Dionigi Gaudioso ieri, oggi e domani
L’analisi del voto regionale, lo stato di salute di Barano, i concorsi all’Evi, il sub ambito sui rifiuti, le elezioni a Lacco Ameno, Ischia e anche il futuro politico e amministrativo. E poi l’impegno della Città Metropolitana e gli auspici per il futuro: il sindaco baranese e consigliere metropolitano racconta e si racconta in un’intervista al nostro giornale

Sindaco Gaudioso, partiamo inevitabilmente dall’esito delle elezioni regionali. Un risultato che immagino la soddisfi.
«Sì, direi che la soddisfazione è evidente e condivisa. I risultati parlano da soli e sono sotto gli occhi di tutti. Non solo a Barano, ma su scala isolana il voto ha dato indicazioni molto chiare. La coalizione di centrosinistra, il Partito Democratico e i candidati sostenuti hanno ottenuto un consenso importante, segno che il lavoro svolto negli anni è stato riconosciuto. In particolare penso a Fiola e Manfredi, con i quali avevamo già collaborato cinque anni fa. In quel quinquennio si è costruito un rapporto solido, fatto di confronto, di presenza sul territorio e di attenzione concreta ai problemi dell’isola. Proseguire con loro è stata una scelta naturale, anche perché faccio parte da tempo di questo gruppo politico e ne condivido impostazione, metodo e visione».
Che tipo di indicazioni lascia, secondo lei, il voto a livello isolano?
«A mio avviso il voto restituisce un quadro abbastanza chiaro, soprattutto per quanto riguarda i comuni più grandi. Le amministrazioni che hanno lavorato bene sono state premiate, indipendentemente dall’appartenenza politica. Questo è un dato oggettivo. C’è stato un riconoscimento del lavoro amministrativo svolto nei territori. È vero che il centrosinistra ha ottenuto un risultato più marcato sull’isola, così come nell’area metropolitana e a Napoli, ma al di là di questo credo che emerga un segnale di stabilità istituzionale».
Si sente spesso dire che Ischia e Procida, unite, potrebbero esprimere un consigliere regionale locale. È davvero così?
«È un ragionamento che si sente spesso, ma che nella pratica presenta molte difficoltà. Non basta sommare i numeri sulla carta. Per eleggere un consigliere regionale non è sufficiente contare solo sui voti delle due isole. È quasi impossibile convogliare tutti i consensi su una sola figura o su uno stesso schieramento. Serve un radicamento più ampio, che vada oltre il contesto isolano e che consenta di intercettare consensi anche in altri territori. Senza questo, l’operazione diventa estremamente complessa».
Siamo ormai a fine anno. Che bilancio fa del 2024 per Barano dal punto di vista amministrativo?
«Il bilancio è senz’altro positivo. È il frutto di un lavoro che portiamo avanti da oltre otto anni, con lo stesso gruppo, la stessa giunta e una linea amministrativa coerente. Questo elemento di continuità ha consentito di programmare e realizzare interventi strutturali. Barano oggi è un comune che cresce. Non è più legato esclusivamente a una stagionalità limitata o a poche aree di richiamo, ma è diventato un territorio vivo, che offre opportunità anche nelle ore serali. Ci sono attività che attraggono i giovani, una maggiore vivacità sociale, nuove realtà economiche che fino a qualche anno fa non esistevano. Tutto questo contribuisce a dare un’immagine diversa e più dinamica del paese. E poi…».
E poi?
«Stiamo inoltre completando interventi importanti, come quelli ai Maronti. Abbiamo affrontato difficoltà legate alla ditta incaricata, che è stata poi sostituita, ma oggi i lavori sono conclusi e siamo pronti per andare in gara. Sono convinto che anche questi spazi possano rappresentare un valore aggiunto per lo sviluppo del territorio».
Barano non è più un comune dormitorio. Dieci anni fa sarebbe stato difficile immaginarlo.
