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Don Gino: «Dio condivide con noi il dolore»

Il Parroco della Basilica di Santa Maria Maddalena, in prima linea dal 26 novembre, ha celebrato ieri mattina un momento di riflessione e preghiera all’esterno del Capricho: «Dio è nelle mani e nei piedi dei volontari»

Un momento per riunirsi in preghiera, in una domenica in cui si celebra Santa Barbara. Che, a beneficio dei pochi che non lo ricordino, è la Patrona tra l’altro di Vigili del Fuoco e Marina Militare. Ma non c’è stato modo di onorare la Santa ieri mattina con le abituali celebrazioni perché tutte le forze dell’ordine e tutti i corpi dello Stato continuano a rimanere su Casamicciola Terme alla ricerca di una serie di attività successive alla frana che lo scorso 26 novembre ha seminato distruzione e morte in via Celario e nella cittadina termale. Ieri mattina, il parroco don Gino Ballirano prima di celebrare la messa di mezzogiorno alla Basilica di Santa Maria Maddalena ha voluto osservare un momento di preghiera all’esterno dei locali ex Capricho, dove attualmente insiste il Coc. Un momento particolarmente sentito nel quale il sacerdote ha chiesto a tutti un momento di riflessione, anche a coloro che non sono cattolici.

“Dov’è Dio in questo momento? Dio è nelle mani e nei piedi dei volontari, dei vigili del fuoco, dei militari che in questi giorni lavorano per aiutare le vittime della alluvione”: questa una delle frasi più toccanti pronunciate da don Gino, che aveva aperto il suo intervento chiedendo di osservare un minuto di raccoglimento particolarmente toccante. Un momento cui hanno partecipato tutti i responsabili delle forze dell’ordine presenti sul territorio, i sindaci Giacomo Pascale e Francesco Del Deo ma anche il commissario straordinario Simonetta Calcaterra e quello all’Emergenza Giovanni Legnini. Don Gino, in prima linea da quando si è verificata la tragica frana, ha tra l’altro aggiunto: “Nelle sofferenze di Gesù sulla croce ci sono le sofferenze di questa Casamicciola sventurata, Dio è sotto il fango e le macerie e condivide con noi il dolore”, poi una preghiera prima di un congedo silenzioso e triste. E non poteva certo essere altrimenti.  

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