POLITICAPRIMO PIANO

Di Vaia: «I numeri? In politica ci sono anche le competenze»

Parla il neo assessore di Ischia, la cui nomina ha completato la giunta fin qui rimasta monca. A Il Golfo una serie di considerazioni del geometra, che spiega perché la sua investitura non produrrà scossoni nella maggioranza. E, soprattutto, cosa può aver determinato una scelta che non mancherà di far discutere…

Alla fine l’attesa ed annunciata investitura ad assessore è arrivata? Possiamo dire che è andato tutto secondo copione?

«Io non so se esisteva un copione già scritto ma ho avuto modo in questi mesi di confrontarmi pressoché quotidianamente con il sindaco, il mio gruppo politico di riferimento e i colleghi tutta della maggioranza e sicuramente questa nomina era nell’aria. Per cui adesso non mi resta che ringraziare Enzo Ferrandino, l’intera lista che mi ha visto candidato alle ultime elezioni amministrative e tutti coloro che hanno riposto stima e fiducia nei miei confronti. Che mi auguro di poter ricambiare nel migliore dei modi…».

Perché la decisione di Enzo Ferrandino è arrivata con qualche mese di ritardo rispetto all’annunciata scadenza post estate e dunque settembre dello scorso anno?

«Guarda, in tutta onestà non mi soffermerei tanto sui tempi perché in politica, come è noto, spesso le dinamiche non sono certe e seguono la medesima logica. Anche perché nel caso di specie sono intervenuti una serie di fattori esterni che hanno fatto slittare tempi che magari avrebbero potuto essere più celeri, non ultimo la tragedia dell’alluvione di Casamicciola. Tra l’altro va osservato che chi guida un’amministrazione ha costantemente il compito di dover far quadrare il cerchio quando c’è da assumere delle decisioni importanti quale può essere la nomina di un assessore tra l’altro con deleghe significative come ad esempio il turismo. Che tra l’altro in questo “giro” riveste un peso e significato ancora maggiore perché ci troviamo a un punto di svolta che coincide con decisioni importanti che l’amministrazione sta adottando proprio in materia di turismo: al riguardo, la collaborazione con il dott. Ejarque è la prova più tangibile. E comunque, al tirar delle somme, era anche plausibile che occorresse tempo prima di prendere una decisione del genere».

Turismo, grandi eventi gemellaggi: si va nel solco della continuità anche per quanto riguarda le deleghe conferite?

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«Non è una sorpresa, questo è indubbio, però mi piace pensare che la conferma di determinati incarichi vada interpretata anche come un giudizio positivo su quanto sono riuscito a fare fino a questo momento. E’ chiaro che tutto ciò mi carica di ulteriori responsabilità, ma questo non mi spaventa al pari del lavoro che mi attende. Ribadisco, il momento storico è particolare e gli incarichi conferitimi comportano grosse responsabilità che spesso vengono sottovalutate dai non addetti ai lavori. Si è sovente portati a credere che organizzare eventi, ad esempio, non sia un’attività complessa ma la gestione di certe risorse deve continuare ad essere oculata e gestita nel miglior modo possibile per ottenere buoni risultati, considerando anche le difficoltà di cassa con cui il Comune d’Ischia – al pari di un numero sempre maggiore di enti locali – è costretto a fare i conti».

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Due assessorati alla lista sciarappina di cui fai parte, di sicuro un premio rispetto alle altre liste che hanno sostenuto la candidatura bis a sindaco di Enzo Ferrandino. Se dovessi fare un’analisi di questo riconoscimento, quale chiave di lettura daresti?

«Innanzitutto, come spiegavo poc’anzi, il sindaco e buona parte dell’amministrazione comunale hanno inteso proseguire nel solco della continuità, soprattutto per quanto attiene la gestione di determinate deleghe importanti e strategiche. Per quanto mi riguarda, credo sia stato tenuto in debita considerazione il fatto che ho sempre dimostrato la massima disponibilità a profondere il mio impegno al servizio della squadra di governo e del paese assolvendo ai compiti assegnati. Ciò non toglie che è mia ferma intenzione gestire l’assessorato nella maniera più aperta possibile al contributo di tutti i componenti della maggioranza: mi piace pensare a un modus operandi che possa rappresentare la sintesi della fattiva collaborazione e interazione con i colleghi».

La domanda può apparire imbarazzante ma devo fartela. Nell’ottica degli equilibri interni di una coalizione, come si fa a spiegare a Mazzella e i Balestrieri che una lista ha portato a casa due assessori, anche l’ultima arrivata ne vanta uno mentre loro sono rimasti all’asciutto?

«Beh qui potremmo partire da un concetto fondamentale: se tu concentri il ragionamento limitando in questa fase le valutazioni al fatto che il quinto assessore faccia capo a una lista che già aveva un suo rappresentante in giunta, allora capisco che diventa difficile rispondere alla domanda. Nell’ottica però della distribuzione dei vari carichi di lavoro in seno all’esecutivo, facendo una riflessione più approfondita e scorrendo i nomi, si capisce chiaramente che il sindaco ha tenuto conto sì dei numeri ma anche delle specifiche competenze relative alle specifiche deleghe. Attenzione, questo non vuol dire che le scelte abbiano comportato la mortificazione di altri soggetti politici. C’è e ci sarà spazio per tutti, la partecipazione alla gestione della cosa pubblica non era preclusa a nessuno».

Quanto credi che questa tua nomina possa avere riflessi negativi sugli stati d’animo e sull’umore della coalizione e come farà a questo punto il sindaco ad accontentare chi oggettivamente ha raccolto poco o nulla?

«Non credo che ci saranno grosse ripercussioni, perché nell’ambito dell’intera compagine amministrativa c’è piena sintonia su tutti i temi. Stamattina (ieri per chi legge, ndr) ho incontrato Giorgio Balestrieri che mi ha fatto i complimenti, si è detto contento della mia nomina e ha subito iniziato un discorso di collaborazione rispetto a quanto c’è da fare anche nell’immediato futuro. Come gli altri saranno coinvolti? La risposta arriverà nei prossimi giorni ma ruoli e spazi sono tali da garantire a tutti massima dignità. In politica i momenti che si vivono a volte sono positivi a volte meno e questo vale per ciascuno di noi. Ma sono certo che nell’ottica di spirito di squadra ognuno di noi sarà gratificato».

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