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CULTURA & SOCIETA'

Don Antonio Angiolini e la sua comunità parrocchiale festeggiano la ricorrenza di Gesù buon pastore

La chiesa del Gesù Buon Pastore è considerata per la sua ariosità strutturale e modernità architettonica un pò il fiore all’0cchiello del vasto panorama delle chiese diocesane dell’isola. Pur avendo ereditato un antico titolo parrocchiale, il Tempio è costruito da circa 50 anni con progetto e direzione dei lavori del compianto ing. Franco Tiscione. I dati ufficiali sono i seguenti: eretta il 24 novembre 1974, fu consacrata il 25 maggio 1991

La festa di Gesù Buon Pastore che ciascun fedele della Contrada di Via Leonardo Mazzella fino a Fondobosso ,da anni era abituato a seguire e vivere anche all’aria aperta con la solenne processione per strada al suono delle campane, dei botti e della banda musicale al seguito,anche quest’anno si è dovuta svolgere nel chiuso della bella e moderna Chiesa fra luci, fiori ed incenso e con l’osservanza del rigido regolamento pandemico che impone posti a sedere limitati e divaricati e niente assembramenti spontanei da clima di festa di popolo.

Quindi festeggiamenti all’osso, ma lo stesso carichi di significato per il trasporto di fede che anima la folta e devota comunità parrocchiale del “Gesù Buon Pastore” che fa capo al parroco don Antonio Angiolini, buon padre spirituale dei suoi fedeli in tutte le circostanze belle e difficili dello stare insieme nella Parrocchia. Domenica mattina 25 aprile scorso, Gesù Buon Pastore, secondo gli intendimenti dei fedeli, è stato onorato e festeggiato alla grande con la messa solenne celebrata da Don Antonio Mazzella con Don Antonio Angiolini concelebrante seguito da vari chierici ministrandi. L’atmosfera mistica in chiesa è stata di quelle che ti fanno vivere il momento religioso in comunione con la liturgia della preghiera e dell’esaltazione del nome del Signore che il celebrante comunica e trasmette. In pratica il programma della festa è stato abbastanza ridotto, limitato alla intronizzazione delle statue della madonna e di Gesù , al Triduo in onore di Gesù Buon Pastore, Sante messe, Adorazione Eucaristica e Benedizione con un accenno di Diana pirotecnica tradizionale all’inizio dei festeggiamenti. Canti e musiche eseguiti dalla corale della Parrocchia diretta dal maestro Vincenzo Mazzella- La chiesa del Gesù Buon Pastore è considerata per la sua ariosità strutturale e modernità architettonica un pò il fiore all’0cchiello del vasto panorama delle chiese diocesane dell’isola.

Pur avendo ereditato un antico titolo parrocchiale, il Tempio è costruito da circa 50 anni con progetto e direzione dei lavori del compianto ing. Franco Tiscione. I dati ufficiali sono i seguenti: eretta il 24 novembre 1974, fu consacrata il 25 maggio 1991, Elevata a parrocchia ab immemorabili dal titolo di S. Vito, Festa titolare: IV domenica di Pasqua, Parroco dal 16 aprile 1989 Sac. Antonio Angiolini Persone: 3.058. La facciata, dall’ aspetto non tradizionale, presenta il portone d’ingresso sormontato da un’immagine che ripropone è l’iconografia classica del Gesù Pastore. Ampie finestre laterali illuminano e colorano l’unica navata di cui composta la Chiesa, sotto di esse vengono riproposti i Misteri utilizzando uno stile ultra moderno dove tra i colori spicca l’oro. L’occhio del visitatore corre al punto centrale dell’altare dove protagonista della parete è  una scultura raffigurante in modo stilizzato, tra bronzi e oroGesù Buon Pastore. La simbiosi tra Gesù Buon pastore e le pecore da sempre affascina i fedeli. Non a caso molte Chiese parrochiali, come quella nostra di Ischia, sul territorio nazionale sono intestate a Gesù Buon Pastore e ne osservono il culto. La liturgia in questo settore spazia molto, Infatti l’ evangelista San Marco discepolo di San Paolo e dopo di San Pietro racconta :Quando Gesù sbarcò e vide tanta folla, ne ebbe come pecore senza compassione perché erano senza pastore.

A san Marco e alla sua comunità la folla numerosa raccolta attorno a Gesù nel luogo deserto ove si trovavano appare come l’antico popolo di Dio in marcia durante il peregrinare dell’esodo. L’evangelista san Luca riprende il tema di Gesù buon pastore utilizzando immagini consuete della vita palestinese dell’epoca“Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto per andare in cerca di quella perduta finché non la trova? E,trovatala, se la mette sulle spalle tutto contento e,giunto a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro:Rallegratevi con me perché ho ritrovato la mia pecora, quella che era perduta. Emblematiche al riguardo sono le parole di Gesù: “ Io sono il buon pastore; il buon pastore depone la sua vita per le pecore. Ma il mercenario, che non è pastore e a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge; e il lupo rapisce e disperde le pecore. IL mercenario fugge, perché è mercenario e non si cura delle pecore. Io sono il buon pastore, e conosco le mie pecore e le mie conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e depongo la mia vita per le pecore. Io ho anche delle altre pecore che non sono di quest’ovile; anche quelle io devo raccogliere, ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge e un solo pastore. Per questo mi ama il Padre, perché io depongo la mia vita per prenderla di nuovo.

Nessuno me la toglie, ma la depongo da me stesso; io ho il potere di deporla e il potere di prenderla di nuovo; questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio”.Ecco che l’evangelista Luca ci fa vedere Gesù con la pecora smarrita e ritrovata sistemata sulle sue spalle, proprio come si mostra la bella statua troneggiante nella chiesa del Buon Pastore di Via Leonardo Mazzella anche se la pecora la porta fra le braccia: “ Or tutti i pubblicani e i peccatori, si accostavano a lui per udirlo. E i farisei e gli scribi mormoravano, dicendo: “costui accoglie i peccatori e mangia con loro”. Allora egli disse loro questa parabola: “qual uomo fra voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e non va dietro alla perduta finché non la ritrova? E quando la ritrova, se la mette sulle spalle tutto contento; e, giunto a casa, convoca gli amici e i vicini e dice loro: “rallegratevi con me perché ho ritrovato la mia pecora che era perduta 7 Io vi dico che allo stesso modo vi sarà in cielo più gioia per un solo peccatore che si ravvede, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di ravvedimento”.

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