CRONACA

Dimensionamento scolastico, in Campania previsti 23 accorpamenti

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, che ha accolto l’impugnativa del Ministero dell’Istruzione e del Merito contro la sentenza del Tar Campania, aumentano le preoccupazioni in vista della nuova scure

Il 19 novembre scorso il Consiglio di Stato ha accolto l’impugnativa presentata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito annullando la sospensiva prevista nella sentenza del TAR Campania n. 6842 del 21.10.2025 – con la quale, ricordiamo, si accoglieva il ricorso della Regione Campania contro il diniego del Ministero dell’Istruzione di rideterminare il contingente di dirigenti scolastici e di dirigenti amministrativi per gli anni scolastici 2024/25, 2025/26 e 2026/27, in applicazione della legge 197/2022 (che ha introdotto la riforma del sistema scolastico nazionale nota come “ridimensionamento”), che impone di calcolare il numero di essi tenendo conto del numero effettivo di alunni iscritti per ogni anno scolastico per ogni Regione, anziché sulla mera base di previsioni statistiche, basate sul decremento nazionale della natalità.

Il collegio, in sintesi, ha giudicato non plausibili le criticità organizzative sollevate dalla Regione Campania in merito alla gestione della rete scolastica locale.La continuità dell’organizzazione del servizio scolastico costituisce un elemento prioritario per garantire il corretto funzionamento del sistema educativo. L’ordinanza conferma la legittimità dell’operato ministeriale rispetto alle contestazioni sollevate insede locale sulle presunte ricadute negative.

‘’Accogliamo con soddisfazione la decisione del Consiglio di Stato – ha commentato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara – che ha nuovamente ristabilito ordine – dopo l’ennesima recente pronuncia del TAR Campania – nell’ambito dei contenziosi promossi da alcune Regioni contro il piano di dimensionamento scolastico del PNRR. Peraltro, la decisione conferma una linea giurisprudenziale ampiamente favorevole al Ministero. Come abbiamo sempre detto, restiamo convinti delle nostre ragioni e fiduciosi nell’operato della Magistratura. Nel frattempo, forti della decisione del Consiglio di Stato, continuiamo a lavorare al fine di assicurare il corretto avvio del prossimo anno scolastico su tutto il territorio nazionale, sempre nell’ottica della leale collaborazione con gli enti territoriali e garantendo, al contempo, il pieno rispetto degli impegni assunti nell’ambito del PNRR”.

Ad atto pratico, quindi, solo per quanto riguarda la Regione Campania, saltatala data 30 novembre scorso, termine in cui si sarebbe dovuto provvedere all’approvazione del Piano regionale, rimangano tempi strettiper giungere ai previsti 23 accorpamenti, così distribuiti:Napoli: 12; Avellino: 2; Benevento: 1; Caserta: 4; Salerno: 4.

Una novità riguarda i criteri di riferimento che sono stati aggiornati con il decreto interministeriale n. 124 del 30 giugno 2025, che modifica quanto disposto dal decreto n. 127/2023. Il nuovo parametro per determinare il numero di sedi scolastiche attivabili in ciascuna regione è il coefficiente di 938 alunni per istituzione. Tuttavia, per renderlo meno impattante nel breve periodo, è stato previsto un incremento transitorio.

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Da sottolineare, in conclusione, che il complesso di norme che regolamentano ilri/dimensionamento scolastico, ha fatto in modo che,solo in regione Campania, le Istituzioni scolastiche da 978 del 2020 (“Fonte: Ministero dell’Istruzione – UfficioGestione Patrimonio Informativo e Statistica”; “Fonte: elaborazione su dati del Ministerodell’Istruzione – Ufficio Gestione Patrimonio Informativo e Statistica” – Focus “Principali dati della scuola –Avvio Anno Scolastico 2020/2021”)sono passate a 832 per l’anno scolastico 2026-2027.

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