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CULTURA & SOCIETA'

Domani alla festa del Santo il venerdì di Maria Immacolata della congrega: una descrizione auentica per ricordare

La veneratissima immagine, della Madonna ricoperta di quel dorato e prezioso ricamo di ex voto - che testimonia l'amore e la fede del popolo, nonché la grande protezione della Vergine su di esso - viene portata in processione per le strade del Borgo di Celsa. È il momento della gioia, della lacrime devote di giovani e anziani che, in quel rito, si riconoscono, si identificano e in quel volto ritrovano la propria Storia

Domani mattina è il Venerdì della Festa, il Venerdi delle Madonna di Costantinopoli. L’incoronata, la bella statua che affascina da sempre i fedeli della Santa Immacolata del Borgo antico di Ischia Ponte. Domani sarebbe dovuta uscire dalla Congrega in solenne processione e percorrere le vie del centro storico per poi fare l’ ingresso trionfale nel Santuario dello Spirito Santo dove l’attende il suo Santo “compagno” delle grandi occasioni, delle speciali “uscite” in coppia. ovvero il Santo Concittadino e patrono San Giovan Giuseppe della Croce. Invece per la pandemia ancora vigente, tutto è stato ridotto all’osso, comprese le luminarie stradali isolo per cinquantina di metri, dalla chiesa dello spirito Santo ala palazzo dell’Orologio e nulla più.Operazione a…risparmio.Ma il Venerdì della Madonna della Congrega rimane nei cuori di tutti.

A descriverlo con passione e devozione, come domani stessimo tutti li sulla strada a viverlo, è Francesco Esposito la i testimonianza è riportata qui pari pari. E se il giovedì mattina., scrive francesco Esposito, è il primo momento della festa patronale, ed è dedicato a San Giovan Giuseppe, il venerdì mattina, ‘o viernarì d’ ‘a festa, tutti gli ischitani si riversano nella seicentesca arciconfraternita, ‘a cungrega, per glorificare l’Incoronata di Costantinopoli. È tra i riti più attesi dei solenni festeggiamenti, è l’unica processione mattutina che i nostri avi pontesi ci hanno consegnato. Dopo la solenne e partecipata Messa delle dieci, la veneratissima immagine, ricoperta di quel dorato e prezioso ricamo di ex voto – che testimonia l’amore e la fede del popolo, nonché la grande protezione della Vergine su di esso – viene portata in processione per le strade del Borgo di Celsa. È il momento della gioia, della lacrime devote di giovani e anziani che, in quel rito, si riconoscono, si identificano e in quel volto ritrovano la propria Storia. Il solenne corteo si spinge fino al limite di Ischia Ponte, sott”o semmenario, per poi concludersi nella Collegiata dello Spirito Santo dove, sul sagrato, il parroco, parato con stola e piviale, accoglie il simulacro della Castellana offendole fiori e incenso: la banda musicale incalza una marcia festosa, il popolo applaude, colpi a salve, campane a festa, note di canti mariani già si levano dalle canne dell’antico organo in chiesa. L’Incoronata di Costantinopoli viene intronozzata sul “tosello” destro, di fianco al più bel fiore d’Aenaria che, in vita, fu tanto devoto della Madonna. La festa è nel pieno del suo clima irripetibile. Un anno intero è passato e bisogna festeggiare, celebrare, ricordare.La Tradizione s’è ripetuta ancora una volta. Evviva Maria!

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