CRONACAPRIMO PIANO

Dieci mesi in stand by, il paradosso (previsto) di Lacco Ameno

Da un anno la vita politica e amministrativa del paese del Fungo deve fare i conti col calendario delle udienze giudiziarie: elezioni e porto turistico ancora in bilico dopo la raffica di ricorsi dell’opposizione e del concessionario

Un altro mese di incertezza. A Lacco Ameno l’azione amministrativa deve fare i conti non soltanto col calendario solare, ma anche e soprattutto con quello giudiziario. Il Consiglio di Stato ha fissato al 6 luglio l’udienza per discutere i ricorsi contro l’esito del primo turno elettorale del settembre 2020. E sarà quindi quella la data, imprevisti permettendo, che potrebbe segnare un nuovo inizio, l’ennesimo, per il paese del Fungo. L’opposizione guidata dal senatore Domenico De Siano, dopo l’inatteso rovescio (oppure, per il momento, la non-vittoria) alle elezioni finite al ballottaggio, ha tentato l’unica via per evitare la marginalizzazione, quella appunto dei ricorsi giudiziari, che hanno prevedibilmente intralciato e rallentato l’avvio della seconda amministrazione guidata da Giacomo Pascale. Dal suo punto di vista, anzi, l’opposizione ha ottenuto forse il massimo risultato possibile: a luglio saranno trascorsi dieci mesi dalle elezioni, eppure il risultato definitivo è ancora in bilico, nelle mani, anzi nelle carte del Consiglio di Stato, chiamato dopo il Tar a dover interpretare scarabocchi, errori grammaticali e ortografici, segnature, sigle maldestre, copiature da carta carbone, sulle schede contestate per mettere una volta per tutte la parola fine a questa vicenda che si gioca sul filo del singolo voto.

Foto Roberto Savio
Foto Roberto Savio

Innegabile che l’agire della compagine di maggioranza abbia risentito di questo viavai tra aule di tribunale e prefettura: così, mentre l’opposizione può arrivare in piena estate a continuare a sperare nel ribaltone, l’amministrazione sente crescere quella sindrome da accerchiamento, non del tutto ingiustificata, favorita dalla facile narrazione veicolata dalla minoranza che vuole Lacco Ameno vittima di un esecutivo spesso paralizzato. E se essere all’opposizione è tutto sommato facile, nonostante il rischio dell’irrilevanza, stavolta il senatore De Siano e i suoi consiglieri possono raddoppiare la portata dei “siluri” lanciati contro il vascello guidato da Pascale, proprio perché l’incertezza giudiziaria conferisce inedito vigore agli attacchi rivolti all’amministrazione.

Almeno fino a luglio durerà l’incertezza sull’esito elettorale, mentre a fine giugno il Tar dovrebbe pronunciarsi sulla scadenza della concessione del porto turistico al privato

In realtà la compagine guidata dal sindaco non è stata a guardare, anzi: ha immediatamente messo mano a quello che è un punto-cardine del programma elettorale presentato ai cittadini, vale a dire il ritorno del porto turistico alla gestione pubblica, dopo anni di concessione privata che però alle casse dell’ente non hanno portato quasi nulla. Tuttavia anche su questo secondo fronte si è ripetuto in maniera quasi speculare il contesto “giudiziario” già visto in materia elettorale, anzi, in questo caso la società concessionaria Marina del Capitello ha cominciato con largo anticipo la campagna volta a opporsi in ogni modo alla restituzione del porto al Comune: impossibile in questa sede riassumere anche solo superficialmente le molteplici vertenze giudiziarie (e non solo, visto che c’è anche un arbitrato in corso, nonostante l’avviso contrario del tribunale ordinario) che gravano sul molo turistico. Fatto sta che la concessione è scaduta da alcuni giorni, ma grazie all’ennesimo ricorso il Tar ha congelato tutto fino alla fine del mese: anzi, la società pretende una proroga almeno trimestrale della concessione per rifarsi di presunti danni dovuti al fatto di non aver potuto godere e sfruttare il 100% degli specchi acquei, società che è guidata dall’imprenditore Giuseppe Perrella, da tantissimi ritenuto più che vicino al senatore De Siano: di conseguenza l’opposizione sostiene e appoggia attivamente il privato nelle sue rivendicazioni. E così si replica il medesimo “duello” già in atto a livello politico-amministrativo.

Intanto tra le file dell’amministrazione serpeggia la sindrome da accerchiamento, nell’impossibilità di rispondere agli attacchi dell’opposizione vista la spada di Damocle del Consiglio di Stato

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Municipio e porto turistico assumono così i connotati simbolici del potere politico e del potere economico. Il parlamentare di Forza Italia, coordinatore regionale del partito, cerca quindi di non perdere terreno su entrambi i fronti, dove per oltre venti anni è riuscito a dettare i tempi e modi della vita politica, amministrativa e imprenditoriale di Lacco Ameno. Ecco perché nelle aule di tribunale la “partita doppia” in corso ha una valenza che va ben oltre il dato meramente giudiziario. Pascale invece deve combattere con l’umore delle sue “truppe” che si sentono assediate, ma che non possono rispondere al fuoco proprio perché sulla gola si avverte il fruscio della spada di Damocle, o meglio del Consiglio di Stato, che ancora pende dopo quasi un anno. Uno stallo che, a meno di ulteriori intralci giudiziari, potrebbe sbloccarsi nel mese di luglio: lo sperano coloro che auspicano certezze, sia politiche che amministrative, ormai non più rinviabili, per provare ad avviare la difficile ripresa dopo le conseguenze della crisi economica che la pandemia sta tuttora infliggendo all’intera isola. Pandemia a cui peraltro Lacco Ameno fu consegnata senza un’amministrazione in carica, dopo la sfiducia dell’ottobre 2019.

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