Statistiche
POLITICA

Di Maio: «Con le licenze edilizie in sanatoria Forio esce da un limbo»

L’assessore foriano si sofferma sull’attività svolta sui condoni, e tanto altro, in questa intervista rilasciata al nostro giornale

A un anno dall’inizio della nuova avventura amministrativa abbiamo chiesto all’avvocato Giuseppe Di Maio di comporre una fotografia di progetti, considerazioni e buoni propositi per il Comune di Forio.

Il vento sta cambiando anche a Forio e iniziano ad arrivare le licenze edilizie in sanatoria. Un risultato atteso da anni, anzi, da decenni. Come si è arrivati a questo obiettivo e cosa significa per il cittadino foriano avere questo strumento?

«Si tratta di un percorso che abbiamo intrapreso già a partire dalla scorsa amministrazione. Quando ero delegato all’edilizia privata nel 2016 abbiamo votato la delibera di consiglio sulla quale abbiamo poi previsto, sulla scorta delle leggi vigenti, di poter rilasciare le licenze in forma semplificata stabilendo così quali documenti dovessero presentare i cittadini. Da quel momento si è messa in moto una macchina che ha funzionato. Certo l’iter rimane complesso, però finalmente il cittadino può uscire da un limbo durato decenni.

Il proprietario che magari per trent’anni aveva costruito un abuso e presentato poi istanza di condono, avendone i requisiti, ha visto finalmente ottenuto la licenza edilizia in sanatoria che gli consente di dare un valore compiuto all’immobile e una legittimazione urbanistica completa. Si tratta di uno spiraglio dopo tante difficoltà. Ora i cittadini possono, ad esempio, contrarre un mutuo, avendo un titolo edilizio legittimo. Ma non solo, anche le casse del comune ne hanno giovato, con le pratiche di condono abbiamo incassato gli oneri di urbanizzazione che influiscono positivamente sulle per almeno 500 mila euro».

Nel frattempo è stato approvato anche il Piano Urbanistico Comunale, uno strumento imprescindibile per lo sviluppo del territorio, partorito non senza discussioni e dibattiti. Quali sono i benefici per i cittadini?

Ads

«Il PUC restituisce una fotografia squisitamente paesaggistico-urbanistico del territorio, cercando di aggiornare le caratteristiche e la destinazione che caratterizzano ogni fazzoletto di terra del territorio. I tecnici analizzano zona per zona, analizzando le nuove caratteristiche che si sono modificate non poco negli ultimi anni. Con questo strumento avremo maggiore agilità per individuare le porzioni di territorio da poter utilizzare ad esempio come parcheggio, annoso problema di ampie zone come San Francesco, Citara o Panza, dove abbiamo agito da poco per  rinnovate aree di sosta alla cittadinanza. Ma non solo, abbiamo anche individuato le zone della costa particolarmente soggette a erosione, in modo da facilitare la possibilità di attingere a finanziamenti. Stesso discorso per per le aree agricole di comprovata importanza storica. Realizzando la mappa delle aree a propensione agricola centenaria abbiamo fornito uno strumento in più agli agricoltori che intendono attingere ai finanziamenti dedicati. Naturalmente il PUC non prevede aree per la realizzazione di nuovi edifici».

Ads

Che cosa ha rappresentato per Forio e i cittadini la rivalutazione del Molo Borbonico?

«Si tratta di una delle opere di cui personalmente vado più fiero, non solo per il nuovo aspetto estetico donato all’area del porto, ma anche per le notevoli occasioni di sviluppo turistico che è insito in quest’area rinnovata. Con il passare degli anni la zona sta diventando un punto di riferimento per il turismo del divertimento. Il porto aveva la sua storia, ma era in pessime condizioni, inutile negarlo. Ora è diventato un polo attrattivo non solo per passeggiare, un luogo romantico, ma anche un polo del divertimento, capitale del divertimento giovane nel cuore dell’estate».

In un periodo in cui l’isola sembra depressa Forio si riscopre epicentro del divertimento e dell’intrattenimento. Nelle ore serali e notturne sembra di essere proiettati su un altro pianeta rispetto al resto dell’isola. Come si è arrivati a questo risultato?

«Quest’amministrazione ha profondamente creduto nella rivalutazione delle strutture nevralgiche. Crediamo siano fondamentali per un’isola turistica che ha al centro di tutto il mare e le strutture collegate al mare. Lo sviluppo del porto, come a Procida, Capri o Porto Cervo ha fatto da volano e incentivo, tramutando una zona morta in una zona attraente per gli imprenditori, soprattutto per quelli che hanno visto lungo e investito nei tempi giusto».

Cosa può significare il waterfront per il paese, in prospettiva futura?

«SI tratta di un progetto esecutivo già realizzato. Dalla zona antistante il bar La Lucciola fino al molo creerà una zona godibile, chiusa al traffico, un provvedimento che farà da attrattore per il turismo giovanile. Il porto sarà un punto di accoglienza per le imbarcazioni, per una passeggiata in riva al mare, che abbiamo la fortuna di avere nelle vicinanze del centro storico. Siamo in fase già avanzata. Abbiamo già realizzato il bando di progetto esecutivo, stanziato i fondi comunali e altri fondi per il primo il primo lotto che comprende il primo tratto. Sono fiducioso, credo che il progetto possa concretizzarsi prima della prossima stagione».

L’amministrazione ha spento la sua prima candelina. Quali sono i risultati raggiunti e qualche cruccio, qualcosa che invece manca all’appello.

«In questo secondo mandato ho ritrovato in consiglio molti amici della vecchia amministrazione che sono stati premiati dalla cittadinanza, un segno evidente del buon lavoro svolto nel quinquennio precedente. Certo molte opere intraprese non hanno ancora visto la luce, ma è solo questione di tempo, come a Monterone dove il secondo lotto del parcheggio consentirà a breve di donare una nuova aria e un respiro diverso all’area popolare di Forio. C?è ancora tanto lavoro da fare, come la rivalutazione delle aree pedemontane e tanto dobbiamo ancora svolgere per irreggimentare le acque piovane.  Ma il vero problema, dove dobbiamo migliorare, è sulla comunicazione per raccontare al meglio ciò che abbiamo fatto. Allo stesso tempo dobbiamo essere più vigili e attenti sulle piccole esigenze quotidiane, dal verde al decoro urbano. Ma chiunque arriva a Forio dal lungomare ha notato le aiuole che abbiamo realizzato, segno che l’amministrazione tiene tanto a dare un aspetto sempre più affascinante al nostro territorio».

Si parla tanto di low cost, traffico e tanti problemi mai risolti. Voglio chiudere con una domanda complessa: secondo te turisticamente l’isola ha un futuro o è destinata a conoscere una fase di lento ma inarrestabile declino?

«Innegabile che sia un problema con il quale mi trovo a confrontarmi spesso, con associazioni di categoria. I motivi li conosciamo tutti. Le grosse strutture hanno necessità di grandi numeri e hanno abbassato i prezzi.. La via di uscita è semplice:’puntare sulla qualità e sulla destagionalizzazione. Con eventi di grande richiamo, anche sportivi per far conoscere l’isola al di là della sua grande e innata bellezza, ma anche per eventi di grande pregio, come quelli legati allo sport».

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Back to top button
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex