma denuncia documentata con richiami alle stesse leggi cui l’amministrazione guidata da Paolino Buono si sta appigliando per acquisire gli immobili a patrimonio comunale. «La legge stabilisce che l’acquisizione dell’immobile, del suolo di sedime e della superficie circostante – spiega il consigliere comunale – non può essere superiore a dieci la complessiva superficie utile abusivamente costruita. Si sostiene, pure, che l’acquisizione sarebbe un atto dovuto derivante dalle ordinanze di demolizione emesse ai sensi dell’art. 31 del Testo Unico per l’Edilizia n. 380/2001 da parte dell’ing. Mimmo Baldino. Noi invece siamo convinti che l’Amministrazione può acquisire solo le costruzioni totalmente abusive, per giunta lasciandovi all’interno coloro che le occupano quale residenza stabile. Proprio in tal senso, disposizioni Regionali prevedono che il Comune si adoperi per la redazione e l’approvazione di apposito regolamento, con i criteri, le metodologie, e le priorità con cui procedere. L’Amministrazione è sicura che siano stati adottati i giusti provvedimenti amministrativi o scopriremo amare sorprese?».

Tra l’altro, ricorda Aniello Di Meglio, la soluzione adottata dall’amministrazione di Paolino Buono è per certi versi simile a quella proposta dall’allora capogruppo di minoranza Maria Grazia Di Scala: «Aveva proposto di

adottare tale soluzione, la stessa però fu dalla Maggioranza del Sindaco Paolino Buono, respinta in quanto temeva di essere coinvolta in un processo penale; processo che è nato lo stesso e che si terrà il 28 settembre innanzi alla Quarta Sezione Penale e che ha subito rinvio perché il Comandante dei Vigili aveva rifiutato di effettuare la notifica del decreto di citazione allo stesso Comune. Le Amministrazioni devono assumersi le proprie responsabilità, ed in particolare quella del Comune di Barano d’Ischia, ove la casa è da sempre strumento di ritorsione per il voto elettorale; il Comune di Barano versa in uno stato di immobilismo totale, i negozi chiudono, non esistono forme di incentivo per i giovani; chi esegue i lavori pubblici sono sempre le stesse ditte “legate” all’Amministrazione, aggiudicatrici con il metodo dell’affido diretto e non di bando pubblico».

 

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