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Droga, condanna per Di Costanzo ma andrà ai domiciliari

Cinque anni e quattro mesi di reclusione, più una multa di 24mila euro per l’isolano arrestato dai Carabinieri con l’accusa di spaccio di stupefacenti, ma contestualmente è stata accolta l’istanza dell’avvocato Antonio De Girolamo

Il giudice non ha fatto troppi sconti ad Antonio Di Costanzo. Anzi, la dottoressa Annunziata ha inflitto una condanna ancora più dura di quella che aveva chiesto in udienza il pubblico ministero. A fronte di quattro anni di reclusione e 20mila euro di multa, come l’accusa aveva invocato due giorni fa, il giudice ha emesso un verdetto di cinque anni e quattro mesi di reclusione, più 24mila euro di multa. Il dispositivo della sentenza è stato depositato ieri mattina, chiudendo la vicenda processuale che vedeva l’isolano imputato per spaccio di droga. A onor del vero, la richiesta del pm non era risultata nemmeno eccessivo, considerando il minimo edittale della pena, pari a sei anni, con la recidiva e la diminuzione di un terzo della pena, grazie al giudizio abbreviato. Invece, il magistrato è andato ben oltre, applicando l’aumento di pena per la recidiva specifica infraquinquennale, che il pm aveva ritenuto equivalente alle aggravanti generiche e che invece il giudice ha ritenuto prevalenti. Il difensore di fiducia dell’imputato, l’avvocato Antonio De Girolamo, attenderà le motivazioni per valutare eventuali ulteriori mosse.

La condanna è stata tuttavia bilanciata dal positivo scioglimento della riserva sull’istanza di applicazione dei domiciliari, avanzata dal penalista sulla scorta di una serie di documentazioni. Il giudice ha infatti accolto l’istanza, concedendo i domiciliari a Di Costanzo, che sarà tradotto presso la sua abitazione dagli agenti della polizia penitenziaria, con applicazione del braccialetto elettronico. Un risultato nel complesso molto positivo per la difesa, soprattutto viste le premesse della vicenda, che prese le mosse da un’operazione repentina e perentoria condotta dai Carabinieri della Stazione di Ischia e del Nucleo Operativo Radiomobile, coordinati rispettivamente dai luogotenenti Michele Cimmino e Sergio De Luca: da tempoera in atto un’attività investigativa dei militari dell’Arma, che sono andati a colpo sicuro. Nell’apparente calma di quella ultima domenica mattina dello scorso settembre, i militari trassero in arresto l’imputato, personaggio già noto alle forze dell’ordine. Ex gestore di un ristorante a Serrara Fontana, era rimasto coinvolto in una maxi operazione delle forze dell’ordine già una ventina d’anni fa, e risulta tuttora tra gli imputati nel maxiprocesso denominato White Island, nel quale il suo capo di imputazione è identico alla vicenda conclusasi ieri con la condanna: lo spaccio di sostanze stupefacenti.

Erano le 5.30 del 29 settembre quando i Carabinieri fecero irruzione all’interno del parcheggio ubicato in via Baldassarre Cossa, per intenderci di fronte all’Antico Girarrosto Ischitano, gestito proprio dal Di Costanzo. I militari sorpresero l’uomo, che si trovava in compagnia di una ragazza, ed al termine di una perquisizione della roulotte ubicata all’interno della struttura fu rinvenuto un quantitativo di cocaina pari a circa tredici grammi ed una somma di denaro contante ammontante a 2.500 euro. Nessun dubbio da parte dei tutori dell’ordine, che ritenevano il Di Costanzo protagonista di un’attività di spaccio, e per questo l’uomo venne immediatamente dichiarato in stato di arresto mentre lo stupefacente e i soldi furono posti sotto sequestro. Nessun provvedimento venne invece adottato a carico della donna che si trovava in quel momento all’interno del parcheggio: la stessa fu comunque segnalata al Prefetto di Napoli quale assuntrice di droga ai sensi dell’art. 75.

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