Donato alla Biblioteca Antoniana un inedito studio sul decennio francese (1806-1815) di Ischia dal suo autore prof. Giorgio Mola dell’Università Federico II di Napoli

L’INTERESSANTE LAVORO COMPOSTO DA CINQUE PARTI: la prima parte tratta il decennio francese, Riforme e Legislazione, la Statistica Murattiana: Origini e funzioni; la seconda parte è invece dedicata ai sei comuni dell’isola ed agli episodi sociali e politici, economici e demografici del periodo; la Terza parte parla dell’isola d’ Ischia e delle conclusioni sul decennio; la quarta parte riporta le tabelle con numeri e date ed in fine la quinta parte pubblica un documento d’archivio del’400 e la bibliografia

Continuano alla Biblioteca Comunale Antoniana di Ischia con successo di pubblico e di consensi gli eventi culturali di spessore promossi e sostenuti dall’ attivissima e capace direttrice della Casa della Cultura per eccellenza della nostra isola, anche in questo periodo estivo dove è facile essere distolti da altri richiami di diversa natura. Ma la Biblioteca Antoniana fondata da un gigante della cultura, il nostro Don Onofrio Buonocore, attira col suo immenso patrimonio di migliaia di volumi, fonte del sapere e della conoscenza soprattutto della storia dell’isola d’Ischia con le numerose testimonianze scritte antiche e di questo tempo.

LUCIA ANNICELLI IL PROF. GIORGIO MOLA E LA VICE SINDACA IDA DI MAIO

Mercoledì 24 agosto la biblioteca Antoniana, dopo la presentazione del libro “Il Silenzio degli Adolescenti” della Prof.ssa Angela Procaccini, ha ospitato da ultimo il Prof. Giorgio Mola (Università degli Studi di Napoli “Federico II”), che in un dialogo con il Vicepresidente dell’Associazione “La via della bellezza” Paolo Liguoro, ha condiviso il suo inedito studio sul decennio francese ad Ischia. Il lavoro del professore di studi e di ricerca è composto di cinque parti dove la prima parte tratta il decennio francese, Riforme e Legislazione, la Statistica Murattiana: Origini e funzioni; la seconda parte è invece dedicata ai sei comuni dell’isola ed agli episodi sociali e politici, economici e demografici del periodo; la Terza parte parla dell’isola d’ Ischia e delle conclusioni sul decennio; la quarta parte riporta le tabelle con numeri e date ed in fine la quinta parte pubblica un documento d’archivio del’400 e la bibliografia.

PAOLO LIGUORO E IL PROF. GIORGIO MOLA

Dopo i saluti istituzionali del Sindaco d’Ischia Dott. Vincenzo Ferrandino, la Dott.ssa Lucia Annicelli direttrice della Biblioteca Comunale Antoniana ha ricevuto in dono l’importante lavoro che il Prof. Mola ha consegnato alla prestigiosa istituzione culturale fondata da Mons. Onofrio Buonocore, impreziosendone ulteriormente il patrimonio con la seguente dedica che il prof. Mola ha scritto di proprio pugno: “Alla dott.ssa Lucia Annicelli,responsabile della Biblioteca Antoniana, con l’augurio e la speranza, che queste modeste e semplici pagine possano costituire un incentivo per giovani studiosi locali per approfondire e incrementare le ricerche storiche per una migliore conoscenza della propria isola. Agosto 2022 Giorgio Mola”. Il decennio francese dell’ isola d’Ischia è quello del 1806-1815.Nel 1806 le armate di Napoleone entravano a Napoli. Era il primo evento di un periodo di grande conflittualità per Napoli ma non solo.

L’isola d’Ischia si trovò infatti ad assumere un ruolo centrale; essa, per la sua posizione a guardia dell’imboccatura a Nord del golfo, ha rappresentato nel corso delle vicende storiche del Regno di Napoli, un luogo strategico di fondamentale importanza, così come l’isola di Capri lo era sul versante a Meridione. L’intreccio degli avvenimenti e dei personaggi che li determinarono, scandirono la storia dell’isola insieme al più vasto spazio geografico del quale faceva parte, divenendo, in alcuni momenti di elevata tensione politica e militare, il crocevia dei destini umani e dei popoli in guerra.In questo contesto di belligeranza, nelle acque che circondavano l’isola, si confrontarono nella secolare lotta per il predominio, potenze navali di antica tradizione, poiché il controllo dell’isola assicurava vantaggi militari di rilevante importanza difensiva nei confronti della vicina Capitale del Regno.

