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DPCM mannaia, la Pasqua è già “andata”

Il covid fa di nuovo paura per via della variante inglese e sulla nostra isola l’inizio della stagione turistica è già a rischio per le restrizioni previste. Le opinioni di Luca D’Ambra, Giancarlo Carriero e Marco Laraspata

L’indice Rt sale sempre di più nel nostro paese ed è in procinto di superare 1. Ciò significa che la situazione legata al covid è di nuovo allarmante a causa di un aumento dei contagi un po’ dappertutto con un piano vaccini che non sembra procedere in modo spedito. La tanto temuta variante inglese è arrivata e porta con sé una grande incertezza generale perché la riapertura della stagione turistica, almeno per l’isola sembra allontanarsi sempre di più. Nei prossimi giorni, infatti, è atteso il primo Dpcm dell’era Draghi che sarà valido dal 6 marzo al 6 aprile, dopo essere stato condiviso con Regioni e parlamento. Le nuove regole dovrebbero essere annunciate oggi e all’orizzonte si intravede una Pasqua quasi blindata. Rimane il sistema dei colori per le varie zone d’Italia, ma si lavora affinché venga rivisto il sistema di valutazione.

Il premier Draghi ha deciso di istituire un tavolo con ministero della Salute, Iss e tecnici delle regioni per valutare come modificare la raccolta dei dati. Il divieto di spostamento è valido fino al 27 marzo, ma con il prossimo Dpcm, che come abbiamo detto disciplinerà le misure fino al 6 aprile, Pasqua compresa, potrebbe essere nuovamente prorogato con un decreto. Sembra di essere tornati indietro di un anno quando per la prima volta affrontavamo il covid che adesso è anche mutato nelle sue varianti ancora più pericolose. All’emergenza sanitaria si affianca quella economica e per il nostro paese si preannuncia un mese complesso. Ischia, dal canto suo, vedrà sfumare una ripartenza nel classico periodo di Pasqua per le motivazioni di cui vi abbiamo parlato. In questo momento così delicato abbiamo voluto tastare il polso ad alcune personalità del mondo del turismo per avere un quadro generale sulla situazione isolana.

LUCA D’AMBRA: «Questa situazione ci rende sempre più titubanti sul futuro perché è molto pesante per noi non avere una prospettiva sui tempi delle riaperture. L’incertezza pesa su un’economia aziendale di gestione familiare sempre più in crisi per via di un esaurimento dei risparmi. E la mancanza di visione impedisce ogni forma di programmazione»

Luca d’Ambra, presidente di Federalberghi, non ha nascosto il proprio dispiacere: «Questa situazione ci rende sempre più titubanti sul futuro imminente perché è molto pesante per noi non avere una prospettiva sui tempi delle riaperture. Questa incertezza pesa su un’economia aziendale di gestione familiare sempre più in crisi per via di un esaurimento dei risparmi. Tale mancanza di visione non ci permette di lavorare su una programmazione non solo di apertura, ma anche di reinvestimento. In realtà la notizia che la stagione sarebbe partita in ritardo era nell’aria, ma io personalmente speravo che per Pasqua ci potesse essere una riapertura, tant’è che ho già delle prenotazioni per quel periodo e, allo stato attuale, non so se saranno confermate o meno. Di sicuro quelli che andranno verso una riapertura per Pasqua saranno i B&B e le piccole strutture a conduzione familiare, mentre non credo che i grandi alberghi isolani possano aprire con tutte queste incertezze». D’ambra ha continuato e concluso la sua analisi parlando di auspicabili aiuti governativi: «Visto che la situazione si sta prolungando, credo che un minimo di ristori a breve termine siano fondamentali. Devono, però, essere valutati sul fatturato annuale e non mensile come è stato fatto l’anno scorso. A medio termine, invece, credo che sia necessaria un’apertura a credito, ovvero un accordo tra il sistema creditizio e l’imprenditoria con il quale si possa attuare un piano su quello che ci chiede l’Europa con il Next Generation EU. Dal punto di vista locale chiedo con forza gli Stati Generali del turismo, o meglio un’iniziativa che parta dai sei sindaci dell’isola e che coinvolga le categorie principali con l’obiettivo di fare una programmazione seria. Per il bene dell’isola è necessario elevarsi a un’apertura mentale che abbia come primo obiettivo l’immagine di Ischia all’esterno».

