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«Due cuori senza capanna: chiediamo un mutuo ma incassiamo solo no dalle banche»


di Marco Gaudini
ISCHIA – Lui con un contratto di lavoro semestrale in albergo, lei con un contratto a progetto come grafica in un’agenzia pubblicitaria di Ischia. Due cuori senza capanna, in cerca di un mutuo da duecentomila euro. Un tour all’interno di tre istituti bancari ischitani: Unicredit, Monte Paschi di Siena, Banco di Napoli con amare sorprese e con tre no secchi «No, mi dispiace ma non abbiamo garanzie sufficienti per elargire un mutuo».

Vi ricordate le gomme da masticare di quando eravamo piccoli, era scritto “non hai vinto, ritenta!” e non si vinceva mai. Quando i due giovani ci hanno raccontato la storia sembrava di scartare una gomma da masticare. Andare per banche è come comprare chewing gum: ritenti, ritenti ma non vinci mai.

Francesco e Michela B. sono molto amareggiati. Hanno fatto di tutto per ottenere questo mutuo: «Abbiamo anche chiesto del “fondo di garanzia” previsto dal Governo per permettere ai giovani di acquistare o ristrutturare la prima casa. Ma nulla. Ci chiedono di non costruire perché è un abuso però se vogliamo acquistare casa le banche non permettono il mutuo. Un controsenso, una assurdità. Non puoi costruire e non puoi comprare casa. Noi abbiamo chiesto un mutuo di 200 mila euro per 20 anni, i risultati di questo nostro giro tra le banche parla chiaro. Solo no, no no».
Michela ha le lacrime agli occhi «come facciamo a far girare l’economia se le banche non ci aiutano. Noi vogliamo anche lavorare di più, impegnarci di più per pagare la rata mensile ma se gli istituiti non ci danno credito come possiamo mai andare avanti. Veramente conviene cambiare Paese. Troppi controsensi in Italia. Ho scritto anche una lettera al Presidente della Repubblica, spero mi risponda e mi dia, almeno lui, maggiori certezze per il futuro della mia famiglia. Altrimenti, ditemi voi, che ci sto a fare ancora ad Ischia e in Italia?».

Le banche ischitane non vogliono aprire le loro casseforti per i giovani che hanno redditi precari e nessun “santo in paradiso”. Questo non permette la crescita e non migliora lo stato di salute dell’economia isolana.
Qualche tempo fa abbiamo pubblicato sulla nostra pagina Facebook de “Il Golfo quotidiano” un post chiedendo ai giovani isolani di raccontarci, in privato, le loro storia. Ebbene quello che esce fuori è qualcosa di inaspettato.
Infatti, chi riesce ad ottenere il mutuo non solo deve sopportare e supportare tassi alti ma, udite udite, alcune banche obbligano all’acquisto di polizze abbinate ai mutui o di Swap cioè, una sorta di polizza che copre i rischi finanziari, contratti nominati atipici in quanto privi di disciplina legislativa. Molto onerosi e aleatori.

Alcune banche,ci raccontano in molti, non riconoscono il fondo di garanzia messo a disposizione dal Governo, altre non erogano il mutuo se non hai un garante.
Questa la realtà sconfortante che emerge dalla nostra inchiesta. Una delle pratiche scorrette più frequenti è la vendita di polizze abbinate ai mutui, di cui le banche sono beneficiarie perché, in caso di morte del contraente, la quota restante del mutuo sarebbe pagata dall’assicurazione.

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«Una banca ischitana – racconta Francesco Di Meglio 34 anni di Ischia – mi ha rifilato qualche anno fa un derivato, uno Swap su cui guadagnano anche se la legge lo vieta. Sono circa 3 mila euro annui che pago in più per questo dannato swap pari a 250 euro al mese. Insomma mi trovo in grosse difficoltà. Da un anno ho chiesto l’intervento di uno studio legale e sono ancora in attesa che il giudice si esprima».

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L’Istituto di vigilanza delle assicurazioni (Isvap) ha vietato alle banche di essere allo stesso tempo erogatrici di mutuo e beneficiarie delle polizze legate al mutuo. Questo regolamento nelle intenzioni doveva mettere fine a questa pratica scorretta di cui fa le spese il cliente che, per ottenere il mutuo, è di fatto costretto a sottoscrivere la polizza sponsorizzata dalla banca, sborsando fino all’80% in più rispetto agli altri prodotti disponibili sul mercato.

Un altro ischitano, Antonio Mattera ci scrive, «ho chiesto un mutuo per la mia prima casa. L’importo del prestito era di 180 mila euro, durata 20 anni. La banca mi ha “offerto” una polizza vita di cui la banca è beneficiaria. In pratica i tassi dei mutui si sono abbassati ma li ripaghi, tutti e anche di più, con il costo delle polizze».

Ma le sorprese non finiscono qui. Ci scrive Elena I. «ho un contratto a tempo indeterminato con un hotel di Forio da oramai 4 anni. Ogni anno, però, vengo licenziata a fine ottobre per ricominciare l’anno dopo a maggio. In pratica lavoro 6 mesi e poi prendo la disoccupazione. Il mio compagno non lavora o meglio fa il fotografo per matrimoni e racimola qualcosina di qua e di la. Siamo stati in banca circa cinque mesi fa e non ci hanno concesso un mutuo per 300 mila euro per una casa che dovevamo acquistare. Volevano, obbligatoriamente, che i miei genitori ipotecassero la loro abitazione. Naturalmente non ho accettato, seppur i miei genitori volevano e, oggi, mi trovo ancora in casa in affitto. Ho spiegato anche alla banca del Fondo di Garanzia ma la risposta è stata che non sapevano nulla».

Massimo L. ci scrive: «questo è anche un mio grande problema. Mi sposo a ottobre e 2 mesi fa con la mia fidanzata abbiamo chiesto un mutuo per ristrutturare casa ma nonostante lavoriamo entrambi con un regolare contratto, il mutuo è stato respinto. Ora stiamo facendo il minimo indispensabile ottobre è ora e pian piano con sacrifici stiamo organizzando il tutto».

Paolo D.C. «Io non riesco a capire come facciano tanti miei amici ad avere case, facendo lavori normalissimi, ma le banche come fanno a dargli tutti quei soldi? Noi ci siamo comprati un appartamento di 65mq con i nostri soldi, l’abbiamo completamente finito di pagare. Ora la gente ci critica perché è piccolo, ma è pagato, e secondo me è meglio fare un passo alla volta, secondo le proprie possibilità, e magari più avanti ci compreremo una casa più grande, piuttosto che prendersi per il collo tutta la vita con un mutuo ventennale».

Ma chiariamo un punto. Il Governo ha stanziato 50 milioni di euro (http://www.diamoglifuturo.it/fondo-casa) come garanzia per i mutui erogati da banche (che hanno stipulato apposita convenzione), a giovani coppie sposate e single under 35 purché con figli minori, per l’acquisto della prima casa.

Da questa inchiesta scopriamo che praticamente nessun istituto di credito lo fa. La coppia Francesco e Michela B., cosi come Francesco, Antonio, Elena, Massimo, Paolo sono entrati in più istituti bancari e tutti e tre hanno ignorato il Fondo di Garanzia dicendo di non “conoscerlo”.

Un nostro consiglio alle banche: invece di mettere pressione ai cittadini e agli imprenditori, invece di elargire mutui con il contagocce tentate di mettere pressione politica affinché l’economia si raddrizzi, parchè torni a circolare la ricchezza, perché i buchi delle banche vengano coperti da economia reale.

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