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Droga e valori falsi, riprende il processo

ISCHIA. Sono passati due anni dall’udienza di costituzione delle parti fino all’inizio dell’esame dei testimoni, nel processo al signor Mario Gioffré, dipendente dell’Inps di Ischia, imputato per spaccio di cocaina, detenzione di valori di bollo contraffatti e contraffazione di documenti d’identità. Un ritardo dovuto a diversi imprevisti di carattere tecnico, comprese numerose astensioni degli avvocati verificatesi in questo arco di tempo, che va peraltro ad aggiungersi al precedente differimento provocato dall’iniziale incertezza dell’assegnazione del processo. I fatti risalgono all’estate 2015: la sera del 7 luglio il cinquantenne, originario di Pozzuoli e residente a Roma, venne fermato nelle vicinanze del bar “Olimpica”, al porto d’Ischia, dai Carabinieri della Compagnia di Ischia guidati dal capitano Andrea Centrella nell’ambito dei servizi antidroga predisposti agli scali portuali,  per poi essere sottoposto a perquisizione personale. I militari accertarono il possesso da parte del puteolano di circa diciotto grammi di cocaina, oltre a quasi cinquecento valori bollati per carta d’identità palesemente falsi per un valore complessivo di 1.345,25 euro,  e nove carte d’identità, altrettanto false. Il materiale rinvenuto fu ovviamente posto sotto sequestro, mentre il 50enne venne arrestato con l’accusa di detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti e possesso di documenti di identità falsi, oltre che di ricettazione. Il processo ha avuto inizio il 25 gennaio del 2017. Nel frattempo, l’avvocato Morgera era riuscito comunque a far revocare la misura dei domiciliari nei confronti del  proprio assistito. L’imputato ha già reso alcune dichiarazioni spontanee, rivendicando la propria estraneità alle accuse, e chiedendo una perizia su reperti per suffragare la propria innocenza. Dopo l’apertura del dibattimento,  il giudice respinse sia la richiesta del pubblico ministero di acquisizione di alcune conversazioni, sia la richiesta della difesa per una consulenza tecnico d’ufficio  sui reperti al fine di analizzare le tracce biologiche e confrontarle con il profilo dell’imputato. Finora è stato ascoltato il Luogotenente dei Carabinieri di Ischia, Sergio De Luca, che rievocò quel 7 luglio di quasi quattro anni fa, con le operazioni che portarono all’arresto dell’imputato.  La difesa sostenuta dall’avvocato Morgera mise in evidenza che in compagnia dell’imputato vi era un tale Del Prete, pregiudicato, ma il teste non ricordava se quest’ultimo fu anch’egli arrestato. Il penalista cercò inoltre di far emergere che la prima parte dell’operazione di controllo e arresto fu condotta non da De Luca, ma da Schiano e Ricciardello. Quest’ultimo, insieme al brigadiere Fusco, rinvenne i valori falsi nell’auto di servizio.  Salvo ulteriori rinvii, dunque, oggi si continuerà con l’esame dei testi.

 

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