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Droga nel parcheggio, sentenza d’appello “light”: scarcerato Antonio Di Costanzo

La Corte d’Appello, accogliendo l’impugnazione proposta dagli avvocati Antonio e Mitty De Girolamo, ha escluso lo spaccio di sostanze stupefacenti riqualificando il reato nell’ipotesi del fatto di lieve entità: e così l’uomo è tornato libero

Una svolta sotto certi aspetti clamorosa, frutto anche di una brillante linea difensiva condotta dai suoi avvocati. Un risultato che giunge a distanza di diverso tempo dal fatto di cronaca che riassumeremo a breve e che per molti era probabilmente inatteso. I carabinieri della Stazione di Barano d’Ischia, guidati dal maresciallo Gennaro Bonavoglia, hanno provveduto alla scarcerazione di Antonio Di Costanzo, pluripregiudicato, detto Nino, che si trovava da tempo ristretto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione a seguito di una condanna di primo grado a 5 anni e 4 mesi di reclusione che gli era stata inflitta a seguito del processo per direttissima che era stato celebrato presso il Tribunale di Napoli dal giudice monocratico dott.ssa Teresa Annunziata.

Che, tra l’altro, aveva inflitto al Di Costanzo anche una multa di 24mila euro. Adesso però arriva il colpo di scena: la Corte di Appello di Napoli, infatti, ha accolto l’impugnazione proposta dagli avvocati Antonio De Girolamo e Mitty De Girolamo, escludendo il reato di spaccio di sostanze stupefacenti e riqualificando il reato ascritto a Nino Di Costanzo nell’ipotesi del fatto di lieve entità. Una circostanza, questa, che conseguentemente ha portato i giudici di secondo grado a limitare la pena a un anno e otto mesi di reclusione. Una “decurtazione” che ha portato gli stessi giudici di disporre che l’imputato potesse riacquistare la libertà dopo il periodo trascorso agli arresti domiciliari. Di Costanzo dunque è di nuovo un uomo libero e tra l’altro è stato contestualmente disposto anche il dissequestro della somma di denaro che gli fu sequestrata all’epoca dell’arresto.

L’uomo era già noto alle forze dell’ordine sempre per reati connessi alla droga: ex gestore di un ristorante a Serrara Fontana, rimase coinvolto anche nel maxi processo denominato “White Island”

Nino Di Costanzo fu arrestato in flagranza di reato il 29 settembre 2019 dai carabinieri di Ischia, che rinvennero all’interno del parcheggio dallo stesso gestito (ubicato a porto d’Ischia, in via Baldassarre Cossa) un notevole quantitativo di cocaina, hashish e marijuana, sostanza da taglio e un bilancino di precisione oltre alla somma di 2.490 euro che fu sequestrata perché ritenuta provento dell’illecita attività di spaccio.

Fu un’operazione davvero repentina quella condotta dai militari della locale Stazione e del Nucleo Operativo Radiomobile, rispettivamente coordinati dai luogotenenti Michele Cimmino e Sergio De Luca, che avevano messo gli occhi sull’uomo intuendo che lo stesso ponesse in atto condotte al di fuori della legalità.E così, in quella che pareva essere una tranquillissima prima mattinata domenicale, il Di Costanzo fu ammanettato e condotto in caserma per gli adempimenti di rito. Un personaggio, ricordano anche le cronache dell’epoca. Già conosciuto alle forze dell’ordine: ex gestore di un ristorante a Serrara Fontana, rimase coinvolto in una vasta operazione delle forze dell’ordine già oltre vent’anni fa. Non solo, risulta tra i soggetti coinvolti nel maxi processo denominato “White Island”, che ovviamente ha sempre come filo conduttore lo spaccio di sostanze stupefacenti.

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In primo grado era stato condannato dal giudice monocratico alla pena di 5 anni e 4 mesi di reclusione: lo sconto arriva dopo che di fatto la condanna è stata già interamente espiata

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Erano le 5.30 del 29 settembre quando i carabinieri fecero irruzione all’interno del parcheggio ubicato in via Baldassarre Cossa, per intenderci di fronte all’Antico Girarrosto Ischitano, gestito proprio dal Di Costanzo. I militari sorpresero l’uomo che si trovava in compagnia di una ragazza ed al termine di una perquisizione della roulotte ubicata all’interno della struttura rinvennero un quantitativo di cocaina pari a circa 13 grammi ed una somma di denaro contante ammontante a 2.500 euro. Nessun dubbio da parte dei tutori dell’ordine che il Di Costanzo si fosse reso protagonista di un’attività di spaccio e per questo l’uomo venne immediatamente dichiarato in stato di arresto mentre lo stupefacente e i soldi posti sotto sequestro.

Nessun provvedimento fu invece adottato a carico della donna che si trovava in quel momento all’interno del parcheggio: la stessa venne come da prassi segnalata al Prefetto di Napoli quale assuntrice di droga ai sensi dell’art. 75. Condotto in caserma, Antonio Di Costanzo fu sottoposto a tutti gli adempimenti di rito: dell’accaduto venne messo al corrente il sostituto procuratore di turno che dispose la celebrazione del rito per direttissima a carico del parcheggiatore. Da qui la celebrazione del processo che portò alla pesante condanna e a un conseguente lungo periodo di detenzione agli arresti domiciliari. Adesso però la riduzione della pena ottenuta da Antonio e Mitty De Girolamo che di fatto ha consentito ad Antonio Di Costanzo di tornare un uomo libero, avendo praticamente già scontato l’intera pena.

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