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Dino Ambrosino:«Ecco perché non mi ricandido a sindaco»

Il primo cittadino di Procida rinuncia a tentare per la terza volta la scalata alla poltrona più ambita del palazzo municipale: «Diventa opportuno innestare nuove energie e nuovi contributi, è fisiologico un naturale avvicendamento nella classe dirigente che ha governato l’isola per un lungo periodo»

Dino Ambrosino, una notizia che forse in pochi si aspettavano: non si ricandiderà alla carica di sindaco di Procida, pur avendone la possibilità secondo la normativa vigente. Possiamo chiederle il motivo di questa scelta?

«Abbiamo lavorato in questi anni affinché la nostra esperienza amministrativa potesse continuare a risultare vincente anche alle prossime elezioni comunali. Proprio per questo ci siamo resi conto che, a un certo punto, diventava opportuno innestare nuove energie e nuovi contributi. Il lavoro svolto finora è troppo prezioso e troppo importante per rischiare di disperderlo: va invece tutelato e portato avanti con responsabilità. In una realtà come Procida è fondamentale prepararsi per tempo e organizzarsi attorno a una candidatura diversa per la carica di sindaco, capace di rassicurare e coinvolgere anche quei cittadini che, negli anni, si sono progressivamente disaffezionati alla politica. Credo inoltre che sia fisiologico un naturale avvicendamento nella classe dirigente che ha governato l’isola in questo lungo periodo».

Al di là di questo aspetto fisiologico, perché un eventuale “Ambrosino ter” sarebbe stato, a suo avviso, limitativo?

«Perché, molto probabilmente, l’organizzazione sarebbe rimasta la stessa e i cittadini avrebbero continuato a vedere gli stessi volti. È normale che, dopo un certo numero di anni, emerga il desiderio di novità. Non a caso, il limite dei due mandati nasce proprio dall’esigenza di garantire un ricambio e di offrire agli elettori nuovi protagonisti della vita politica. Ritengo che questo principio sia corretto: vedere sempre le stesse persone ricandidarsi per la medesima carica rischia di non essere stimolante e può ridurre la partecipazione al voto. Il nostro obiettivo, invece, è quello di motivare i procidani, di spingerli a tornare alle urne in maniera compatta e convinta. Una candidatura diversa, non necessariamente la mia, può favorire questo processo e rafforzare la determinazione dei nostri sostenitori nel continuare questa battaglia per il miglioramento dell’isola.

«Una candidatura diversa, non necessariamente la mia, può favorire questo processo e rafforzare la determinazione dei nostri sostenitori nel continuare questa battaglia per il miglioramento dell’isola»

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Procida, oggi, è profondamente diversa da quella di undici anni fa: abbiamo avviato un percorso di recupero e rigenerazione che deve assolutamente proseguire, e dobbiamo fare tutto il possibile perché non si interrompa».

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Prima di salutarla, due domande in una: Dino Ambrosino si candiderà al Consiglio comunale? E per quanto riguarda il possibile successore, è vero che in pole position ci sarebbe l’attuale vicesindaca Titta Lubrano?

«Posso confermare che continuerò a far parte della squadra e che mi candiderò al Consiglio comunale. Del resto, ho ricoperto questo ruolo per molti anni e, in un certo senso, torno a una funzione che ho svolto per gran parte della mia esperienza politica. Per quanto riguarda il candidato sindaco, siamo ancora in una fase di riflessione. Sarà la persona direttamente interessata a sciogliere la riserva e a comunicare la propria scelta con convinzione a tutta la cittadinanza. Da parte mia posso dire che ci sono, perché è fondamentale contribuire alla vittoria della nostra amministrazione e affrontare con forza anche le prossime elezioni comunali».

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