ARCHIVIOARCHIVIO 5

«Dovevamo andare proprio in zona Bastille, ma abbiamo cambiato idea»

«Sono a Parigi con il mio ragazzo Valentino di Costanzo da martedì. Stiamo alloggiando nella zona Latina a Gara d’Austerlitz, ieri sera (venerdì sera per chi legge n.d.r.) eravamo indecisi su dove andare; in realtà dovevamo andare proprio in zona Bastille, ma avevamo fatto un po’ tardi, dopo la giornata bella, ma stancante,  passata a Versailles e sulla torre Eiffel, alla fine abbiamo deciso di restare nella zona Latina a sud della Senna, fermata Mabillon. Eravamo a cena, come normalmente abbiamo fatto nei giorni scorsi, in una zona piena di giovani. Improvvisamente, erano le 22:30, abbiamo ricevuto una telefonata; era il fratello del mio ragazzo che voleva sapere dove eravamo e se stavamo bene. É stato lui a spiegarci quello che stava succedendo allo stadio e noi, sapendo di essere molto distanti, non ci siamo fatti prendere dal panico. Usciti dal ristorante ci siamo trovati di fronte a noi un fiume di gente. Erano tutti al telefono e la cosa ci è subito apparsa strana. Siamo entrati in un pub che aveva la televisione accesa , trasmettevano la diretta dello stadio e lo speaker spiegava che, in quel momento, in altre zone della città, stavano avvenendo delle sparatorie. Abbiamo iniziato a  preoccuparci seriamente, anche perché non riuscivamo a capire in quali zone di Parigi stesse succedendo tutto questo. Abbiamo iniziato a ricevere tantissime telefonate dai nostri parenti, dai nostri amici che dall’Italia erano più informati di noi. Erano spaventati, volevano sapere dove eravamo e ci spingevano a tornare in albergo prima possibile.  Siamo corsi verso la metropolitana più vicina che era a cinque fermate dal nostro Hotel. Tantissime persone  scavalcavano i controlli di sicurezza e si infilavano nella prima metro che passava. Ora (ieri per chi legge n.d.r.) abbiamo sentito al telegiornale che ci sono ancora due attentatori in giro e la Farnesina consiglia di non uscire di casa. Abbiamo deciso di restare in hotel e domani(oggi per chi legge n.d.r.), di prima mattina, prendere un taxi e correre in aeroporto per prendere il  primo volo utile e tornare a casa».

 

Le altre testimonianze degli ischitani a Parigi sull’edizione de Il Golfo di oggi in edicola

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio