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Disturbi alimentari, in scadenza la proroga al centro di Soccavo

Di Isabella Puca

Ischia – Continua senza sosta l’impegno dell’Associazione, nata appena qualche anno fa “Artemisia una voce per l’anoressia”. Paolo Massa, presidente e papà della giovane Artemisia, scomparsa la scorsa estate a causa di questo terribile disturbo alimentare, ha da sempre sottolineato l’attività principale che avrebbe avuto quest’associazione: informare. Detto, fatto. Sin da subito sono partite mille iniziative che ha visto coinvolti giovani e genitori, nella giornata del fiocchetto lilla, e in altri appuntamenti dedicati dove, al centro di tutto, vi era un’unica prerogativa: conoscere il disturbo del comportamento alimentare per combatterlo e, finalmente, vincerlo. Continua, dunque, l’attività di informazione nelle scuole e nelle università. Il prossimo appuntamento sarà il 1 maggio nella prestigiosa accademia della moda di Napoli; alle ore 14:00 si aprirà, infatti, una conferenza aperta a giovani aspiranti stilisti che vedrà parlare loro il prof. Paolo Massa, che racconterà la sua tragica esperienza. Con lui, come sempre negli ultimi incontri, il prof. Tommaso Ariemma che presenterà il tema “Educazione alla bellezza: l’immagine del corpo nell’epoca del selfie”.  «In tanti anni, abbiamo subito tanti messaggi sbagliati, – ha dichiarato Paolo Massa –  miss bikini del 1947, Lucia Bosè, aveva delle forme, stessa cosa la Loren negli anni ’50 e guardate miss Italia 2015. Hanno fatto credere alle donne che magro è bello. Prima i sarti facevano gli abiti su misura ora siamo noi costretti a entrare in un abito. Perché le modelle sono anoressiche? Perché così è solo l’abito a risaltare». Il problema di fondo è che i giovani d’oggi sono bersagliati di falsi modelli, dietro le immagini mandateci dai mass media c’è tutto un mercato  e ultimamente pare che stiano aumentando anche i casi di anoressia maschile, e Ischia non è immune. «Lo stato italiano, – ha continuato Paolo – voleva fare una legge contro le modelle anoressiche, ma il presidente de consorzio di moda si è opposto. Appena sarà raggiunto un numero congruo di associati, faremo una proposta di legge per dire basta alle modelle di taglia 38 per 1,80 di altezza». Fondamentale dunque, l’incontro del primo maggio con quelli che saranno gli stilisti del domani. Intanto, brutte notizie arrivano da Soccavo. Qualche mese fa grazie anche alle firme raccolte da mamma Cinzia per non far chiudere il centro per la cura dei disturbi alimentari, l’unico in Campania, la struttura ha ottenuto sei mesi di proroga che, purtroppo però, stanno per scadere. Attualmente in cura ci sono circa 550 pazienti, tra questi ragazzi e genitori, il centro offre infatti anche aiuto ai genitori che affrontano queste problematiche sulla pelle dei loro figli. In questi giorni, Vincenzo Viglione, consigliere del M5S in Consiglio regionale della Campania,  ha scritto un’interrogazione rivolta al presidente della Giunta regionale Vincenzo De Luca. «L’ interruzione delle attività – ha dichiarato in una nota alla stampa- si verificano in concomitanza delle scadenze dei contratti del personale impegnato in quella struttura, parliamo di personale medico, di psicologi, psicoterapeuti. Di una equipe multidisciplinare. É urgente garantire al Centro per i disturbi alimentari della Asl Napoli 1 di Soccavo la stabilità economica per evitare che si ripetano, come purtroppo già accaduto, brusche interruzioni dei trattamenti terapeutici dei pazienti di cura. Va garantita una continuità dei fondi, una stabilità non solo per chi vi lavora ma soprattutto per quanti si rivolgono al centro che, altrimenti, sono costretti ad andare in Emilia Romagna, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Veneto». Il filo a cui è appesa la vita di chi soffre questi disturbi e prova, coraggiosamente a curarsi qui in Campania, rischia ancora una volta di spezzarsi.

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