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Discoteca abusiva, era pronto un altro party

L’indagine dei carabinieri ha portato alla luce che una nuova festa avrebbe dovuto svolgersi il giorno successivo al blitz dei militari. Ecco come gli organizzatori volevano “raggirare” le normative vigenti

Emergono nuovi dettagli relativi all’operazione condotta dai carabinieri che ha portato al sequestro di una tenuta a Forio ed allo “stop” di una discoteca abusiva che vedeva la presenza di circa duecento partecipanti. Partendo da un presupposto: i militari della Stazione di Forio, al comando del luogotenente carica speciale Salvatore Soriente stavano monitorando il fenomeno delle feste in villa già da qualche settimana a seguito di segnalazioni che provenivano da persone residenti non lontano dalla zona in cui insiste Villa Marecoco che durante la notte non riuscivano a dormire a causa del volume elevato.  Da notizie acquisite è emerso che spesso e volentieri gli organizzatori di tali serate, andavano alla ricerca di persone che festeggiassero il compleanno per tenerle ospiti e quindi giustificare la serata come evento privato in caso di controlli da parte delle forze di polizia. In realtà è emerso che tali feste nascondevano un vero e proprio scopo di lucro, con il pagamento del ticket d’ingresso, come accertato dai carabinieri di Forio con l’intervento eseguito sabato sera presso la villa sita in via Provinciale Lacco e talvolta credendo di essere in regola gli organizzatori chiedevano anche il rilascio del permesso alla SIAE per serate aperitivo con musica d’ascolto.

Ma le cose stavano diversamente. Come documentato dai carabinieri in realtà le ville venivano trasformate in vere e proprie discoteche con tanto di bar, consolle e dj nonché impianti luci ed audio professionali. Per tale ragione avendo accertato lo scopo di lucro delle serate i carabinieri hanno deferito alla competente autorità giudiziaria gli organizzatori dell’evento svoltosi in Forio lo scorso 20 agosto ai sensi dell’ art. 168 del codice penale in relazione alla violazione dell’art. 68 e 80 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza poiché con tale condotta veniva messa a repentaglio la pubblica incolumità anche in relazione alla violazione delle normative covid di fatto non rispettate. Ma non è tutto, l’attività di indagine ha consentito anche di appurare che nella serata di domenica, dunque il giorno successivo al blitz dell’Arma, era in programma una nuova serata danzante. Che, ovviamente, è rimasta tale soltanto nelle intenzioni, ma che lascia intendere come l’attività perpetrata potesse avere anche una certa continuità.

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