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CULTURA & SOCIETA'

Don Camillo dal candore interiore, archivista e storico della chiesa ischitana emoziona la sua gente

In Curia Don Camillo d’Ambra. ha svolto svariate mansioni, ma ha avuto modo di dare libero sfogo alla ricerca ed alla catalogazione archivistica, cercando tra le vecchie carte ricoperte dalla polvere dei secoli, il filo di un discorso storico che lo ha portato alla scoperta ed alla divulgazione di un inestimabile patrimonio di cui l’isola è ricca

Don Camillo, il sacerdote mite e buono, con la sua candida figura amatissima, adorna il Borgo Antico di Ischia Ponte da oltre settantadue anni. Ha compiuto 95 anni in eccellenti condizioni fisiche di lucidità, anche se con qualche inevitabile acciacco. La sua andatura schiva e il suo sguardo trasognato fanno trasparire, qualora ce ne fosse bisogno, il suo candore interiore e un animo semplice e disponibile. In tanti pensano che il suo passaggio diventa benedizione e lavacro per le persone e per la vetusta contrada che gli diede i natali. E’ stato parroco della Cattedrale per un breve periodo. Da Canonico Penitenziere è riferimento di tanti, – moltissimi sono i giovani – che in lui, nel tempo della sua maggiore disponibilità hanno cercano conforto, luce e cristiano perdono.

Con pazienza, virtù non ultima che aggiunge alle altre, mai si è negato, quando ha potuto a quanti lo hanno cercato; sempre ha acconsentito alle tante richieste che continuavano a giungervi specialmente dai confratelli sacerdoti bisognosi di un suo aiuto, richiesto ancota oggi, nelle numerose incombenze parrocchiali. Ha ricoperto la carica di cappellano della gloriosa Arciconfraternita di S. Maria di Costantinopoli di Ischia Ponte dove ogni domenica celebra la messa delle otto di mattina frequentatissima. In quella veste egli rappresenta anche la storia della istituzione e la continuazione di una pratica di fede che affonda le radici nei secoli passati. In Curia ha svolto svariate mansioni ma ha avuto modo di dare libero sfogo alla ricerca ed alla catalogazione archivistica, cercando tra le vecchie carte ricoperte dalla polvere dei secoli, il filo di un discorso storico che lo ha portato alla scoperta ed alla divulgazione di un inestimabile patrimonio di cui l’isola è ricca. Si deve a questa sua malcelata inclinazione, che diventa passione per la storia della Diocesi e della nostra terra, se sono venuti alla luce documenti ed atti che hanno contribuito a fare chiarezza sul nostro passato. Tale opera diventa ancora più meritoria se si pensa alla tragica eruzione vulcanica del 1301- 1303 che, di fatto, distrusse ogni traccia dell’abitato che costituiva il vero centro cittadino del tempo. Così la sua proverbiale, certosina pazienza, il suo metodico lavoro hanno dato buoni frutti, tant’è che l’attuale archivio diocesano costituisce un punto fisso e meta sicura per chi vuole ripercorrere la storia, non solo religiosa, ma anche civile dell’isola.

Il prof. Agostino Di Lustro si è giovato largamente di tanti documenti ed è stato per lungo tempo suo prezioso aiuto per poi prendere in mano la direzione dell’archivio stesso. Mai scelta fu più centrata. L’aver passato la mano ad un altro appassionato ricercatore qual è il prof. Di Lustro, ci dà la certezza che i tesori ivi custoditi siano finiti nelle mani migliori. La splendida opera sulla Cattedrale d’Ischia che Agostino Di Lustro ha pubblicato ne è diretta conseguenza e riferimento essenziale per chi ama la storia della nostra diocesi e della comunità isolana.

michelelubrano@yahoo.it

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