Nella cronistoria degli avvenimenti, del primo decennio del XIX secolo, l’isola fu al centro di un confronto decisivo per il suo possesso, che passò alla storia come la spedizione anglo-borbonica (1809), destinata, nel suo ambizioso progetto di riconquista del Regno, a sottrarre l’isola ai francesi che ne avevano conquistato il controllo, e che si accingevano a potenziare l’impianto difensivo delle fortificazioni per accrescerne la capacità di fuoco, secondo un organico Durante la Repubblica Partenopea, nel marzo 1799, anche Ischia innalzò “l’albero della libertà”; ma già ai primi di aprile, la flotta inglese sbarcò sull’isola per punire gli insorti, dei quali molti finirono nelle prigioni di Sant’Elmo, altri sul patibolo, altri in esilio. Nel 1806, il Regno di Napoli fu dato a Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone I.Nel 1808 salì sul trono di Napoli Gioacchino Murat il quale azzardò qualche mossa politica indipendente da Napoleone, ma nel 1815, sconfitto a Tolentino e costretto ad abdicare, si rifugiò a Casamicciola – alla Sentinella- da dove ripartì per tentare di riconquistare il regno.

Catturato a Pizzo Calabro, fu fatto fucilare dai Borboni. Dopo il Congresso di Vienna, Ferdinando rientrò a Napoli con il nome di Ferdinando I re delle Due Sicilie, essendo di nuovo i due regni riuniti. Ischia venne aggregata al Distretto di Pozzuoli e il Castello, che già nel 1799 era stato adibito a bagno penale, venne annesso al demanio e diventò ergastolo ufficiale. Sotto Francesco I, re delle Due Sicilie (1825-1830), molte calamità si abbatterono sull’isola d’Ischia, fra cui il terremoto del 1828 che ridusse un cumulo di rovine Casamicciola. Con Ferdinando II anche Ischia fu inserita in un vasto programma di opere pubbliche: rete stradale, cavo telegrafico Ischia-Continente, chiesa di Portosalvo e, soprattutto, l’apertura del Porto che aprì nuovi orizzonti all’economia isolana. A Casamicciola i Borbone aprirono la bella strada Ferdinandea (oggi Principessa Margherita), la strada Maria Teresa (oggi Via Garibaldi), la Strada Regia, oggi detta la Borbonica, strada rotabile a mezza costa, che da Forio, passando per il Fango, arriva al Maio. A Forio s’interessarono e intervennero per il molo e la chiesa di San Vito. La storia delle dominazioni ad Ischia termina nel 1860 con l’unità di Italia. Con il decreto di Schönbrunn (27-12-1805) Ferdinando IV, che si era unito alla terza coalizione contro Napoleone ed era stato sconfitto, venne dichiarato decaduto e il Regno di Napoli fu affidato al fratello di Napoleone, Giuseppe (1806-1808) e poi a Gioacchino Murat (1808-1815)Nel febbraio del 1806, i Francesi occuparono l’isola e vi installarono presìdi, ma la flotta anglo-siciliana, partendo da Capri, «non tralasciava di tormentare» l’isola, fino a quando Murat non scacciò gl’Inglesi da Capri. Nel 1809, nella notte tra il 21 e il 22 giugno, la flotta anglo-sciliana raggiungeva Ischia, il 25 l’occupava, tranne il Castello, e il 26 occupava Procida. Questa «consolante notizia» fu inviata dal Minerva, ancorato nella rada di Lacco, dal principe Leopoldo. Il tenente generale Sir Johnn Stuart si oppose ad uno sbarco nel Napoletano e dopo alcuni giorni la spedizione lasciò Ischia e Procida.
I Francesi iniziarono una politica di riforme: abolizione della feudalità, riforma dell’anagrafe, dello stato civile e del sistema tributario, riforme nella giustizia amministrativa e giudiziaria.

Speciale Reportage Fotografico Di Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

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