«È vero. Dieci anni fa probabilmente nessuno ci avrebbe creduto. I cambiamenti, però, arrivano con il tempo e con una visione chiara. I passi sono stati fatti gradualmente, senza forzature. Oggi vediamo imprenditori, anche provenienti da fuori, interessati a investire a Barano. Prima non accadeva. Si è invertita una tendenza e questo è un segnale molto positivo».
Guardando al futuro, cosa dobbiamo aspettarci dal 2026?
«Abbiamo diversi progetti in cantiere, ma non sono mai stato abituato ad annunciare le cose prima del tempo. Preferisco parlare quando i risultati sono concreti e visibili. Posso però dire che oggi il Comune dispone di una macchina amministrativa solida, efficiente e competitiva. C’è una squadra di dipendenti e amministratori preparati, motivati e molto compatti. Questo lavoro di squadra sta producendo risultati evidenti. C’è poi un miglioramento costante anche sul fronte della sicurezza, grazie al lavoro svolto a livello isolano dal commissario Legnini. Se l’isola cresce in sicurezza, cresce anche la qualità della vita dei cittadini e si riducono i rischi di situazioni drammatiche come quelle vissute in passato».
Uno sguardo alle prossime elezioni: Lacco Ameno e Ischia.
«Per Ischia è ancora presto per fare valutazioni. Le elezioni di Lacco Ameno, invece, sono imminenti. Da quello che si percepisce potrebbe riproporsi un confronto già visto in passato tra Pascale e De Siano, ma non vivendo quotidianamente quel contesto preferisco non esprimere giudizi affrettati».
E Barano nel 2027?
«Noi non viviamo pensando alle elezioni. Finita una campagna elettorale bisogna amministrare, ed è quello che facciamo ogni giorno. Il momento delle decisioni arriverà. La legge oggi consente anche il terzo mandato ed è una possibilità che valuteremo tutti insieme, non solo con gli attuali consiglieri, ma anche con quelle persone che negli anni hanno costruito e continuano a sostenere questo progetto amministrativo. Le scelte importanti si fanno in modo condiviso».
Si è parlato molto dei concorsi all’EVI. Qual è la sua posizione?
«L’EVI ha bisogno di implementare assolutamente il suo organico. I concorsi sono uno strumento necessario, anche se inevitabilmente complesso. La struttura stessa ha richiesto nuove unità di personale. Del resto, tutti i Comuni stanno procedendo in questa direzione. Era solo questione di tempo. Sono fiducioso che tutto si concluderà regolarmente».
Sul subambito rifiuti e sulla scelta di Procida di andare con l’Area Flegrea?
«Procida ha fatto una scelta coerente con un percorso già avviato su altri temi. Sul subambito rifiuti se ne parla da anni, da molto prima del mio primo mandato. Purtroppo i tempi sono stati sempre lunghi. Io resto disponibile, ma al momento non vedo segnali concreti di una imminente definizione».
Il ruolo della Città Metropolitana sull’isola è cambiato?
«Sì, ed è un cambiamento evidente. Da quando ho dato la mia disponibilità al sindaco Manfredi ho chiesto maggiore attenzione per l’isola. Oggi vediamo interventi concreti: ditte fisse per la pulizia e la manutenzione delle strade provinciali, investimenti sulle scuole, lavori importanti al liceo e al nautico, l’acquisizione del polifunzionale. Tutte cose che prima mancavano. La Città Metropolitana oggi è presente sull’isola e affianca i comuni e i cittadini».
Un messaggio finale alla cittadinanza baranese e isolana nell’imminenza delle festività natalizie.
«Mi auguro un Natale sereno per tutti e che il prossimo anno si continui su questa strada. Spero nella riconferma del commissario Legnini, che ha dato sicurezza e concretezza all’azione sull’isola. Sul turismo, mi auguro una maggiore attenzione regionale: Ischia ha potenzialità enormi, anche sul mercato americano. Serve una strategia che consenta di allungare la stagione, rafforzando mesi come aprile e maggio con una promozione mirata e strutturata».