GIANCARLO CARRIERO: «Pensando all’estate e al turismo estero, spero che ci sia un balzo in avanti con i vaccini che ci consenta di ripartire. Da tempo si parla di un passaporto legato alle vaccinazioni che possa permettere a tante persone di muoversi. Se così fosse potremmo riavere almeno la metà della nostra clientela proveniente dall’Unione Europea»

Giancarlo Carriero, patron dell’Albergo della Regina Isabella, si è detto preoccupato, ma allo stesso tempo fiducioso: «Chiaramente il nuovo Dpcm regola tutto il periodo di Pasqua e allontana quello che doveva essere il classico inizio della stagione. Noi avevamo molto puntato su una riapertura per il 1 aprile, ma allo stato attuale, la vedo molto difficile. Avremmo tanto bisogno di una programmazione per ottimizzare i nostri costi, i nostri impegni e i nostri sforzi comuni. La verità, però, è che è molto difficile attuare un piano preciso perché le incognite legate al covid e alle sue varianti sono tante e l’unica cosa che non voglio fare è prendermela con chi è nella cabina di regia e deve prendere decisioni a volte impopolari. Solo quando ci sarà una vaccinazione consistente della popolazione si potrà parlare di una vera e propria ripartenza». Carriero ha parlato dell’eventuale riapertura del suo albergo a Pasqua e di quello che c’è da aspettarsi per quanto riguarda il turismo estero in estate: «Noi in questi giorni faremo tutte le tappe preparatorie per la riapertura, ma la decisione finale verrà presa intorno al 20 marzo quando valuteremo se ci sono o no le condizioni per poter dare avvio alla stagione. Obiettivamente è difficile poter aprire per Pasqua, ma non voglio perdermi d’animo. Pensando invece all’estate e al turismo estero, spero che ci sia un balzo in avanti nelle vaccinazioni che ci consenta di ripartire velocemente. Da tempo si parla di un passaporto legato alle vaccinazioni che possa permettere a tante persone già vaccinate di muoversi. Se così fosse potremmo riavere almeno la metà della nostra clientela proveniente dall’Unione Europea».

MARCO LARASPATA: «Se ci chiudono e ci obbligano a non lavorare, allora devono arrivare aiuti a fondo perduto perché il nostro settore è già fortemente penalizzato da un 2020 disastroso e non può più contare sulle proprie forze. Inoltre, se hanno di nuovo la volontà di chiudere le attività, ce lo comunicassero con un certo preavviso»

Infine, abbiamo ascoltato Marco Laraspata, presidente dell’AICOM: «Le previsioni per Pasqua non sono certo confortanti. Molte strutture alberghiere non apriranno perché obiettivamente non ci sono i presupposti per farsi carico di spese che rischiano di essere delle perdite allo stato attuale dell’arte. Quei pochi che invece vorranno aprire, penso aiB&B, si faranno carico di una clientela prettamente regionale. Noi, in qualità di AICOM, abbiamo chiesto con forza di non passare in zona rossa come molti vorrebbero, ma di restare arancioni creando delle microzone dove ci sono delle evidenti criticità. A Ischia, anzi, vorremmo ritornare in zona gialla perché i nostri dati dell’ASL, almeno per adesso, sono confortanti rispetto ad altre realtà. Inoltre, per quanto riguarda bar e ristoranti abbiamo chiesto alle istituzioni di rimanere aperti tutta la giornata, accettando anche qualche controllo e restrizione in più».

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Laraspata ha poi parlato dei contribuiti che devono arrivare a favore del comparto del commercio e del turismo: «Se ci chiudono e ci obbligano a non lavorare, allora devono arrivare aiuti a fondo perduto perché il nostro settore è già fortemente penalizzato da un 2020 disastroso e non può più contare sulle proprie forze. Inoltre, se prossimamente hanno la volontà di chiudere le attività, ce lo comunicassero con un certo preavviso perché non vorremmo trovarci in una situazione analoga a quella dei proprietari degli impianti da sci che hanno appreso la notizia di dover restare chiusi a poche ore dalla ripartenza».

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Lucia 65

E ora che nn c’è Conte a chi date la colpa?? O, comunque, da lontano è capace di essere colpevole anche di ciò??

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