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CRONACA

Dirigenti scolastici contro le “raccomandazioni” di De Luca

La presidente del sindacato Dirigenti Scuola in Campania è l’ischitana Assunta Barbieri dirigente del Liceo Ischia

I dirigenti scolastici della Campania non hanno gradito le “raccomandazioni” del presidente della giunta regionale Vincenzo De Luca. Ad esprimere il dissenso è una nota di dirigenti scuola, la sigla che rappresenta la categoria dei dirigenti della scuola; ne tutela gli interessi morali ed economici; promuove iniziative atte a migliorare la loro professionalità; favorisce, progetta ed organizza la loro formazione; garantisce l’elaborazione e la diffusione della cultura professionale; è unica organizzazione sindacali di soli dirigenti scolastici nonché rappresentativa dell’Area Istruzione e Ricerca. La presidente campana della sigla sindacale è l’ischitana Assunta Barbieri dirigente del Liceo Ischia. «In merito al documento “Raccomandazioni per il riavvio della didattica in presenza per le scuole secondarie previsto il 1 Febbraio 2021” l’Organizzazione Sindacale Dirigenti scuola Campania, unico sindacato che rappresenta esclusivamente la categoria dei Dirigenti scolastici, in riferimento alle raccomandazioni inviate nella giornata del 28 gennaio dal Presidente della Giunta Regionale Campania, On. Vincenzo De Luca, esprime il proprio disagio, raccogliendo il disappunto dei colleghi Dirigenti e di tutta la comunità scolastica campana», così esordisce la nota della Segreteria Regionale. ed ancora: «I Dirigenti scolastici hanno profuso in questi difficilissimi mesi energie e sforzi inverosimili, per applicare, in modo stringente, le norme che si sono avvicendate nel tempo e le indicazioni pervenute dall’USR Campania, allo scopo di riaprire le scuole nella massima sicurezza possibile e adottando soluzioni condivise.

Il sindacato dei presidi contesta al presidente della giunta regionale della Campania la decisione di emanare delle “raccomandazioni” a pochi giorni dal ritorno in classe.  «Pensare a 48 ore dalla ripresa di poter rimodulare l’organizzazione, significa non rendersi conto delle risorse umane e strumentali che entrano in questa delicata e complessa gestione» 

Con la presente non vogliamo entrare nel merito della validità delle raccomandazioni pervenute in quanto, per certi versi, esse rappresentano l’originario punto di vista di tanti Dirigenti scolastici che, anzi, avrebbero voluto poter scegliere, con autentica autonomia organizzativa, quale modello organizzativo – gestionale fosse più adatto alle specificità della propria istituzione scolastica, piuttosto che ritrovarsi intrappolati in misure rigide e standardizzate, uguali per tutte le scuole, ma non efficaci per tutte. Ci preme tuttavia rappresentare che abbiamo trascorso il nostro tempo ed usato le nostre migliori energie per costruire modelli organizzativi per la riapertura, strettamente ritagliati sulle norme pervenute e sulle indicazioni ricevute. Oggi, ex abrupto, ci sentiamo “raccomandare” di abbattere i castelli edificati, in questi mesi, con un profluvio di energie e fatica, sulla base di un cambio repentino di opinione che non tiene conto però di chi le scuole le gestisce e del disvalore sociale che deriverebbe da un simile rivolgimento di prospettiva».

Il sindacato dei dirigenti scolastici stigmatizza le “raccomandazioni” di De Luca emesse a pochi giorni dalla riapertura delle scuole vanificando il lavoro fatto e creando caos tra insegnanti, dirigenti e genitori. «Non è possibile – dicono ancora dalla segreteria regionale di Dirigenti Scuola – stare nel mezzo di provvedimenti altalenanti che incidono sull’organizzazione di un sistema complesso come la scuola, aperta all’osmosi continua con l’esterno. Tanto premesso, ed entrando ora nel merito, va sottolineato che l’organizzazione del rientro per le scuole superiori, secondo i parametri che ci erano stati comunicati con apposita ordinanza, è stata già faticosamente formulata dai dirigenti in questi giorni. Pensare a 48 ore dalla ripresa di poterla rimodulare, significa non rendersi conto delle risorse umane e strumentali che entrano in questa delicata e complessa gestione». E poi c’è la didattica a distanza che «i Dirigenti hanno comunicato ai genitori che la Dad nel primo ciclo poteva essere consentita solo in casi specifici e determinati disciplinati dalle norme e dalle indicazioni pervenute dall’Usr Campania e dalla GRC: isolamento fiduciario, fragilità dell’alunno o del convivente, malattia. Abbiamo difeso questa posizione nei confronti dei genitori anche allorquando non ritenevamo che fosse la migliore delle soluzioni possibili. Abbiamo rispettato questo orientamento in quanto consapevoli del nostro ruolo di dirigenti dello Stato e cioè di lavoratori che applicano le norme. Lo abbiamo fatto nonostante le pressioni delle famiglie e i conflitti che ne sono derivati e che abbiamo dovuto gestire in solitudine. Quanto ora ci viene “raccomandato”, in merito all’attivazione della Dad “a richiesta”, contravviene a tutto ciò che finora abbiamo difeso». I dirigenti, quindi, continuando: «Questa specifica raccomandazione avremmo voluto perseguirla “ab origine”, se ci fosse stato consentito di farlo in ragione dell’autonomia organizzativa, ma così non è stato. Dunque proporla ora, dopo che la gestione del sistema di ciascuna scuola ha ormai delineato già le sue forme, non è ragionevole e implica un lavoro organizzativo in capo ai Dirigenti non sostenibile per mancanza di risorse e di tempo». In chiosa dall’organizzazione sindacale confidano «nella disponibilità alla collaborazione da parte di tutte le istituzioni nella direzione di soluzioni preventivamente condivise e che rispettino il ruolo e le funzioni di tutti».

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